NR. 43 anno XXVIII DEL 23 DICEMBRE 2023
la domenica di vicenza
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Niente crisi nella terra dei vini. «Una stagione straordinaria»

La vendemmia 2013 sembra destinata ad essere una delle migliori degli ultimi decenni. Intanto nel Vicentino cresce la professionalità di aziende, imprenditori, tecnici e agronomi, con fatturati in forte crescita

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Niente crisi nella terra dei vini. «Una stagione s

(C.R.) Gli addetti ai lavori sembrano non avere dubbi. La vendemmia 2013 è destinata ad essere una delle migliori degli ultimi decenni, grazie soprattutto ad un'estate con tanto sole ma non troppo calda. Ma l'intero settore vitivinicolo vicentino, grazie anche alla maggiore professionalità di aziende, imprenditori, tecnici e agronomi, cresce come dimostrano i fatturati in crescita. E quanto emerge da un nostro "viaggio" nel settore, dove non si registra nessuna crisi.

 

Domenico Zonin, vice presidente Casa Vinicola Zonin: «In cinque anni raddoppiato il fatturato, grazie soprattutto all'export»

Domenico_Zonin (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Nel settore della viticoltura, nel Vicentino, un importante osservatorio arriva dalla Casa Vinicola Zonin di Gambellara, il cui fatturato nell'ultimo quinquennio è raddoppiato con margini di crescita previsti nei prossimi anni. «Tale crescita - spiega Domenico Zonin, vicepresidente della Casa Vinicola, all'interno della quale è impegnato soprattutto nell'area tecnica e produttiva - è stata favorita soprattutto dalla quota export che ad inizio degli Anni Duemila era pari al 25%, mentre attualmente si aggira al 75%, quindi in 12-13 anni la situazione si è letteralmente capovolta. Le previsioni a breve-medio termine prevedono un'ulteriore crescita dell'export».

Soddisfazione anche per la stagione 2013, che sarà caratterizzata da un ottimo vino. «Quella che sta avvenendo in queste settimane - spiega il dottor Zonin - è una vendemmia tradizionale, non precoce come avvenuto negli anni scorsi: in sostanza, si è tornati a vendemmiare da settembre, come si faceva una volta, grazie ad un'estate più fresca. Allo stato attuale possiamo disporre di splendide uve bianche, grazie a una buona escursione termica che ha caratterizzato quasi tutta la stagione estiva: ci aspettiamo un vino con grado zuccherino più basso, magari un po' più leggero, ma molto buono. Nella terra veneta si prevede di realizzare un Prosecco di grande qualità, un Pinot Grigio di altrettanto valore, un’eccellente Garganega. Per quanto riguarda le uve rosse, che comprendono vari vini, tra cui anche il Merlot e il Raboso, bisognerà attendere la fine di settembre: l'augurio è che le condizioni climatiche siano altrettanto favorevoli».

Da marzo, quindi da sei mesi, il dottor Domenico Zonin ricopre la carica di presidente della Unione Italiana Vini (l'associazione nazionale di categoria), che sta lavorando con grande impegno per contribuire a una leadership di settore che a livello mondiale l'Italia si contende da qualche "annata" con la Francia. «L'export del settore vitivinicolo italiano - aggiunge - garantisce da alcuni anni un trend in crescita sia a livello di volume che di fatturato, una corsa al rialzo comunque significativa favorita dal prosecco, sempre più apprezzato in tutto il mondo. Nello specifico, il nostro Paese ha guadagnato "punti" a discapito dello champagne, che invece sta registrando qualche lieve difficoltà. Le quote di mercato del vino italiano? A livello europeo, stabili nell'area centrale, ma in crescita nel Nord e nell'Est. Per quanto riguarda la Cina, diciamo che per noi è un mercato piccolo, in virtù di consumi ancora bassi: i cinesi conoscono di più i vini francesi ma si sta lavorando per il futuro del vino italiano, con margini di crescita incoraggianti».

«Il settore vitivinicolo italiano - conclude Domenico Zonin - è migliorato fortemente negli ultimi anni e, soprattutto per il fatto di lavorare molto con i Paesi stranieri, ha portato i nostri imprenditori a migliorare la qualità, ad investire molto sia a livello di attrezzature che a livello umano, formando tecnici e agronomi che viaggiano per il mondo e vantano competenze e professionalità internazionali e sempre più aggiornate».

 

Vittorio Giuseppe Santacatterina, presidente Cantina sociale di Breganze: «Vino straordinario, il 2013 un'annata da ricordare»

È molto positivo, quasi trionfale, il commento di Vittorio Giuseppe Santacatterina, presidente della Cantina sociale di Breganze, una delle realtà del settore più importanti del Vicentino. «Sarà un'annata straordinaria - assicura Santacatterina - in grado di passare alla storia come una delle migliori in assoluto. Basta vedere i carri arrivare in cantina, si tratta di uno spettacolo assoluto: tutta l'uva è perfettamente sana e di grande qualità. Impossibili da spiegare i profumi che emanano l'uva e che si respirano per l'appunto in questi primi giorni di vendemmia, anche questi saranno da ricordare. Ripeto è un anno straordinario, probabilmente irripetibile a questi livelli».

Ma vediamo di capire, con l'aiuto dello stesso Santacatterina, come si è arrivati a questa vendemmia eccezionale. E come le condizioni climatiche hanno influito positivamente per la vite. «La stagione, come tutti ricordano, è iniziata in forte ritardo, compromettendo le cosiddette colture primaverili, mentre la vite non ne ha sofferto perché sino a inizio/metà giugno tutto rimane nella fase embrionale. Io peraltro non mi occupo solo di vino e posso dire che nel 2013 le coltivazioni di cereali e mais, e ancora peggio quelle di asparagi e ciliegie sono state quasi compromesse. L'estate ormai agli sgoccioli è invece stata caratterizzata da due aspetti assolutamente positivi per l'uva. Il primo, un elevato sbalzo termico tra giorno e notte, che alla fine garantisce il massimo per gusti e profumi soprattutto per i vini bianchi. Il secondo riguarda un lungo periodo soleggiato senza nuvole, visto che tra luglio e agosto non ha quasi mai piovuto, ottimo per le uve rosse, che garantirà anche un colore molto intenso e spiccato. Nel settore vitivinicolo le ondate di caldo troppo intenso, che durante quest'estate si sono verificate solo per pochi giorni in periodi distanti tra loro: proprio il calore, soprattutto se continuato, ha effetti devastanti sia sotto l'aspetto organolettico che della struttura molecolare degli acini».

Altro aspetto fondamentale il fatto che la vendemmia sia iniziata solo da pochi giorni. «Siamo tornati nella normalità - sentenzia il presidente della Cantina sociale di Breganze - nel senso che il mese della vendemmia è settembre, mentre negli ultimi tre-quattro anni il via è avvenuto il 20-22 agosto. Proprio lo scorso anno si toglievano i grappoli con temperature sino a 35°C, mentre chi sta vendemmiando in questi giorni, magari nel tardo pomeriggio, compie questo lavoro con 24-25°C e a beneficiarne è sicuramente anche l'uva».

«In una situazione così ideale - conclude Vittorio Giuseppe Santacatterina - piccole e grandi produttori, oltre alle stesse cantine sociali, risparmieranno anche diversi soldi, nell'ordine di migliaia di euro, in quanto non saranno necessari trattamenti, l'utilizzo di additivi e un risparmio di energia sull'uso dei macchinari».



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