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Ventisette curiosi - e realistici - racconti compongono il nuovo libro dello scledense Stefano Tomasoni, che torna in libreria con Baccalà da Righetti - Scene di vita dalla provincia veneta (Menin Edizioni). Con lo sguardo ironico che lo contraddistingue, il giornalista e autore giunto già al nono libro, descrive una carrellata di situazioni, tendenze, comportamenti, vecchi tic e nuovi linguaggi che si possono incontrare ogni giorno in terra veneta e vicentina. Presentato nel ristorante Righetti (e dove se no?) in pieno centro storico a Vicenza, in compagnia di Antonio Di Lorenzo che ha firmato la prefazione, il libro è una divertente galleria
semiseria di certi tipi veneti (ma non solo). Nel breve capitolo Fatevi i fatti vostri, ad esempio, l'autore si chiede perché la gente parli a voce così alta in pubblico, in special modo al cellulare, e conclude "Va bene una legge che tuteli la mia privacy, ma per favore fate una legge che mi tuteli dalla privacy degli altri"; c'è poi la scanzonata descrizione dell'uso ridondante, soprattutto tra i teenagers, dell'intercalare "tipo", che va a sostituire il "cioè" degli anni 70 e 80; c'è l'anziana signora che zoppicando arriva al seggio elettorale, scesa dalla contrada in montagna solo per scrivere sulla scheda il suo insulto a chi le ha aumentato le tasse; in Quelli che non mi vanno giù Tomasoni descrive diverse tipologie di comportamenti prepotenti, strafottenti, maleducati e conclude con una riflessione a metà tra l'ironia e l'amarezza: c'è gente che ha imparato l'educazione per corrispondenza, e ha pure perso qualche dispensa; nell'esilarante Mission Impossible, mutuando il titolo di un famoso film di azione, immagina un Tom Cruise "vicentino" che deve destreggiarsi in slalom nel traffico cittadino attraversando la città nell'ora di punta in 15 minuti netti, pena il fallimento di una missione vitale...
In occasione della serata di presentazione da Righetti, abbiamo incontrato l’autore.