NR. 43 anno XXVIII DEL 23 DICEMBRE 2023
la domenica di vicenza
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Terme di Recoaro, rilancio ancora possibile

La società verrà liquidata dalla Regione Veneto e poi messa sul mercato al miglior offerente. Negli ultimi tre anni perdite per un totale di 1 milione e 751 mila euro. La fiducia del sindaco Ceola

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Terme di Recoaro, rilancio ancora possibile

(C.R.) Rimane in bilico la situazione delle "Terme di Recoaro Spa", caratterizzate da una situazione economica difficile e da un futuro nebuloso. La società è controllata dalla Regione Veneto, ma assieme ad altre tre realtà (Ferrovie venete, Immobiliare Marco Polo, Svec-Società veneziana edilizia Canal Grande) verrà liquidata per rientrare nella gestione degli immobili all´interno delle strutture di Palazzo Balbi per attivare cessioni o affidamenti in gestione ai privati. Nello specifico la Giunta entro fine gennaio dovrà decidere se procedere con l'alienazione o con l'immissione sul mercato per capire l'interesse di eventuali interessati. Per le Terme di Recoaro la situazione è davanti agli occhi di tutti: secondo i numeri riportati per paragrafo successivo dal consigliere regionale Costantino Toniolo, a cui è stata intitolata la "legge" in materia, le perdite negli ultimi tre anni ammontano complessivamente a 1 milione e 751 mila euro. Nell'inchiesta svolta dal portale www.ladomenicadivicenza.it emerge una situazione compromessa, ma c'è chi, partire dal sindaco di Recoaro, Giovanni Ceola, ha una fiducia per un rilancio delle Terme.

 

In Regione Veneto la svolta con la "legge Toniolo" che riguarda altre tre società. L'ex-assessore provinciale: «Impossibile continuare così»

Terme di Recoaro, rilancio ancora possibile (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)La svolta decisiva sul futuro (e in ogni caso sulla storia) delle Terme di Recoaro è arrivato grazie alla cosiddetta “legge Toniolo”, proposta dal consigliere regionale vicentino Costantino Toniolo, presidente della commissione bilancio in Regione Veneto, per dare un colpo di spugna a quella che in effetti era considerata una "piccola giungla di società" create in passato da Palazzo Balbi, con relativi costi ormai insostenibile per l'ente regionale.

«Anche per le Terme di Recoaro – precisa l'ex assessore provinciale e prima ancora sindaco di Caldogno – eravamo di fronte ad una situazione insostenibile: le perdite nel 2012 sono ammontate esattamente a 615 mila euro, nel 2011 pari a 455 mila euro e nel 2010 ben 681 mila euro, tutte perdite colmate da contributi regionale. E così pure il 2013 si chiuderà con un bilancio "in rosso", visto che quest'anno la situazione non è migliorata. Quando era stato deciso di inserire queste società in una "finanziaria" ci si era posti l'obiettivo di un rilancio delle stesse, ma questo non è avvenuto in nessun dei casi. La cosa negativa è che in questi anni, oltre alle perdite, queste società hanno perso il loro valore e come detto hanno rappresentato una "zavorra" per la Regione che ha dovuto pagare sindaci e amministratori. La soppressione porterà alla Regione risorse in termini di patrimonio e di minori spese, ma soprattutto può garantire, almeno per quanto riguarda le Terme di Recoaro, la possibilità, o perlomeno uno spiraglio, di rilancio».

