NR. 43 anno XXVIII DEL 23 DICEMBRE 2023
la domenica di vicenza
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Olimpiadi di Sochi, tra sogni di medaglie e poche risorse

L'edizione 2014 dei Giochi invernali, al via il 7 febbraio, vedrà due vicentini (la pattinatrice Berton e lo snowboardista Leoni) in gara. Viaggio tra sponsor e impiantistica, che risentono della crisi del Paese

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Olimpiadi di Sochi, tra sogni di medaglie e poche

DUE SOLI ATLETI COME A CALGARY, RECORD A TORINO 2006

Due soli rappresentanti rappresentano a livello statistico lo stesso numero dell'edizione di Calgary 2010 quando a difendere i colori vicentini furono due elementi di pattinaggio velocità su ghiaccio: Enrico Fabris, che arrivava come l'uomo da battere in virtù dei trionfi di Torino 2006 dove aveva conquistato tre medaglie (due ori nei 1500 individuali e in staffetta e il bronzo nei 5000 metri) e Luca Stefani, specialista nei 5.000. Molto più nutrita era stata invece la partecipazione proprio nell'edizione italiana di Torino, dove la squadra vicentina era composta da sette atleti: il già ricordato Enrico Fabris, Daniele Munari (a quel tempo 22enne, impegnato nella combinata nordica) e ben cinque hockeisti (la nazionale era stata ammessa di diritto come Paese ospitante), tutti in forza all'Asiago: il difensore Carter Trevisani e gli attaccanti Jason Cirone, John Parco, Giulio Scandella e Lucio Topatigh, con solo quest'ultimo in realtà nativo dell'Altopiano e gli altri oriundi.

 

TORINO 2006: 7 ATLETI

Enrico Fabris (pattinaggio su ghiaccio velocità)

Daniele Munari (combinata nordica)

Carter Trevisani (difensore, hockey su ghiaccio)

Jason Cirone (attaccante, hockey su ghiaccio)

John Parco (attaccante, hockey su ghiaccio)

Giulio Scandella (attaccante, hockey su ghiaccio)

Lucio Topatigh (attaccante, hockey su ghiaccio)

 

CALGARY 2010: 2 ATLETI

Enrico Fabris (pattinaggio su ghiaccio velocità)

Luca Stefani (pattinaggio su ghiaccio velocità)

 

SOCHI 2014: 2 ATLETI

Stefania Berton (pattinaggio su ghiaccio artistico)

Tommaso Leoni (snowboard)

(C.R.) L'Italia va all'assalto dei Giochi Olimpici invernali 2014, in programma dal 7 al 23 febbraio, che rappresentano l'evento sportivo più importante dell'anno. E lo fa con una rappresentativa composta complessivamente da 113 elementi di svariate discipline, appartenenti alla Fisi (Federazione italiana sport invernali) e alla Fisg (federazione italiani sport su ghiaccio). Di questi solamente due sono i vicentini: si tratta della pattinatrice su ghiaccio Stefania Berton (che in coppia con Ondrej Hotárekche gareggerà nella specialità di figura) e di Tommaso Leoni, impegnato nella prova di snowboardcross. Nel presentare questo grande evento il portale www.ladomenicadivicenza.it ha voluto fare una disanima complessiva parlando anche di aziende vicentine impegnate nell'avventura a cinque cerchi, di un'iniziativa del Cuoa di Altavilla che ha formato gli organizzatori russi e di un viaggio in Altopiano sull'impiantistica sportiva.

 

Stefania (23 anni) e Tommaso (22 anni) esordienti ad un'Olimpiade: talento e spregiudicatezza per centrare la "grande sorpresa"

A Sochi 2014 lo sport vicentino cala due nuove carte, che magari non sono "assi" ma comunque rappresentano belle scommesse anche in prospettiva futura, visto la giovane età - 23 anni la Berton e 22 anni Leoni - che potrebbe garantire ad entrambi di arrivare all'età giusta per l'edizione 2018 in Sud Corea. Entrambi, nati negli Anni Novanta, sono ovviamente al loro debutto olimpico: dotati di talento e spregiudicatezza, sognano la grande sorpresa, ma tuttavia, a livello di pronostici, sono comunque in grado di provare a lottare sino in fondo per un posto in finale.

Olimpiadi di Sochi, tra sogni di medaglie e poche (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)La pattinatrice Stefania Berton è nata ad Asiago il 19 luglio 1990, ma da diversi anni si è trasferita a Milano, dove ha conosciuto il suo partner, ossia Ondrej Hotárek, assieme al quale affronterà la sfida olimpica: la coppia, portacolori delle Fiamme Azzurre, è cresciuta molto negli ultimi anni sotto gli insegnamenti dei tecnici Franca Bianconi e Karel Fajfr. Il "duo" italiano è entrato nella storia un anno fa, nel gennaio 2013, vincendo la medaglia di bronzo agli Europei, la prima in chiave azzurra in questa specialità, con il punteggio record di 187.45 punti. Ma anche questa stagione invernale è iniziata in maniera trionfale per Berton-Hotárek, che a ottobre ha vinto prova del Gran Prix in Canada, a sua volta mai ottenuta da una coppia italiana, con il nuovo primato di 193.92 punti, migliore di quello precedente. Altra dimostrazione di forza, pur senza la gioia di una medaglia, ai recenti europei di Budapest 2014, ad inizio gennaio, dove sono giunti al quarto posto: ma attenzione, il podio era tutto russo e a Sochi 2014 in questa gara ogni nazione schiererà una sola coppia: russe e cinesi sembrano fuori portata, sulla carta anche le tedesche e le americane sono più forti, ma i distacchi sono limitati e l'emozione olimpica potrebbe giocare brutti scherzi.

