NR. 43 anno XXVIII DEL 23 DICEMBRE 2023
la domenica di vicenza
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Illuminazione pubblica, è l'ora dei tagli

L'aumento del costo delle bollette sta spingendo i comuni a ridurre l'utilizzo di luci e lampioni. I "casi" di Bassano e Sandrigo, mentre da Aim Vicenza arriva un allarme in vista dei prossimi anni

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Illuminazione pubblica, è l'ora dei tagli

(C.R.) Per l'illuminazione pubblica è arrivata l'ora dei tagli. Anche diversi comuni del Vicentino, "strozzati" dal patto di stabilità, stanno pensando (ma alcuni l'hanno già fatto) di arrivare alla chiusura di lampioni e luci nelle ore notturne per risparmiare. Il portale www.ladomenicadivicenza.it ha voluto approfondire la questione, raccontando quanto sta avvenendo a Bassano del Grappa e Sandrigo, ma anche sentendo il parere di una rappresentante delle forze dell'ordine, la comandante del Consorzio Polizia dei Castelli. E intanto da Aim Vicenza arriva un allarme in vista dei prossimi anni.

 

Stefano Cimatti, sindaco di Bassano: «Risparmiati 80 mila euro in 3 mesi, ma saranno le nuove tecnologie a garantire la riduzione dei costi»

stefano_cimatti (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Uno dei primi comuni in assoluto ad operare tagli all'illuminazione pubblica è stato quello di Bassano, la cui spesa per questo "capitolo" si aggira (dato riferito al 2012, ndr.) attorno ai 900 mila euro all'anno. Con una serie di riduzioni e spegnimenti solamente negli ultimi tre mesi del 2013 (dai primi giorni del nuovo anno si tornerà alla normalità) alla fine si "terrà a casa" una cifra ingente.

«Un risparmio di 80 mila euro - sentenzia Stefano Cimatti, sindaco della città del Grappa - che è stata possibile attraverso un'azione combinata di riduzione e spegnimento di luci che non riguarda le piazze principali del centro storico, gli incroci stradali, l'ospedale e altre aree di importanza strategica. È nostra intenzione incontrare al più presto anche i vertici di Enel, che inviteremo a più miti consigli. Perchè in realtà questi 80 mila euro rappresentano una perdita secca per Enel, quindi ritengo che anche loro abbiamo un certo interesse ad andare incontro ai comuni e trovare un accordo che alla fine possa agevolare tutti».

«Tengo a sottolineare - aggiunge il sindaco Cimatti - che la scelta di ridurre l'illuminazione pubblica non è stata una trovata pubblicitaria ma un obbligo legato al patto di stabilità. In realtà noi a bilancio disponevamo di questi soldi, quindi in realtà non ce ne sarebbe stato bisogno, ma ci siamo trovati con le spalle al muro proprio per il patto di stabilità. Indubbiamente ci sono state delle proteste, spesso anche po' troppo strumentalizzate, ma noi abbiamo cercato di far capire a tutti che era scelta necessaria per il bene della comunità. Magari anche in quella occasione sarò stato anche un po' impopolare, ma circa un anno e mezzo fa ho deciso di far spegnere le luci di una fontana cittadina che costava qualcosa come 25 mila euro di energia all'anno: è stato deciso di illuminarla solamente nel periodo natalizio e in occasione di qualche festa».

«Quando mi trovo a fare queste scelte per il Comune - ha poi detto il primo cittadino bassanese - mi piace immedesimarmi come se mi trovassi a ragionare all'interno della mia famiglia. E allora dico che è meglio rinunciare, tutti assieme, a qualche lampione in più, ma garantire il minimo vitale alla gente che magari non ha di che sopravvivere. Faccio un esempio limite per farmi capire: in condizioni disperate una famiglia può rinunciare al riscaldamento o alla luce, ma non certo a mangiare».

