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Federico Ginato ha parlato all'inizio della prospettiva possibile per l'imprenditoria di questa area: che cosa ne pensano ad esempio gli artigiani i quali come abbiamo visto sono stati finora il motore principale delle attività esistenti a parte le presenze industriali di dimensione più grande?
MARIANO MIOLA- Almeno una condizione nuova c'è. Il nostro territorio era preparato da tempo ad accogliere attività economiche e produttive: tra Villaga e Asigliamo abbiamo 700mila metri quadri di zona industriale e artigianale e ce ne sono tante altre non occupate di aree per lo sviluppo, come ad Alonte, eccetera. Ora bisogna vedere che cosa succederà dopo tanto attendere. Il territorio guadagna dall'insediamento delle aziende e di tutte le attività produttive. Che si sia perso tempo e denaro è chiarissimo per tutti. Tra due o tre anni bisogna vedere che cosa ci sarà, se la crescita o la moria delle nostre aziende. L'autostrada provoca un cambiamento: ricordiamoci che solo a Longare si stava oltre venti minuti al semaforo che era doppio. Pensate che cosa costa. Sulla pista ciclabile abbiamo dato una mano, ma dobbiamo sfruttare davvero le ricchezze del nostro territorio e la pista è una opportunità unica per il collegamento con le piccole aziende e i piccoli servizi. Quindici giorni fa proprio con TVA siamo partiti con servizi sull'economia della nostra zona e le attività di eccellenza in tutti i settori. Dalla pista ciclabile uno scende in qualsiasi Comune di questa area e al massimo in mille metri trova una piccola attrezzatura minima, trova il centro abitato e i punti di rifornimento e di sosta. Questa credo sia la realtà a misura del basso vicentino. Stiamo pensando a tante cose e questi servizi di vera promozione che abbiamo deciso con TVA Vicenza lo mostreranno molto bene: dalla bicicletta elettrica alle colonnine per la ricarica e a tutto il resto. Crediamo che il territorio avrà vantaggi visibili da queste iniziative e la presenza dell'autostrada che accorcia del tutto le distanze tra noi e tutti gli altri, in provincia di Vicenza o fuori, contribuisce sicuramente ad avere uno strumento in più e di qualità formidabile.
ROBERTO ANDRIOLO- Guardate che la difficoltà non è solo tra noi, Vicenza e il resto del nord della provincia: per noi è difficile nello stesso modo arrivare nel basso padovano o nella provincia di Rovigo. Questa cinquantina di chilometri ora andrà piano piano a collegare Rovigo all'alto vicentino, ecco il punto. Nel giro di un anno quel cambiamento che già ora avvertiamo con la pista ciclabile diventerà ancora più visibile. Un'altra parola la voglio spendere per parlare di associazionismo sul territorio cioè delle proloco che sono attrezzate e unite per proporre in vario modo, al di là della sagre tradizionali, tutte le altre iniziative che coinvolgono il territorio. Abbiamo visto a Longare e ora vediamo anche ad Agugliaro quali sono gli effetti. Le ville aperte hanno richiamato un sacco di gente. Teniamo presente poi che la nostra cucina ha moltissimo da offrire e non va affatto trascurato anche questo nostro patrimonio. Infine abbiamo il progetto dei parchi, come quello di pianura che ad Agugliaro: diventerà qualcosa di molto vasto e importante: nella parte già realizzata c'è gente che sta arrivando da qualche settimana ad intensificare decisamente una frequenza che non c'era se non in modo davvero minimo. Per me si tratta di una rivoluzione in senso positivo e chi nel settore produttivo ha tenuto duro nonostante tutto e nonostante gli anni di attesa, credo vedrà che ne può uscire complessivamente un futuro vero.
GAETANO FONTANA- Tutto vero, specialmente parlando del territorio che anche per noi di Longare è un patrimonio importante. Vero quel che dice Andriolo delle proloco che hanno festeggiato i loro 30 anni proprio la settimana scorsa; per il resto il casello ci avvicina evidentemente a tutta la provincia. Abbiamo gruppi da 50/100 persone alla volta che vengono in gruppo a visitarci mentre prima non lo facevano. Dalla parte architettonica a quella storica e tradizionale Longare può offrire molto come può farlo con la parte più ecologica del suo territorio; un caso particolare può essere quello di Lumignano, altra fetta straordinaria di territorio dove arrivano da tutta Europa attirati dalla palestra di roccia e tutta questa gente non siamo ancora in grado accoglierla bene e per intero, però ci stiamo organizzando e vediamo che l'afflusso c'è, non è un modo di dire. Se riuscissimo anche a far presto sarebbe meglio: ora bisogna che si sveltiscano i processi produttivi e qui deve essere lo Stato a provvedere perché una parte di questa paralisi diffusa è proprio determinato da quel che non si fa per assecondare ad esempio il volontariato che per noi della provincia di Vicenza è un fatto importantissimo. Gli uomini del vicentino, anche quelli molto importanti, in genere passano il loro fine settimana dando un contributo alle iniziative e alle attività locali come possono essere le scuole materne, le proloco, le associazioni, ecc. Un regalo di disponibilità umana, energie e tempo che arriva in modo del tutto gratuito.
nr. 25 anno XVIII del 29 giugno 2013
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