NR. 43 anno XXVIII DEL 23 DICEMBRE 2023
la domenica di vicenza
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Bilancio alle porte e il piatto piange

A fine anno i Comuni debbono concludere il bilancio dell'anno, ma sono alle prese con una situazione di cassa difficilissima a meno che il patto di stabilità non rimetta a disposizione i soldi che ciascuna amministrazione ha in cassa senza poterla utilizzare

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Bilancio alle porte e il piatto piange

(g. ar.)- Tra intimazioni dall'Europa, dichiarazioni di scarsa fiducia dalle agenzie di rating, obiettive difficoltà del governo italiano nel riuscire a venire a capo dei problemi di economia e finanza, il quadro complessivo non è proprio dei meglio assettati, è preoccupante, mostra vistose mancanze di decisione nell'affrontare i problemi centrali del paese, e ci si muove in sostanza tra un provvedimento e l'altro tutti caratterizzati dalla provvisorietà non della scadenza ma sicuramente dell'efficacia pensabile. Al punto che ad esempio sulla tassa per la casa il quadro è già cambiato tre volte nel giro di poco più di un mese prima con l'abolizione dell'imposta sulla prima casa, poi sulla prima correzione che prevedeva un distinguo legato al valore della proprietà, ed infine all'ultimo atto in ordine di tempo che invece stabilisce una non meglio identificata TASI dalla quale il contribuente pare debba aspettarsi praticamente di tutto.

In pochissime parole: quel che era uscito dalla porta pare salvo errori sia in procinto di rientrare dalla finestra ed è abbastanza chiaro che questo stato di forte incertezza non favorisce pensieri liberi da preoccupazione. Tutto il contrario.

Ora però accade che un cambiamento dietro l'altro si sia arrivati ad un vero e proprio giro di boa che non permette distrazioni od opinioni di sorta: i soldi sono come i numeri e obbediscono a ferree leggi aritmetiche.

Bilancio alle porte e il piatto piange (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Il problema di stagione, diciamo così, è costituito dall'appuntamento che i Comuni hanno ogni anno con il proprio bilancio: dare e avere debbono corrispondere, non c'è alternativa, ed è questo il problema, perché far pareggiare uscite ed entrate senza avere praticamente più entrate è un bel problema. L'unica soluzione sarebbe quella di libera il denaro che i Comuni hanno in cassa e che però a causa del patto di stabilità non possono toccare. Si vedrà...

Alla fine dell'anno c'è dunque questo importante e in queste condizioni anche dolorosissimo appuntamento con il bilancio che per una amministrazione rappresenta il punto di svolta e di confronto su tutta la propria la situazione economico finanziaria allungata durante l'anno e giunta al momento di fare somme e sottrazioni.

Bisogna sottolineare questo particolare: all'orizzonte di uno qualunque dei Comuni che si trovano nel territorio provinciale di Vicenza -ma le cose stanno così più o meno in tutto il territorio nazionale- si presenta sicuramente un impegno particolarmente duro. Le esigenze dei conti sono precise, ma il piatto piange, cioè le casse di denaro disponibile a causa del patto di stabilità sono in realtà poverissime.

Delle due l'una: o il patto di stabilità viene corretto sostanzialmente e si permette ai Comuni di utilizzare il denaro che pure hanno da parte senza poterlo utilizzare, oppure lo Stato attribuirà agli enti locali una facoltà impositoria ulteriore, aumentando ad esempio la tassazione sulla casa. È la prospettiva più vicina da cui si dovrebbero ricavare 9mila miliardi tondi...

Alla trasmissione di In Piazza abbiamo appunto parlato di bilancio con LUIGI DALLA VIA Sindaco di Schio, ANTONIO MONDARDO Sindaco di Grancona, ALBERTO TOLDO Sindaco di Valdastico, MARCELLO VEZZARO Sindaco di Caldogno.

Diversi per posizione geografica e anche per dimensione questi cinque Comuni possono tuttavia costituire un metro di analisi del tutto credibile: Schio, che è il Comune maggiore tra quelli consultati per la trasmissione, ha più o meno le stesse preoccupazioni di Chiampo o di Caldogno, mentre è fuori dubbio che Grancona e Valdastico, per parte loro situate nella realtà o collinare o pedemontana, ad onta della piccola dimensione non possono certo dire di godere di una situazione generale meno accidentata.

Insomma, tutti e cinque i sindaci hanno ben testimoniato a cosa stanno per andare incontro. Un appuntamento, dicono, pieno di contraddizioni, per niente allegro.



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