NR. 43 anno XXVIII DEL 23 DICEMBRE 2023
la domenica di vicenza
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Scuola e trasporti, il dilemma che si ripete

Nessun accordo tra le parti, rispetto a un anno fa non c'è più neppure il minimo tentativo di aprire un dialogo che coinvolge orari di ingresso e di uscita, settimana corta, mense negli istituti eccetera - Quale sia la prospettiva lo hanno spiegato molto chiaramente gli ospiti di In Piazza: quasi inesistente

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Scuola e trasporti, il dilemma che si ripete

(g. ar.)- La storia si ripete, non c'è ombra di cambiamento o di ravvedimento, sempre beninteso che qualcuno abbia da farsi perdonare qualcosa. Fatto sta che davvero non è cambiato niente, non ci sono stati neppure gli incontri preliminari che sembrano definitivamente abbandonati e non c'è traccia ovviamente del benché minimo accordo: segno che ognuna delle parti proseguirà nella sua politica, lungo quella sua linea di comportamento che del resto negli ultimo tre anni non ha fruttato alcunché.

Il problema, per sintetizzare, è che riparte la scuola e come al solito non c'è luce sull'orizzonte del problema che si sta trascinando ornai da quattro anni compreso quello che sta per cominciare: trasporti e orari di entrata e uscita non si conciliano e mentre gli istituti non hanno fatto sapere se e come cambieranno organizzazione, le aziende di pubblico trasporto hanno stabilito i loro orari e una conciliazione non pare proprio possibile specie pensando all'imminenza del nuovo anno.

In Piazza ha parlato di tutto questo con Antonio Dalla Pozza, assessore alla Mobilità del Comune di Vicenza, EDOARDO ADORNO preside del Liceo Quadri, SILVIA VETTORE vicepreside dell'Istituto Rossi, PIO SAVERIO PORELLI presidente del settore mobilità AIM, PAOLO RONZANI dirigente della Mobilità di FTV e MARCELLA RASIA della Rete Studenti superiori scuola pubblica.

Scuola e trasporti, il dilemma che si ripete (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Il dibattito non ha mancato di notevoli spunti di interesse perché come si sa il contenzioso sul tavolo dell'organizzazione scolastica non si nutre soltanto di questo accordo inesistente con le aziende di trasporto pubblico, ma si articola lungo un orizzonte molto più ampio. Esempio la settimana corta e le mense degli istituti e con questo tema anche quello del come collocare migliaia di studenti che nei giorni di superorario restano fuori scuola almeno un'ora in attesa della ripresa delle lezioni dopo la pausa pranzo.

Ma proprio qui sta il particolare più curioso di questo nuovo anno che comincia, vale a dire l'assenza totale di qualsiasi discussione su questi temi, tutti assieme, a significare che evidentemente di settimana corta e di altre regolamentazioni per poterla attuare non se ne parla più in assoluto. Forse i segnali più eloquenti li avevamo avuti l'anno scorso, prima di fronte al dialogo iniziatosi ma improduttivo tra le parti, poi all'evidenza di una serie di incontri che avrebbero dovuto preparare il terreno per quest'anno e che invece non si sono mai svolti, neppure accennati, se proprio la dobbiamo dire tutta.

Pare di capire insomma che non c'è nessuna intenzione da parte della scuola -a parte si capisce quei pochi istituti che hanno ritenuto attuabile ad esempio l'esperimento della settimana corta confrontandosi con le loro esigenze didattiche e constatando che era possibile arrivare a questo risultato- di cambiare la importazione del lavoro, nessuna voglia di cedere ad un taglio dei giorni di lezioni che implicherebbe peraltro un grosso lavoro organizzativo nei giorni di rientro, e nemmeno la più piccola intenzione di venire incontro alle aziende di trasporto secondo quella scaletta di richieste che come detto erano state avanzate l'anno scorso, non quest'anno.

 perché dopo il fallimento su tutta la linea del tentativo di un anno fa in realtà non ci ha provato più nessuno e se il Comune di Vicenza accenna alla necessità di un qualche intervento per riunire di nuovo le parti e trovare una soluzione pare che a questo punto si sia del tutto fuori tempo, a bocce ampiamente giocate.

Come dire che ammesso che un tentativo ulteriore abbia senso oggi servirebbe al prossimo anno scolastico, non a questo, servirebbe insomma a quello che coprirà 2014/2015.

Bisogna anche aggiungere, giusto per non dimenticare niente, che la parte giocata da studenti e famiglie, che entrambi dispongono di organismi rappresentativi in grado di intervenire e far sentire la propria voce, che proprio dalle associazioni degli studenti della scuola superiore e dal coordinamento dei genitori non è arrivato granché.

Da un lato gli studenti hanno ripetuto come l'anno scorso che i cambiamenti si fanno quando si è nella condizione per riuscirci, e questo non fa una piega, mentre le famiglie hanno più volte ribadito tutte le proprie perplessità di fronte all'ipotesi di sobbarcarsi grosse spese per i pasti dei figli -stante l'assenza di mense a scuola- e dell'ipotesi che se ne vadano in giro prima del rientro senza controllo.



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