NR. 43 anno XXVIII DEL 23 DICEMBRE 2023
la domenica di vicenza
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La boxe a scuola? Un'occasione per crescere

L'assessore Nicolai, il preside Zen e il presidente dei genitori dell'istituto "Piovene" favorevoli alla novità del Ministero decisa a livello nazionale. E intanto l'ex pugile Pellizzaro dà i primi consigli

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La boxe a scuola? Un'occasione per crescere

(C.R.) La boxe si appresta a fare il suo ingresso in tutte le scuole italiane e quindi anche in quelle vicentine. Il "via libera" arriva dall'Ufficio scolastico regionale di Venezia che, così come quelli delle altre regioni, ha recepito l'accordo tra il Ministero dell'istruzione e la Federazione Italiana Pugilato, sulla stessa linea di quello che qualche anno fa ha portato all'inserimento del rugby. In realtà, come ha erroneamente pensato qualcuno, negli istituti e nei plessi scolastici non saranno allestiti ring né si combatterà. Inizialmente l'introduzione riguarderà la presenza di campioni del passato e tecnici di fama. In occasioni di questi incontri saranno proiettate sequenze di immagini dei pugili vincitori dell´oro olimpico, la consegna delle medaglie d´oro e l´inno di Mameli. In un secondo momento il Comitato regionale veneto, nella località dove si svolgerà la promozione, designerà un maestro ed un giovane atleta, i quali faranno vedere agli studenti alcuni esercizi della ginnastica base, quindi l´atleta porterà dei colpi con i guantoni, su suggerimento del maestro, per far vedere agli studenti quelle figure considerate le prime nozioni di insegnamento della "nobile arte". L'ultimo approccio mira a far conoscere le strutture locali sul territori per una eventuale prosecuzione del pugilato.

Il portale "www.ladomenicadivicenza.it" ha voluto aprire il dibattito, per capire "pro" e "contro" del progetto. Ecco quanto è scaturito.

 

Umberto Nicolai, assessore all'istruzione del Comune di Vicenza: «In futuro toccherà anche a judo, karate, arti marziali e lotta»

La boxe a scuola? Un'occasione per crescere (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Sull'argomento abbiamo sentito Umberto Nicolai, assessore alla formazione del Comune di Vicenza (delega che legittima l'esercizio delle funzioni nell'area dello sport e dell'istruzione) che in passato, oltre ad insegnante di educazione fisica, è stato per un ventennio anche presidente provinciale del Coni. «Non c'è nulla di strano in questa iniziativa - afferma Umberto Nicolai, assessore all'istruzione del Comune di Vicenza - che rientra in una serie di accordi tra le varie federazioni e il Ministero dell'istruzione. In questo senso la Federazione Italiana Pugilato sta portando avanti un progetto, che in futuro potrebbe vedere l'ingresso nelle scuole anche di altri sport cosiddetti "da combattimento", come il judo, il karate, le arti marziali ma anche la lotta-greco-romana, che fanno parte della storia sportiva italiana ma soprattutto di quella olimpica. Tutti gli sport, compresi quelli appena citati, possono contribuire a formare i ragazzi e non devono preoccupare i genitori e i docenti, visto che gli insegnamenti che arrivano dallo sport possono essere importanti. Tornando al progetto va anche aggiunto non è una novità assoluta perché in alcuni casi la conoscenza della boxe l'abbiamo già introdotta in passato, nei centri estivi e nella fascia delle elementari».

Il professor Nicolai tiene a precisare «che, a scanso ad equivoci, con questo progetto non si tratta di introdurre gli incontri di pugilato a scuola ma solo farne conoscere gli aspetti formativi, quali il sacrificio e l'impegno in un'attività sportiva che ha dei fondamentali di grande importanza nella vita. Il pugilato ha come caratteristiche principali quella di rispettare l'avversario, di concentrazione e di autocontrollo, oltre a quelle fisiche come la mobilità delle gambe, che come si può intuire sono importanti per uno studenti e in genere della vita quotidiana, a qualsiasi età si affronti. L'importante è che si rispettino certi criteri basilari ed in sintonia con la formazione dei ragazzi, ma io sono certo che questa avverrà perché per queste presentazioni all'interno delle scuole saranno scelti pugili, in attività o meno, e tecnici preparati».

«Spesso sbagliando - conclude Umberto Nicolai - si ha una visione del pugilato come violenza ed aggressione, magari ricordando un ex campione come Mike Tyson che durante un match morse l'avversario all'orecchio. In realtà non è così, per migliaia di giovani, in tutte le regioni italiane, è stata un'importante palestra di vita».

 

Gianni Zen, preside del liceo Brocchi di Bassano. «Gli studenti protagonisti nello sport sono anche quelli che vanno bene a scuola»

La boxe a scuola? Un'occasione per crescere (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)«Personalmente sono favorevole alla pratica sportiva tra gli studenti, se non altro perché coloro che svolgono queste attività, spesso anche ad alti livelli, hanno quasi sempre ottimi voti». È quanto dice Gianni Zen, preside del liceo Brocchi di Bassano del Grappa, che da quest'anno congloba anche l'istituto d'arte di Nove, per un totale di 2.600 studenti (di cui il 70% ragazze) e circa 200 docenti. «Le ore di sport, dentro e fuori la scuola - aggiunge il professor Zen, sino a qualche anno fa preside dell'Istituto Rossi di Vicenza - non portano via tempo allo studio dei ragazzi, come in realtà è indotto a pensare qualcuno, ma aiutano gli stessi a gestire meglio il loro tempo, razionando al meglio le ore a disposizione. Nella scuola di cui sono preside ci sono ragazzi che giocano nel Bassano Calcio, lo stesso avveniva al "Rossi" con giovani calciatori del Vicenza o ragazzi molto forti in atletica, spesso protagonisti ai Giochi studenteschi anche a livello nazionale. In ordine di tempo l'ultima foto scattata al "Rossi" è stata la premiazione con miei studenti vincitori del Trofeo "Bernes" (intitolato alla memoria di un preside degli Anni Ottanta dello stesso istituto, ndr.) di atletica».

«L'inserimento del pugilato a scuola - precisa il preside del "Brocchi" – lo considero ampiamente positivo, perché rappresenterebbe un tassello in più, che oggi non esiste, di quello che a me piace definire il gusto del vivere attraverso esperienze significative, quindi anche attraverso lo sport, che rappresenta una cultura di vita. Da parte mia porte aperte, anzi portoni spalancati, per un'opportunità simile, che considero un ulteriore bagaglio culturale che arriverebbe da ex-campioni e allenatori di spicco che potranno raccontare le loro esperienze di vita, magari spiegando come si diventa campioni. Sarebbe inoltre un modo per coinvolgere maggiormente gli insegnanti di educazione fisica, che io personalmente metto al livello di tutti gli altri e a cui spesso assegno anche il coordinamento delle classi, perché hanno una visione diversa, spesso migliore, del comportamento dei ragazzi. Per questi ultimi il problema maggiore di oggi sono le motivazioni».

E l'attività sportiva all'interno delle scuole? Un "punto (molto) dolente per il professor Zen, che precisa: «Quasi tutte le scuole italiane sono ospitate in strutture inadeguate non solo per la mancanza di palestre e aree dove svolgere lo sport, ma per la cronica mancanza di aule, se si pensa che al Brocchi 14 classi hanno oltre 30 studenti. Il sogno sarebbe insegnare in strutture adibite a "campus", in quelle che invece assomigliano più a delle caserme. In tutte le scuole italiane servono investimenti per il futuro».



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