NR. 43 anno XXVIII DEL 23 DICEMBRE 2023
la domenica di vicenza
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Cene enogastronomiche tra crisi e nuove strategie

La congiuntura negativa sta convincendo i ristoratori a proporre menù con un minor numero di piatti e meno costosi per i clienti. Ma tutti sono concordi: la qualità deve restare di alto livello

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Cene enogastronomiche tra crisi e nuove strategie

(C.R.) È un business importante e ancora sostanzioso a livello di fatturato quello che gira attorno alle cene enogastronomiche che pur in calo, a causa della crisi economica, a livello numerico, rispetto ad una decina d'anni, confermano di rappresentare un veicolo di promozione fondamentale per ristoranti, trattorie e locali rinomati. Il portale "www.ladomenicadivicenza.it" ha voluto aprire il dibattito, coinvolgendo ristoratori, addetti ai lavori e operatori turistici. Ecco cosa è emerso.

 

Sonia Terreran, associazione Le Buone Tavole dei Berici: «Quest'anno puntiamo sulle "serate tradizione" con gli attori teatrali»

Cene enogastronomiche tra crisi e nuove strategie (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Un osservatorio privilegiato è sicuramente quello dell'associazione Le Buone Tavole dei Berici che comprende sette ristoranti dell'area negli omonimi colli (da Arcugnano a Castegnero, da Grancona a Noventa, sino a Zovencedo) che si sono consorziati nella seconda metà degli Anni Novanta - nel 1996 fu il famoso chef Gianfranco Vissani, definito dalla critica tra i migliori in Italia, a portare a battesimo Le Buone Tavole - anche se le prime collaborazioni risalgono all'inizio degli Anni Ottanta. Un lungo cammino contraddistinto da una serie di iniziative, in cui spiccano proprio le serate enogastronomiche, con una formula vincente: tutti i sette cuochi dei ristoranti presenti contemporaneamente in cucina, con i loro piatti e la loro creatività, per valorizzare i prodotti del territorio, dallo spiedo al baccalà, dal broccolo fiolaro ai "bisi" di Lumignano, dal tartufo nero dei Colli Berici ai raperonzoli.

«Almeno per quest'anno - spiega Sonia Terreran, coordinatrice dell'associazione - abbiamo deciso di puntare sulle cosiddette "serate tradizione", caratterizzare da una novità, ossia la presenza di due attori teatrali, che intrattengono il pubblico con vari sketch tra una portata e l'altra. Non c'è dubbio che rispetto alle cene enogastronomiche, che richiedevano la presenza contemporanea di tutti e sette gli chef che facevano a gara per realizzare il piatto migliore, sono eventi meno impegnativi sotto il profilo organizzativo e dell'investimento complessivo».

Quella dell'associazione berica non è solo una scelta legata ai costi anche se, come aggiunge la signora Terreran «per le serate tradizione abbiamo fissato un costo medio di 35 euro a persona, rispetto ai 45 euro delle cene enogastronomiche. In questo momento la crisi economica sta condizionando anche questo mercato, ma il nostro obiettivo, con un prezzo più basso e una qualità che rimane alta, è quello di coinvolgere gruppi di giovani, visto che lo standard degli eventi gastronomici sono persone di mezza età, dai 40 anni in su, mentre a noi piacerebbe poter ospitare la fascia generazionale più bassa».

L'associazione Le Buone Tavole dei Berici è protagonista con nuove iniziative, a partire dalla partnership con la Fiera di Vicenza: «La collaborazione iniziò con le cene di gala per l'apertura del Salone del Vino Novello e poi alla Fiera del lusso, nei tre anni in cui è stato organizzata. Ora siamo presenti alle rassegne orafe, dove abbiamo distribuito nel tempo oltre 10 mila depliant e dove proponiamo anche menù personalizzati. La nostra strategia non è solo quella di attendere i clienti nei locali ma di uscire noi e proporci direttamente come nel caso della fiere orafe».

 

Sergio Dussin, presidente dei ristoratori bassanesi: «Il prezzo è ora fondamentale, meglio puntare su cene più snelle e con meno portate»

Cene enogastronomiche tra crisi e nuove strategie (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Ad essere convinto della necessità di un cambio di strategia anche per quanto riguarda le cene enogastronomiche è Sergio Dussin, titolare del ristorante "Al Pioppeto" di Romano d'Ezzelino, uno dei locali più rinomati e frequentati del Vicentino. Dussin, presidente dei Ristoratori Bassanesi e noto anche come “il cuoco del Papa” per la sua frequentazione con i servizi di ristorazione del Vaticano, è da sempre uno dei sostenitori e ideatori delle serate, in cui spiccano gli appuntamenti di primavera con la rassegna denominata “Asparagi & Vespaiolo”.

«In effetti tra noi ristoratori è una riflessione che stiamo facendo - ammette Dussin - visto che negli ultimi tempi il cliente è sempre più condizionato dal prezzo che non da quello che viene proposto nel locale. Ecco perché stiamo studiando la possibilità di organizzare cene più snelle, magari caratterizzate da un minor numero di portate, ma sempre di alta qualità. Per un locale queste cene non rappresentano una fonte di guadagno, ma piuttosto un investimento per il futuro con la speranza che i nuovi ospiti, possano diventare dei clienti affezionati».

Eppure i "venti" della crisi economica si fanno sentire. «Rispetto alle 5-6 serate a stagione che facevano una decina d'anni siamo scesi a 2-3, a conferma che la gente è più attenta anche a quello che spende al ristorante, anche se poi, come nel caso della rassegna che propone uova e asparagi si registra sempre il tutto esaurito. L'ideale è avere un centinaio di ospiti, quanti ne può contenere la sala, e ovviamente curare al massimo la qualità, che rimane il valore aggiunto di questi eventi. Il costo delle cene per i commensali? Con il nostro gruppo ristoratori abbiamo optato per un range compreso tra i 45 e i 75 euro, per il fatto che alcuni locali sono al top di livello. Non c'è dubbio che con un menù caratterizzato da meno portate si può pensare di avvicinare la parte più bassa del prezzo compreso nel range».

Non c'è solo la rassegna "Asparagi & Vespaiolo” nel calendario di eventi proposti dai ristoratori bassanesi. «In questo periodo - precisa Dussin - viene proposta, in otto ristoranti del nostro comprensorio, la rassegna intitolata "Funghi e meraviglie della natura", con la presenza fissa dell'esperto micologo Pieremilio Ceccon: una formula vincente visto che sono tantissime le domande e le spiegazioni che gli vengono rivolte. Domenica prossima (22 settembre, ndr.) parte invece la rassegna denominata a "Tavola con Merlin Cocai", caratterizzata da una cena medievale, in uno scenario di cucina rinascimentale, che intende riscoprire piatti antichi, come ad esempio il tacchino».



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