NR. 43 anno XXVIII DEL 23 DICEMBRE 2023
la domenica di vicenza
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Veicoli d'epoca, i giovani protagonisti del boom

I raduni di vetture storiche riscuotono un successo crescente, mentre le Fiat 500 e le moto "Vespa" sono sempre più di moda. La posizione di artigiani e commercianti per un settore di nicchia ma florido

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Veicoli d'epoca, i giovani protagonisti del boom

(C.R.) È boom anche nel Vicentino per i raduni di auto e mezzi da collezione che nella bella stagione vengono proposti quasi tutte le settimane nei vari centri della provincia. Il portale www.ladomenicadivicenza.it ha scelto di fare un viaggio in questo mondo scoprendo che le vecchie Fiat 500 e le "Vespe" sono sempre più richieste e per queste il loro valore risulta in crescita. Ma anche sentendo la posizione di artigiani e commercianti per un settore che rimane di "nicchia" ma è sicuramente florido.

 

Carlo Studlick, presidente Historic Club Schio: «I ciclomotori Ciao oggetti vintage, ma noi valorizziamo anche fuoristrada e vecchie bici»

Veicoli d'epoca, i giovani protagonisti del boom (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)«Una vecchia Vespa sta raggiungendo prezzi quasi fuori controllo, anche 5 mila euro. Ma tra i giovani è diventato di moda muoversi e farsi vedere anche con il ciclomotore "Ciao" o sulla mitica vecchia Fiat 500». A parlare è Carlo Studlick, presidente dell'Historic Club Schio, che riunisce quanti posseggano o siano semplicemente appassionati di veicoli d'epoca. Il Club, fondato nel 1991 e dal 1993 Federato all’Asi (Automotoclub Storico Italiano), conta attualmente circa 2.000 soci e organizza nel corso dell'anno numerose iniziative. La prossima, domenica 6 luglio, prevede il Raduno del Pasubio per festeggiare a distanza di 80 anni (1934-2014) un evento eccezionale, ossia la prima edizione di un motoraduno, che il 15 agosto 1934 portò 600 moto-alpinisti da tutta Italia per onorare i caduti della Grande Guerra.

«Nelle nostre iniziative - spiega il presidente dell'Historic Club, la cui sede operativa si trova presso il palasport Campagnola di Schio mentre l’Ufficio di Vicenza è aperto presso la sede dell'Aci Vicenza - non tralasciamo nulla: oltre alle auto storiche, cerchiamo di valorizzare tutto quello che è antico, comprende anche le vecchie biciclette, che nel corso del 2014 valorizzeremo con una serie di iniziative, che onoreremo proponendo i mezzi di quel tempo, ma anche le magliette di lana, le scarpe di cuoio e i caschetti con le strisce: i due percorsi scelti sono quelli del trenino della "Vaca Mora" e quello dei lanifici che hanno fatto la storia industriale di Schio. La nostra filosofia? organizzare eventi ad hoc, come quello riservato ai fuoristrada con percorsi alternativi e con pic-nic in mezzo al bosco anziché il pranzo al ristorante».

Sono proprio i giovani i nuovi protagonisti di questo settore. «Le auto d'epoca, intese come quelle che partecipano alle Mille Miglia storiche tanto per intendersi - spiega Studlick - sono tutti di proprietà di persone facoltose, di almeno 55-60 anni e molto spesso di più. Sono veicoli che valgono dai 200-250 mila euro sino al milione di euro e, cosa non trascurabile, sono sempre meno gli italiani che li posseggono, a favore di nuovi ricchi, soprattutto russi, americani, cinesi e giapponesi. Nel contempo, soprattutto tra i nostri ragazzi, è di moda essere in possesso delle "Vespe", dei ciclomotori "Ciao" e delle Fiat 500: trent'anni fa avere questi mezzi significava essere poveri, adesso non più. Con un grande vantaggio: che se adesso compri un'auto nuova la paghi 20 mila euro e fra pochi anni ne vale 5 mila, se acquisti una vecchia Fiat 500 o una Vespa ne spendi 5 mila e fra qualche anno può valerne anche 7-8 mila euro».

 

Mauro Peruzzi, organizzatore del passaggio della Mille Miglia nel Vicentino: «Ogni anno rievochiamo la storia, ottima l'idea di Bassano»

Veicoli d'epoca, i giovani protagonisti del boom (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Da qualche anno la manifestazione di vetture storiche che sta riscotendo sempre maggiore successo è la rievocazione delle Mille Miglia storica che ha nel passaggio nella provincia berica - ingresso dal Veronese e uscita dal Padovano, passando per il capoluogo Vicenza - una tappa obbligata se riferita all'antico tragitto che viene ripercorso fedelmente.

«Da un paio di decenni - sentenzia Mauro Peruzzi, organizzatore del passaggio della Mille Miglia nel Vicentino – questa corsa è ritornata come rievocazione storica: non più competizione ma museo itinerante con le vetture a rappresentare straordinarie sculture su quattro ruote. È una sfida che stiamo vincendo, visto che ogni anno registriamo un sempre maggiore afflusso di appassionati che seguono l'evento. Nell'edizione del maggio scorso è stato bellissimo e per molti versi vorrei dire anche toccante, il passaggio della Mille Miglia sotto le volte lignee del Ponte di Bassano: un omaggio delle sculture su quattro ruote al monumento millenario che ha scandito la vita e le vicende, molte delle quali tragiche, della città del Grappa. Un omaggio severo, a passo d'uomo, senza pubblico, per non mancare di rispetto al manufatto palladiano. Un evento che l'amministrazione bassanese ha promosso e sostenuto per richiamare l'attenzione del mondo sulle precarie condizioni in cui si trova il Ponte. Accreditati alla Mille Miglia c'erano infatti duemila giornalisti, in rappresentanza di giornali, riviste e televisioni di tutto il globo. Ecco, la Mille Miglia da competizione automobilistica s'è trasformata in museo e io sono fiero che i vicentini abbiano saputo, ancora una volta, cogliere questo aspetto. La corsa più bella del mondo ora è il singolare ed inimitabile biglietto da visita del Paese più bello del mondo».

Una rievocazione che è anche un tributo a quello che nella storia è stato uno dei più grandi eventi motoristici a livello mondiale. «Enzo Ferrari, che di competizioni e motori se ne intendeva - precisa Peruzzi - la definì "la corsa più bella del mondo" ed in effetti la Mille Miglia non ha uguali. Per 23 anni, dal 1927 al 1957, con la parentesi della Seconda Guerra Mondiale, fu una prova di velocità pura, con partenza ed arrivo a Brescia e giro di boa a Roma. Non c'è stato campione dell'epoca che l'abbia disertata: da Nuvolari a Campari, da Minoia a Barracuda, senza dimenticare Brilli, Peri, Varzi, Stuck, Bonetto, Bracco, Farina, Villoresi, Fangio, Moss e Taruffi tutti i grandi assi del volante hanno dato vita a duelli spettacolari lungo le strade di mezza Italia. Ma c'è anche un pezzo di storia made in Vicenza: i quattro fratelli Marzotto con le loro potentissime Ferrari hanno dato più volte l'assalto alla vittoria. Giannino ci riuscì nel 1950 e nel 1953. Vittorio Emanuele sfiorò il successo nel 1954, secondo dietro ad Alberto Ascari ma davanti a Luigi Musso. Paolo fu costretto al ritiro mentre era al comando e il traguardo era ormai a portata di mano».



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