Secondo Stefano Cimatti saranno «le nuove tecnologie a garantire la riduzione dei costi, penso ad esempio attraverso il sistema che consente, a certe ore della notte, di spegnere un lampione sì e uno no, situazione che attualmente non è sempre possibile, oppure di abbassare l'intensità della luce in certe fasce orarie. Sicuramente sarà fondamentale investire su queste tecnologie per garantire ulteriori risparmi e iniziative. Noi in questi anni siamo stati in primissima linea, visto che siamo l'unico comune italiano inserito nel cosiddetto "Progetto Plus", che garantisce un finanziamento europeo di 650 mila euro per il risparmio energetico».

 

Giuliano Stivan, sindaco di Sandrigo: «In 4 anni bollette cresciute di oltre il 50%, un nostro piano consentirebbe di risparmiare 50 mila euro»

Giuliano_Stivan (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Anche il comune di Sandrigo è pronto a scendere in campo per cercare di ridurre le spese per l'illuminazione pubblica che, calcoli alla mano, nell'ultimo quadriennio è cresciuta di oltre il 50%. «Nel 2009 - spiega il sindaco Giuliano Stivan - la spesa era stata di 120 mila euro e poi è cresciuta in maniera repentina sino a raggiungere i 186 mila euro nel 2013. C'è anche da sottolineare che questa crescita spropositata del costo delle bollette a carico degli enti locali non è legato solo all'aumento del costo dell'elettricità, ma l'aggravio è stato causato dal sovraccarico di accise statali, inserite per sostenere alcuni comparti ben specifici come l'eolico e il fotovoltaico, che gravano sul relativo capitolo di spesa comunale e che poi vanno a pagare sui cittadini, visto che devono essere pagati da tutti».

Ecco dunque la proposta, per il momento "congelata" visto che non è stata assolutamente condivisa, che prevede lo spegnimento di tutte le luci del territorio comunale («Esclusi impianti e zone strategiche come i semafori, le luci agli incroci e nelle piazze del centro storico», tiene a sottolineare Stivan) durante le ore notturne ma con fasce orarie diverse in base alle stagioni: dall'1 alle 6 nel periodo invernale, dall'1.30 alle 4.30 in quello estivo. «Questo programma - assicura il sindaco - ci farebbe risparmiare almeno 50 mila euro all´anno, insomma un bel taglio alle spese. C'è da dire che durante l´inverno i lampioni rimarrebbero accesi dalle 17 all´1 di notte ed ancora dalle 6 alle 8 del mattino, mentre d´estate, quando l'alba inizia prima, i punti luce funzionerebbero dalle 20.30 all´1.30».

In effetti il primo cittadino sandricense usa il condizionale visto che tale "iniziativa risparmio" non è ancora stata avviata. E c’è da capire se lo sarà mai. La decisione aveva suscitato numerose reazioni negative, oltre che dalla popolazione, anche da parte delle associazioni di categoria, preoccupate per la sicurezza, soprattutto nelle ore notturne. «Stiamo facendo delle prove e valutando inoltre delle opzioni alternative – precisa il sindaco – perchè vogliamo che la scelta sia condivisa e che alla fine non crei troppi problemi ai nostri cittadini. In ogni caso on saremmo il primo Comune a tenere spenta di notte l´illuminazione pubblica, dato che lo stesso provvedimento è già stato adottato anche in altre realtà vicentine e venete. Il timore è che altri, magari anche il nostro possa dover prendere in considerazione questa possibilità, soprattutto se questa escalation del costo dell'elettricità non si fermerà».

Sandrigo, come altri comuni vicentini e italiani, confida nello sblocco del patto di stabilità, che dovrebbe arrivare dal Governo. «Il nostro è un comune virtuoso - conclude Giuliano Stivan - la nostra speranza è che si possa utilizzare, se non tutti, almeno una parte consistente degli oltre 4 milioni dell'avanzo di amministrazione, che consentirebbe mediante nuovi investimenti, oltre che di accantonare definitivamente l´idea di spegnere l´illuminazione pubblica nelle ore notturne».



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