Olimpiadi di Sochi, tra sogni di medaglie e poche (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)L'altra carta su cui puntiamo è Tommaso Leoni, nato ad Asiago il 21 dicembre 1991 ma residente a Breganze, che nonostante la giovane età è diventato in poco più di anno (è entrato a far parte della squadra A all'inizio della stagione 2012-2013) un punto fisso della nazionale di snowboard, specialità snowboardcross: esordiente nel mese di novembre 2012, non ha impiegato molto a mettere in luce il proprio talento, sfiorando in un paio di occasioni il podio in Coppa del Mondo. Per Leoni, dallo scorso mese di settembre arruolato per l'Esercito, non è stato facile qualificarsi per le Olimpiadi: alcuni suoi compagni, tra cui Luca Matteotti e Omar Visintin, sono saliti sul podio in Coppa del Mondo, quindi ha dovuto stringere i denti per conquistarsi un altro dei due posti disponibili per ogni squadra. Per Tommaso sarebbe un'impresa entrare tra i primi dieci, ma nello snowboardcross, disciplina olimpica da Torino 2006, tutto può succedere: in questa prova quattro atleti si cimentano contemporaneamente tra salti, curve e pendii da paura, dove le scivolate e contatti sono all'ordine del giorno e quindi molto spesso i pronostici vengono ribaltati anche da casi fortuiti.

 

Aziende vicentine in campo ai Giochi di Sochi: Dainese e Star Ski Wax in "pole position" con abbigliamento tecnico e scioline

Non solo atleti, ma anche aziende vicentine, saranno in campo per le Olimpiadi di Sochi. Tra queste due "colossi" in ambito sportivo, che già hanno alle spalle un gran numero di presenze ai Giochi invernali: si tratta della Dainese di Vicenza, leader mondiale nella leader nel mondo nella produzione di abbigliamento protettivo per i motociclisti e per sport dinamici e la Star Ski Wax di Asiago, leader mondiale nella produzione di scioline.

Olimpiadi di Sochi, tra sogni di medaglie e poche (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)«L'appuntamento olimpico - spiega Vittorio Cafaggi, Sales Director della Dainese, azienda per la quale lavora da vent'anni e ricopre attualmente l'incarico di Corporate Development Manager - rappresenta indubbiamente un evento mediatico straordinario, che avrà una grande visibilità in tutto il mondo. Noi da anni siamo fornitori ufficiali delle nazionali di sci alpino di Italia, Germania, Canada e Norvegia, facendo parte dei rispettivi pool di aziende che coprono tutti gli eventi principali, dalla Coppa del mondo sino ai mondiali, ma tutti i campionati nazionali. Per lo sci noi forniamo i caschi ma anche le protezioni interne, quelle utilizzate da discesisti e supergigantisti, poi ci sono accordi speciali nel senso che alcuni campioni, come i velocisti azzurri Innerhofer ed Hell, sono anche nostri testimonial. Negli sport invernali abbiamo iniziato con le protezioni per la discesa libera, ma poi abbiamo allargato il raggio, fornendo, tra l'altro, anche i parastinchi per gli slalomisti e i paragomiti per i gigantisti. E adesso siamo presenti anche nello snowboard, dove in certe discipline vengono usate le stesse protezioni che coloro che praticano la discesa libera».

A Sochi, sabato 8 febbraio, il giorno di inizio delle gare (venerdì 7 è in programma la cerimonia di apertura), la Dainese, che fa parte del Consorzio Assosport, presenterà il D-Air, l'air-bag per gli sciatori, molto simile a quello per i motociclisti. «In un incontro con la presenza dei giornalisti russi e di quelli accreditati per i Giochi - conclude il manager della Dainese, la cui sede principale si trova nella zona industriale, vicino al casello di Vicenza ovest, a cui si aggiunge quella storica di Molvena - presenteremo questa attrezzatura che siamo convinti possa diventare uno strumento molto utilizzato in tutto il mondo nel tempo libero, non solamente nelle gare dei professionisti».

In gara alle Olimpiadi di Sochi ci sarà anche la Star Ski Wax, l'azienda di Asiago, leader mondiale nella produzione di scioline speciali, fornitrice ufficiale della Fisi (Federazione italiana sport invernali), ma anche delle più forti nazionali del mondo, tra cui Russia, Svezia, Finlandia, Norvegia e Canada, ossia i Paesi big nel settore degli sport invernali. «A Sochi saremo rappresentati dai nostri responsabili in Russia - spiega Roberto Mosele, titolare dell'azienda altopianese, che produce circa 100 quintali di sciolina all'anno e il cui fatturato è completamente legato all'export - e da due allenatori di biathlon. Da parte nostra abbiamo rinunciato ad andare in massa con la nostra squadra e di allestire il nostro stand, come invece facciamo nelle gare di Coppa del mondo e nei grandi eventi: come risaputo durante le Olimpiadi è vietata la pubblicità, al punto che si è addirittura obbligati a nascondere con lo scotch i marchietti dalle tute anche se di pochi centimetri».

La Star Ski Wax, da decenni sempre presenti alle Olimpiadi invernali («La migliore in tutti i sensi, anche a livello di ospitalità è stata quella di Torino 2006», confida Mosele), ha lanciato per Sochi una strategia innovativa. «Abbiamo deciso - dice il titolare - di assegnare una parte di prodotti in conto vendita, quindi con la possibilità di restituire quella non utilizzata. Un'idea geniale che già altre aziende ci hanno copiato. L'organizzazione a Sochi? Per gli hotel ci sono prezzi folli, prenotando 2 anni fa si parla di 10 mila euro per due stanze. Adesso ci sono posti liberi, ma il costo è di 1000 euro a notte».

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