NR. 43 anno XXVIII DEL 23 DICEMBRE 2023
la domenica di vicenza
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La "guerra del pane" tra nuove leggi e regole

Il via libera in Consiglio Regionale sembra poter dare una svolta a livello di mercato. La soddisfazione di alcuni presidenti delle categorie economiche, ma ci sono anche voci stonate

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La "guerra del pane" tra nuove leggi e regole

(C.R.) Importanti novità in arrivo per il pane, considerato a tutti gli effetti il "re della tavola". Un registro, un marchio di qualità e l’obbligo di indicare la provenienza permetteranno al consumatore, in tempi abbastanza brevi, di distinguere il pane fresco artigianale – che sarà “etichettato” - da quello riscaldato nei punti vendita. È questa la principale novità della legge approvata, negli ultimi giorni del 2013, dal Consiglio Regionale del Veneto. Nella nostra inchiesta abbiamo registrato la soddisfazione di alcuni presidenti delle categorie imprenditoriali, ma ci sono anche voci stonate. Ma abbiamo chiesto anche preziosi consigli ad un dietologo.

 

Ruggero Garlani, presidente panificatori Confartigianato Vicenza: «Svolta storica, la prima nostra proposta per questa legge è di 10 anni fa»

Ruggero_Garlani (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Tra i primi ad essere soddisfatti per l’approvazione di una legge attesa da anni è Confartigianato Vicenza, che in provincia conta su un "piccolo esercito" costituito da 256 panificatori aderenti all'associazione. «Si tratta - esordisce Ruggero Garlani, presidente dei panificatori Confartigianato Vicenza - di una svolta storica per le tradizioni alimentari della nostra regione. Si tratta di una legge sollecitata da tempo dalla categoria, la prima nostra proposta risale addirittura a 10 anni fa, a conferma di come si trattasse di una decisione importante e strategica».

«Il pane – prosegue Garlani, titolare di un'azienda nel Bassanese - rappresenta un bene fondamentale della piramide alimentare e disciplinarne gli aspetti produttivi, nonché alcuni requisiti identificativi degli esercizi di vendita, significa fornire al consumatore un'ulteriore garanzia. Tutti dobbiamo essere in grado di capire se si sta acquistando un prodotto lavorato realmente fresco, o un prodotto che è stato semplicemente cotto nel punto vendita. Ma è anche necessario che il consumatore possa sapere se e quando sta acquistando in un vero panificio, cioè in una bottega tradizionale che il pane lo produce nell'arco della giornata con un procedimento unico e continuo, dalla formazione dell'impasto di sfarinati, lievito, sale e acqua alla cottura in forno, fino alla vendita immediata. Un procedimento che richiede professionalità e impegno. Passo importante della Regione, alla quale noi di Confartigianato abbiamo dato disponibilità per organizzare corsi di aggiornamento ma anche un tavolo di coordinamento».

«La nuova normativa - tiene a precisare Garlani - intende valorizzare i panifici che sfornano prodotti tipici, espressione della cultura territoriale veneta e berica, con tanto di istituzione del marchio “Forno di Qualità”. Noi artigiani in realtà avevamo già anticipato i tempi, proponendo un prodotto tipicamente locale, "La vicentina" per l'appunto, forte di una ricetta che comprende prodotti locali di alta qualità, a partire dall'olio extravergine prodotto nella nostra terra: non è un caso che questo pane doc stia riscuotendo giorno dopo giorno un maggior successo da parte del consumatore».

Secondo Garlani, nella produzione del pane, c'è un ritorno all'antico, di cui hanno beneficiato gli utenti. «Già da un po' di anni - conclude il presidente dei panificatori di Confartigianato Vicenza - i nostri panettieri stanno tornando al passato a livello di prodotto finito: dalla ricetta con tanto lievito di birra, si è tornati indietro con più acqua e farina, quindi con la ricetta antica, apprezzata per secoli».

 

Alberto Morato, presidente panificatori Confcommercio Vicenza: «Regole giuste per tutti, ma il valore aggiunto dei negozi è la qualità del prodotto»

Alberto_Morato (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Anche dal quartier generale dalla Confcommercio di Vicenza si esprime soddisfazione per il “via libera” regionale, per voce di Alberto Morato, presidente dell’Associazione provinciale panificatori, che esordisce in questo modo: «Si tratta di una legge che finalmente fa chiarezza e aiuta il consumatore a distinguere il pane fresco dai prodotti congelati, a salvaguardia di oltre 2.300 aziende del settore in tutto il Veneto. Adesso non si potrà più fare confusione tra pane fresco e surgelato, ma soprattutto, si saprà anche la provenienza del prodotto e il luogo di lavorazione. Attualmente sul mercato c’è anche il pane surgelato che arriva dalla Romania o da altri Paesi e che ha anche un anno e più di stoccaggio. È giusto che il consumatore ne sia informato, permettendo una scelta consapevole sulla qualità del prodotto che finisce sulla propria tavola. In definitiva si tratta do una legge necessaria anche per garantire a tutti di trovarsi sullo stesso piano: mi riferisco non solo alla situazione attuale, ma anche ai futuri negozi che potranno essere aperti da piccoli imprenditori che potranno essere anche egiziani, moldavi e bosniaci».

Regole (e nuove regole) a parte, per il presidente Morato non è comunque solamente «un problema di etichetta». «Soprattutto per i piccoli negozi - precisa - il valore aggiunto dei negozi è la qualità del prodotto e la possibilità, per un cliente, di confrontarsi quotidianamente con il commerciante. Oltre che come presidente lo posso dire per il lavoro che svolgo giornalmente, è il consumatore a premiarti, non solo con l'acquisto del pane, ma anche con un contatto diretto, che può essere anche sotto forma di consiglio. La verità è che in nessun alimento come il pane fresco si può bluffare, se lavori bene hai successo altrimenti rischi di perdere il cliente. Poi mi rendo conto che può essere importante anche la posizione, alle volte c'è il problema, nel caso del centro storico di Vicenza, di trovare posto per parcheggiare o per arrivarci. Il futuro per i piccoli panifici? Sono dell'idea che la crisi economica abbiamo contribuito ad una notevole "sfoltita", probabilmente ne perderemo ancora qualcuno per strada. Purtroppo gli incassi non sono più quelli di una volta, une delle strategie è che oltre al panificio ci sia la possibilità di ampliare il negozio, magari aprendo nello stesso contesto una pasticceria o una caffetteria».

Molto impegnata in questo contesto la Confcommercio Vicenza: tutti i particolari della normativa saranno illustrati ai panificatori iscritti in un incontro che si terrà il 22 gennaio al Centro Formazione Esac di Creazzo. «Ci sarà l'occasione - assicura Alberto Morato - per analizzare tutti gli aspetti delle legge, anche quelli che presentano eventuali criticità, e per discutere su come valorizzare il lavoro dei tanti professionisti della panificazione che producono quotidianamente pane fresco, non senza sacrifici visti anche gli orari che questo mestiere impone».



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