Quello che di fatto con l'azzeramento dei conti della società sembrerebbe un punto di chiusura, una fine (quasi) annunciata, paradossalmente può diventare un'occasione di ripartenza da zero. «Attualmente le Terme di Recoaro Spa sono in concordato preventivo - fa notare Costantino Toniolo - quindi in una situazione di forte bilico. Quanto dobbiamo attenderci nei prossimi mesi è di capire se ci sarà la possibilità di investimenti, presumo da imprenditori non di Recoaro, che possano vedere le possibilità di rilancio e quindi di business, in una struttura ricettiva comunque storica e con ancora buone potenzialità. A mio parere questo faccia a faccia dovrà avvenire non tanto con la Regione a Venezia, ma direttamente a Recoaro: sono convinto che questo ruolo di intermediario dovrà essere fatto dal Comune, e in tal senso ci siamo già confrontati spesso con il sindaco Ceola, che avrà anche il compito di vagliare e valutare tali proposte. Prospettive imminenti? Un paio di società sembrano esserci, ma bisogna capire se l'offerta possa essere congrua ma soprattutto se è in grado di rimettere in sesto le Terme di Recoaro».

 

Marino Finozzi, assessore regionale al turismo: «Gli ultimi finanziamenti per Recoaro destinati ad altre attrattive, non alle terme»

Terme di Recoaro, rilancio ancora possibile (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Sulla questione del futuro della società "Terme di Recoaro Spa" abbiamo interpellato anche Marino Finozzi, assessore al turismo del Veneto che essendo vicentino e molto legato alle nostre montagne, ha sempre seguito con attenzione la vicenda della cosiddetta località della "Conca d'oro". «La situazione delle Terme di Recoaro è ben nota – tiene a precisare l'assessore Finozzi – le difficoltà economiche sono evidenti come peraltro testimonia il concordato preventivo attualmente in essere. Le perdite notevoli negli ultimi anni di gestione sono altrettanto alla luce del sole, così come ormai è un obbligo per la Regione Veneto non perdere soldi in un momento non facile sotto il profili economico».

L'assessore regionale al turismo si sforza di essere ottimista, così come farà (vedere ultimo paragrafo) il sindaco Giovanni Ceola. Dice Finozzi: «Partiamo da questo presupposto, che in realtà è un'altra certezza: nonostante le difficoltà degli ultimi anni Recoaro rappresenta un’eccellenza dal punto di vista turistico, basti solo pensare alle ricchezze che vanta a livello paesaggistico e ambientale. A mio parere vanno valorizzati altri aspetti del comparto turistico e non è un caso che gli ultimi finanziamenti regionali per Recoaro siano stati destinati ad altre attrattive, non alle terme: mi riferisco alla seggiovia, alle piste da sci, ai percorsi naturalisti e ai tracciati destinati alle mountain-bike e all’attività del downhill, disciplina per chi ama lanciarsi in bici e scendere a valle ad alta velocità. In una parola l’obiettivo è di rilanciare quest’area di montagna vicentina nel suo insieme, con la speranza che nel frattempo anche l’attività termale possa essere riscoperta. Sono sempre più convinto che l'offerta turistica debba essere proposta su vari livelli, magari comprendendo le stesse terme che però non devono essere l'unica».

L'assessore Finozzi è altresì convinto «delle potenzialità delle terme di Recoaro che hanno qualità medicali accertate, come hanno dimostrato i milioni di presenze che si sono succedute per decenni nel secolo scorso. Ma a mio parere non ci deve essere concorrenza con Abano, dove si sono specializzati nei fanghi, o con altre località venete termali. Il possibile arrivo di investitori da fuori? Sarà il mercato a dirlo, anche se allo stato attuale non mi risulta ci siano offerte serie, anche se c'è chi è interessato deve farsi avanti. In prospettiva futura non credo si possa pensare alla leadership degli Anni Cinquanta e Sessanta, quando Recoaro era leader a livello italiana, ma qualcosa di più ridotto ma anche con costi e spese minori che possano garantire di non dover ricapitalizzare ogni anno».

«Non c'è dubbio – conclude Marino Finozzi – che in futuro, non solo per Recoaro ma per tutte le località turistiche, non sarà più possibile disporre esclusivamente di finanziamenti pubblici. È il caso dell'Ufficio Iat, anche quello di Recoaro è a rischio, ma sono convinto che con il contributo di Comune, Pro Loco e associazioni locali ci si possa suddividere il lavoro di promozione svolta negli anni scorsi».



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