NR. 43 anno XXVIII DEL 23 DICEMBRE 2023
la domenica di vicenza
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Lago di Fimon: una laguna nascosta

In mezzo alle alghe e alla sporcizia si fa ancora strada l'immagine più suggestiva di un sito che Vicenza ha sempre accuratamente ignorato - Ora la Regione ha deciso un finanziamento che sarà affidato per la realizzazioni al consorzio Alta Pianura Veneta: possibile un risultato

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Lago di Fimon: una laguna nascosta

 

(g. ar.)- Nei primi anni 90 uscì un libro che descriveva la situazione del Lago di Fimon fino agli anni cinquanta: una palafitta costruita con i criteri degli stabilimenti balneari veneziani, una piattaforma che ogni domenica serviva da pista da ballo, feste e varie iniziative, con la cornice di un piccolo ma interessante giardino zoologico che accoglieva varie specie, soprattutto ornitoligiche, ma anche una sezione dedicata alle altre palafitte, quelle dei primordi della presenza umana in queste terre, le cui vestigia più importanti sono ancora custodite dal museo Chericati.

Con illustrazioni, antiche fotografie, testimonianze dirette da chi ancora poteva fornirle, il libro intitolato Fimon, La Laguna, Perduta, dava del sito un quadro nemmeno più rievocabile già al momento della pubblicazione dal momento che il degrado inarrestabile del lago e del suo contorno complessivo si era già iniziato negli anni sessanta senza che si trovasse modo di porre qualche rimedio.

Lago di Fimon: una laguna nascosta (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)

Se il Lago di Fimon fosse in provincia di Verona sarebbe in queste condizioni? La domanda, da sempre, non è oziosa e neppure è retorica. Negli ultimi 25 anni tutto questo bacino ha subito un deterioramento di fatto che è sotto gli occhi di tutti: coperto dalle alghe e a stento ancora praticabile per le piccole imbarcazioni che tutt'ora lo frequentano, il lago ha registrato l'unica novità importante, ma oltremodo negativa, sul versante della fauna: si sono moltiplicati i pesci siluro, devastanti per tutte le altre specie e portati qui a suo tempo da non si sa chi.

Considerata globalmente questa situazione descrive naturalmente una possibilità quasi inesistente di recupero se per tale intendiamo un ritorno all'antico, e comunque una possibilità minima di arrivare ad una svolta che restituisca alla natura quanto le è stato strappato negli ultimi ciqnaut'anni e che possa restituire al lago quanto meno una approssimativa condizione assimilabile a quella di un tempo, quella scippata dall'incuria.

La domanda sull'appartenenza territoriale del lago non è assolutamente oziosa. Vicenza ha finto per decenni di non avere voce in capitolo e probabilmente favorita dal fatto che il Comune competente non è il suo, ma quello di Arcugnano ha avuto buon gioco nel non occuparsi affatto della questione anche se la distanza è inferiore ai 10 chilometri; una distanza praticamente irrilevante. Non si può negare che questo polmone di verde con colli e lago potrebbe aver avuto una destinazione turistica di non poco rilievo e avrebbe così evitato proprio lo sprofondare delle condizioni generali del sito a partire appunto dalle acque del lago.

Molto di frequente si è parlato di Fimon sia in amministrazione provinciale sia in Regione. La Provincia ha mosso qualche passo, come ci si ricorderà, ma è chiaro che una operazione complessiva di recupero non poteva e nemmeno ora potrebbe essere limitata ad un bilancio sostanzialmente povero e comunque già fortemente impegnato ad esempio nell'edilizia scolastica dei gradi superiori, oppure della manutenzione delle strade extracomunali.

E d'altra parte il lago di oggi è ormai lontanissimo dal livello di un recupero possibile con pochi mezzi, se un intervento si potesse alla fine produrre sarebbe a costi molto alti perchè coinvolgerebbe la doppia faccia del lago, quella dentro l'acqua e quella fuori dall'acqua, quella delle sponde, per non parlare della circolazione ed il ricambio del bacino, altro tema mai veramente considerato e infatti ancora oggi relegato al margine dell'affrontare i problemi complessivi che perlatro non si possono affrontare. A meno che...

Ora la Regione assegna a Fimon un finanziamento che apre qualche nuova speranza. Da verificare progetti e risultati.

In Piazza ne discute con Paolo Gozzi sindaco di Arcugnano, Antonio Nani presidente del Consorzio Alta Pianura Veneta, Antonia Meron, assessore al turismo del Comune di Arcugnano

e Antonio Dal Lago, conservatore del Nuseo Archeologico e naturalistico di Vicenza.



Lago di Fimon: una laguna nascosta (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)

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