NR. 01 anno XXV DEL 01 FEBBRAIO 2020
la domenica di vicenza
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Un omaggio ad Allan Poe

Piergiorgio Piccoli, Aristide Genovese e Anna Zago hanno proposto al Bixio un originale spettacolo dedicato ad uno dei più grandi autori del genere letterario gotico

di Elena De Dominicis
elenadedominicis@virgilio.it

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Un omaggio ad Allan Poe

Anna Cappelli (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)@artiscenichecom

 

Un omaggio ad Allan Poe (Art. corrente, Pag. 2, Foto generica)Questa settimana allo Spazio Bixio la compagnia Theama teatro ha proposto una serata omaggio dedicata allo scrittore statunitense Edgar Allan Poe. Lo spettacolo è stato strutturato in forma di reading, protagonisti il regista e attore Piergiorgio Piccoli e da Aristide Genovese con l’intervento di Anna Zago. Ad enfatizzare l’atmosfera dark e ricercata, sullo sfondo venivano proiettati degli scan di fumetti degli anni ‘70 recuperati da Piccoli e come entr’act i danzatori Alessandro Bevilacqua e Lara Campigato hanno proposto dei numeri di danza ispirati ai racconti. I brani del reading fanno parte della celeberrima raccolta “I racconti del terrore” che ha fatto sì che Edgar Allan Poe sia riconosciuto come uno dei più grandi autori del genere letterario gotico.

Musica, brani del reading, disegni dello sfondo: come avete messo insieme il tutto?

Aristide Genovese: “L’ottica è sempre quella di comporre un prodotto che possa essere una serata di intrattenimento che non annoi e che approfondisca l’autore. Le immagini partono da alcuni fumetti recuperati da Piergiorgio, i testi sono una riflessione su quelli migliori di Poe. Almeno da parte mia c’è un po’il pensiero un po’dark che mi porto dietro dagli anni ‘80, nella mia testa, più che Poe ho anche i Cure, quella sorta di trasgressione un po’nera che per la prima volta ti faceva fare qualcosa che ti sembrava interiore e riflessiva. Più che l’orrore a me piaceva quel pensiero là".

Un omaggio ad Allan Poe (Art. corrente, Pag. 2, Foto generica)Nel primo racconto, “Berenice”: le situazioni incomprensibili, i dettagli, questa sua fissazione per la sua donna. Nel testo non c’è una collocazione storico sociale della condizione di questo personaggio, l’idealizzazione della sua donna e il rapporto con la sua malattia sono assolutamente astratti.

Piergiorgio Piccoli: “Per noi è nato proprio come un esercizio su quello che era l’aspetto più interessante di Poe: la capacità di saper evocare attraverso le ossessioni dell’autore, del creativo e di come riusciva a tradurle. Ci sembrava più bello lavorare su questo accostamento, sulle suggestioni dei fumetti che son tutte quante molto legate a questi personaggi che appaiono anche visivamente alterati. Sappiamo che il contesto è quello 800esco alto borghese in cui anche Poe si trovava immerso, con cui più volte ha tentato di riconciliarsi e poi è stato costretto a uscirne per i debiti che aveva e le dipendenze".

Nella letteratura e nel teatro ci sono già state in passato analisi del paradosso umano, greci e Shakespeare in primis. Come mai rappresenta il capostipite della letteratura del mistero?

Un omaggio ad Allan Poe (Art. corrente, Pag. 2, Foto generica)Pg.P.: “Una certa spudoratezza: nel senso che lui veramente ha raccontato le sue ossessioni e le sue visioni, è stato il primo che ha avuto il coraggio di sfondare quella barriera che un po’ legava gli scrittori dell’800 a un canone abbastanza formalmente ineccepibile, non rischiavano di mettere in piazza le loro cose, lui forse in quell’epoca è stato veramente autobiografico negli aspetti più oscuri. Chissà quanto gli costava scrivere questi racconti, probabilmente provava a tirare fuori qualcosa che veramente faceva male. Lo trovo un autore estremamente sincero, sia in quella che è la sua condizione di infermità mentale sia in quella di visionario; lui non si poneva limiti nel raccontare e faceva degli accostamenti interessanti che andavano dalle strutture architettoniche alle strutture mentali. Vediamo quel bellissimo racconto del barile dove lui racconta di una vendetta che si consuma attraverso la claustrofobia. “Ombra” è bellissimo, lì c’è una evocazione di energie ultraterrene, si parla proprio di fantasmi, ma anche all’inizio di “Berenice” dice che lui crede nell’aldilà. Ha lavorato un po’su tutto e quindi nella sua follia, il credere nelle presenze oscure o ultraterrene, ha fatto sì che lui scrivesse di queste cose forse trai primi".

In quel periodo la letteratura e le altre arti vengono influenzate dalle scoperte scientifiche come l’elettricità e l’energia a vapore. Spesso nella storia recente, quando la ragione e la razionalità hanno avuto il loro momento di maggiore espressione ed evoluzione, nelle arti si è contrapposta la produzione di opere incentrate sulla controparte inconscia e irrazionale dell’umanità, sul fantastico.

A.G.: “ C’è progresso, modernità e velocità da una parte e il bisogno di ritornare dentro se stessi dall’altra, però si ha la paura di quello che si sta per scoprire. Noi l’abbiamo vissuto coi grandi film di fantascienza che magari si sono trasformati anche in blockbusters. Facendo le dovute distanze: “2001 Odissea nello spazio”, in qualche modo ha un’interiorità fortissima, questo mistero dell’ignoto, di ciò che verrà e che sarà, lo spazio e lo sconosciuto è l’ultima grande frontiera . Più corriamo e più aumenta la paura di quello che ci sarà dopo, forse in questo momento proprio nella quotidianità c’è talmente tanto orrore che non c’è più la capacità di elaborazione di un orrore “altro”che fa comunque parte di un mondo di fantasia, pensa al mondo delle fiabe. Abbiamo troppo orrore reale e forse paghiamo questo, oggi".

Pg.P: “A cicli alterni si va da momenti illuministici a momenti “new age”. A livello cinematografico, recentemente stiamo parlando dell’ innamoramento di una voce".

Un omaggio ad Allan Poe (Art. corrente, Pag. 2, Foto generica)

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