NR. 43 anno XXVIII DEL 23 DICEMBRE 2023
la domenica di vicenza
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Lago di Fimon abbandonato, task-force per la rinascita

Tra mancati finanziamenti, il problema dell'alghe e l'esondazione di febbraio la situazione è peggiorata. L'allarme del comune di Arcugnano e della Lega Navale, che non può svolgere nessuna attività sportiva

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Lago di Fimon abbandonato, task-force per la rinas

(C.R.) Quello di Fimon, nel comune di Arcugnano, è un lago di circa 70 ettari (pari a 700 mila mq) che riveste però una notevole importanza non solo ambientale e paesaggistica, ma anche economica e culturale per l’area dei Colli Berici. Questo bacino lacustre, l’unico di una certa rilevanza nel Vicentino, da alcuni decenni è soggetto a un fenomeno naturale che sta provocando il suo graduale interramento, tanto che la profondità dell’acqua – oggi è di 1,67 metri la media e di 3 metri la massima – risulta essere inferiore di un metro rispetto a quella di un secolo fa. Ma il problema maggiore, evidenziato negli ultimi due anni, è la proliferazione delle alghe, così numerose e fitte da bloccare tutte le attività sportive svolte dalla Lega Navale, che lancia un grido d'allarme, che si aggiunge a quello dell'amministrazione di Arcugnano. A peggiorare la situazione l'esondazione di inizio febbraio, che ha distrutto l’ambiente circostante lo specchio d’acqua, che sarà ripristinato grazie ai volontari delle associazioni ambientalistiche.

 

Paolo Gozzi, sindaco di Arcugnano: «Situazione peggiorata con l'esondazione di inizio anno, ma in un mese risolveremo parte dei problemi con i volontari»

Lago di Fimon abbandonato, task-force per la rinas (Art. corrente, Pag. 2, Foto generica)Come si diceva, la tracimazione del lago di Fimon, fino quasi a lambire il territorio della frazione di Torri, ha portato ad un degrado generale, che non è passato inosservato agli appassionati che nelle domeniche di marzo hanno scelto la zona per le gite fuoriporta.

«L'esondazione è stato un fenomeno imprevisto - ammette il sindaco di Arcugnano Paolo Gozzi - che ha sicuramente peggiorato la situazione complessiva, sia del lago che fuori. L'acqua fangosa ha infatti invaso non solo campagne e terreni agricoli, ma anche strade, piazzali e la pista ciclabile che era stata quasi ultimata. Il problema in realtà è doppio visto che rientrando nel lago l'acqua ha portato con sé non solo rami, foglie e cortecce, ma anche bottiglie abbandonate e qualsiasi rifiuto lasciato a terra, con la conseguenze che attorno sono evidenti i residui, mentre il lago è più sporco degli anni precedenti».

Il comune di Arcugnano, già alle prese con l'allarme frane, è dovuta correre ai ripari, con interventi urgenti di pulizia. «La priorità è stata data alle strade asfaltate – precisa il primo cittadino – che sono state subito ripulite da fango e detriti anche per una questione di sicurezza e incolumità. L'altra priorità ha riguardato la pista ciclabile che da località Fimon porta a Torri: solo per questo intervento abbiamo speso qualcosa come 34 mila euro. Trattandosi di un cosiddetto percorso natura non può essere asfaltato e quindi non è stato possibile utilizzare le macchine pulitrici. In compenso l'acqua che ha primo invaso l'area e poi si è ritirata si è portata via gran parte del ghiaino che è adesso è stato ripristinato. È stata una battaglia contro il tempo che stiamo vincendo: ancora non abbiamo fissato la data precisa ma la pista ciclabile sarà inaugurata prima delle festività di Pasqua».

Contemporaneamente succederà qualcosa di importante per il ripristino generale. «Per la sistemazione della zona attorno al lago, che anche in questo caso dovrà essere fatta a mano –

 conclude Paolo Gozzi – abbiamo coinvolto tutte le associazioni ambientalistiche non solo della zona, ma anche da fuori, che in più trance e giorni diversi si alterneranno ad una pulizia generale che mai come in questa occasione sarà massiccia. Tutto sarà in ordine, almeno negli obiettivi, per il 25 aprile, giorno in cui ci sarà al lago di Fimon la Festa dell'acqua, in concomitanza con il "Bomba Day", proprio per consentire ai cittadini del capoluogo di avere un'alternativa all'obbligo di evacuazione. Mi piace ricordare che a questi lavori di pulizia parteciperanno anche delle squadre di soldati statunitensi presenti nelle basi di Vicenza: un rapporto quindi che si consolida visto che sono ormai molti gli americani residenti nel nostro comune».

 

Dino Secco, capo di Gabinetto Provincia di Vicenza: «Poca disponibilità di finanziamenti, ma è garantita la manutenzione e anche la sicurezza del lago»

Lago di Fimon abbandonato, task-force per la rinas (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)A Palazzo Nievo, sede della Provincia di Vicenza, che vanta una serie di competenze sul lago, non si nascondono dietro un dito. «In questo momento è molto difficile trovare finanziamenti, così come avviene per altri settori - ammette Dino Secco, capo di Gabinetto - ma per il lago di Fimon viene comunque garantita la gestione ordinaria e la sicurezza. Qui non si tratta di spostare responsabilità da una parte all'altra, quanto alla necessità di rispettare un programma di spesa che deve essere molto attento e preciso, così come avviene in tutti i comparti, a partire da cose fondamentali come strade e scuole. Il lago di Fimon è una delle ricchezza del Vicentino, che va tutelato, ma che si può trovare di fronte a un problema straordinario e anomalo, quello della proliferazione delle alghe, di non facile soluzione».

Sulla problema sicurezza nel lago di Fimon, la Provincia ha preso una posizione ben precisa nell'autunno scorso, dopo la tragica morte di un 34enne caduto dalla piccola imbarcazione su cui stava pescando e il cui corpo è stato trovato solo dopo tre giorni: il tutto è avvenuto con una doppia modifica del regolamento e relativa iscrizione all'albo pretorio, che prevede l'obbligo di indossare il salvagente e il divieto di navigare dopo prima dell'alba e dopo il tramonto, quindi in pratica nelle ore notturne, con multe per i trasgressori comprese tra 25 e 500 euro. «Si tratta di due provvedimenti salva-vita - ebbe modo di annunciare il commissario dell´ente Attilio Schneck - se quel ragazzo avesse avuto il giubbotto, forse sarebbe ancora in vita. L'entrata in vigore di nuove regole più severe è un obbligo, perché del lago non ci si può fidare. È potenzialmente pericoloso e serve adottare ulteriori accorgimenti, che ora sono diventati obbligatori».

È una storia che riguarda il "nuovo secolo" quella che ha portato la Regione Veneto ad assegnare alla Provincia la competenza nella gestione del lago di Fimon, insieme alla sistemazione di rive, sponde e la pulizia idraulica: il tutto è avvenuto nel 2001, mentre quattro anni dopo il consiglio provinciale ha approvato il regolamento che disciplina l´utilizzo del lago con le finalità di salvaguardia dell´ecosistema e dell´ambiente e del paesaggio, visto che il lago di Fimon rientra nell´elenco dei siti d´importanza comunitaria (Sic), dal 1999.

Lo stesso Capo di Gabinetto della Provincia spiega la strategia legata al futuro del lago di Fimon. «Anche da parte nostra, così come fatto dagli amministratori di Arcugnano – conclude Dino Secco – abbiamo chiesto alla Regione Veneto di dare maggiori deleghe all'amministrazione locale, che ha sicuramente un maggior controllo della situazione».



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