NR. 43 anno XXVIII DEL 23 DICEMBRE 2023
la domenica di vicenza
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Lo sport vicentino e la sua vitalità anti crisi

Mentre scarseggiano sempre più i fondi per sostenere le attività professionistiche o semiprofessionistiche rimangono sulla breccia le associazioni che fanno della crescita nello sport il loro obiettivo maggiore: patronati che sopravvivono e società che lavorano praticamente gratis

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Lo sport vicentino e la sua vitalità anti crisi

(g. ar.)- A questo punto la realtà è talmente radicata che non si può più nemmeno parlare di delusioni o di sorpresa: la crisi ha segnato e continua a segnare anche lo sport. Sono diminuiti quasi fino all'estinzione gli sponsor, che allo sport davano capacità di affermazione e potenzialità anche per quanto riguarda i settori giovanili, cioè il progetto verso il futuro per l'avanzamento dei livelli; la verità è che a poco a poco sono rimaste sulla piazza quelle società che si occupano principalmente di dilettantismo vero, o se volete di educazione allo sport, partendo come fanno, ovviamente, proprio dalle attività di primo impatto, grosso modo le età della scuola elementare, per accompagnare i ragazzi fino ai livelli superiori.

Questo è, diciamo così, il Lato B della caduta di livelli professionisti dello sport in questa provincia, però rappresenta anche un modo abbastanza chiaro per rispondere in maniera decisamente positiva perché le attività ci sono, sono frequentate da centinaia e centinaia di ragazzini e accade sempre più spesso che le varie associazioni sportive decidano di rinunciare anche al minimo obolo mensile o annuale richiesto per l'iscrizione e il tesseramento.

Ed in effetti proprio questo nuovo aspetto della questione introduce sviluppi diversi e presumibilmente molto interessanti di una realtà che in altro modo sarebbe destinata ad una ulteriore contrazione. Dalla storicità dello sport che si praticava tanti anni fa in strada e che poi quasi del tutto casualmente riusciva a regalare talenti anche di grande valore ai campi di gioco, siamo passati ad una condizione di vita e Lo sport vicentino e la sua vitalità anti crisi (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)di abitudini tanto lontane da quella realtà da impedire perfino di immaginare che si potrebbe tornare al passato. C'erano le parrocchie con i loro campetti e la loro straordinaria capacità di aggregazione, e c'erano i patronati che in parallelo funzionavano più o meno nello stesso modo mentre al gradino più elevato si trovavano infine i settori giovanili delle società maggiori, quelle che puntavano all'investimento in vista del professionismo vero e proprio facendo ricorso appunto al vivaio, quello di proprietà o quello altrui, come spesso accadeva come nel caso del Vicenza calcio che ha attinto per decenni dal proprio vivaio dal quale sono partiti a decine giocatori poi utilizzati in tutta Italia.

Di fronte ai colpi della crisi e anche alla forte regolamentazione avvenuta nel settore delle sponsorizzazioni, chiaro che la situazione generale abbia subito e sia destinata ancora a subire modificazioni di sostanza. Il rifornimento di denaro è per una società professionistica essenziale e non è più sufficiente da tempo la capacità dei soci di auto sostenersi tassandosi per correre al riparo delle necessità crescenti.

I costi di gestione sono saliti terribilmente, come dimostrano anche semplicemente le squadre che partecipano ai campionati federali di 3. categoria. Costa il materiale e costano i giocatori e gli allenatori. Da questo lato bisogna dire che qualcosa è già cambiato perché perlomeno alla luce del sole sembrano tramontati gli stipendi elargiti agli atleti (si era arrivati anche a 300 euro al mese). Tutto ciò che si riusciva ad arginare grazie all'intervento dello sponsor di turno a poco a poco si è assottigliato in quanto non trovava più sostegno. A questo punto, mentre a Vicenza e provincia sparivano livelli professionistici di assoluta eccellenza come il basket femminile e quello maschile arrivato per due volte alla A2, che cosa restava se non lo sport di base? È questo che ancora sostiene l'urto e che permette ai ragazzi di trovare una sponda davvero efficace se decidono di divertirsi con lo sport.

Di questo sport abbiamo discusso a IN PIAZZA con FERNANDO ANDRIGHETTO del Patronato Fulgor di Thiene, ENRICO MASTELLA del Centro sportivo italiano CSI, ELIO RIGOTTO segretario dell'AICS, associazione italiana per la cultura e lo sport, e MAURO DALLA POZZA, redattore sportivo di TVA Vicenza.



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