NR. 43 anno XXVIII DEL 23 DICEMBRE 2023
la domenica di vicenza
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Quando a Vicenza si disputava il palio

Padre e figlio Valter e Antonio Stefani hanno scritto un volume che testimonia come dal 1259 e fino 1857, tra pause e successi, in città si organizzava un confronto tra contrade

di Alessandro Scandale
a.scandale@gmail.com

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Stefani

Al lettore che in questi giorni avesse buttato un occhio alle vetrine delle librerie vicentine non sarà sfuggita la bella copertina di un volume fresco di stampa, intitolato Il Palio di Vicenza. E forse la domanda sarà sorta spontanea... un Palio a Vicenza? Possibile? E quando, dove? Anche perché, diciamolo, tutti conoscono quello celeberrimo di Siena, forse anche quelli di Montagnana e Castelfranco Veneto, ma pochi forse sanno che anche Vicenza aveva il suo, più o meno coevo di quello senese che ancora oggi infiamma gli animi di contrade e tifosi. Accadeva però molto, molto tempo fa. A raccontarcelo oggi sono padre e figlio vicentini, insieme per un altro omaggio librario all'amata città di Vicenza. Walter e Antonio Stefani scrivono a quattro mani questo nuovo capitolo della storia antica della città berica, un lavoro rigorosamente documentato e arricchito di immagini e disegni d'epoca, attraverso il quale scopriamo che fin dal 1259 e fino al 1857 nel centro storico di Vicenza si teneva, con vari intermezzi e vicissitudini, la corsa del Palio.

Stefani (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Presentato il 6 settembre in sala Bernarda, sede del consiglio comunale, in occasione della giornata di festa dedicata alla Rua, il libro racconta la storia della corsa, nata nel Medioevo e poi intrecciatasi con la tradizione della Rua e del Corpus Domini, una delle cronache vicentine meno raccontate. Proprio per questo, la competizione equestre che trovò il suo tracciato canonico da San Felice sino alla strada maggiore del centro – non a caso denominata Corso – merita di essere conosciuta nelle varie fasi della sua evoluzione e nelle sue varianti, tra cui il "circo" di Campo Marzo. Protrattosi sino al 1857, il Palio mescolava entusiasmo popolare, scuderie di nobili, memorie comunali e questioni di ordine pubblico, come dimostra la documentazione del volume attraverso 214 pagine e 160 immagini curate graficamente da Graziano Ramina che viene edito da Agorà Factory di Dueville.

Stefani (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Come racconta Walter Stefani, "il giorno del Corpus Domini prevedeva la processione religiosa al mattino, poi il giro della Rua e il primo pomeriggio si teneva la corsa del palio. Una corsa particolare, più antica del palio di Siena, che avveniva con i cavalli sciolti, quindi senza fantino, e di cui si trova traccia anche a Roma. Successivamente c'era anche la corsa della carrozze a campo Marzo".

Dal 2010, e per quattro edizioni consecutive, Il Giro della Rua ha coinvolto la città nella prima settimana di settembre riprendendo la festa antichissima di Vicenza che ha attraversato e vissuto con la città l’alternarsi di diverse fasi storiche, dominazioni, trasformazioni culturali e sociali della comunità vicentina. Dal 1444, data della prima uscita della Rua in città, è stata la più importante occasione di festa popolare cittadina, prima religiosa in occasione della festività del Corpus Domini e poi sempre più laica, fino a divenire l’emblema di ogni grande avvenimento cittadino. "Dopo quattro edizioni del Giro questo è un anno di pausa – ha ricordato il sindaco Achille Variati -. Il primo risale al 1444 e quasi ininterrottamente si proseguì fino al 1928; durante le guerre la tradizione si interruppe e venne poi ripresa nel 2010. Lo scorso anno il comitato ha preso una decisione: la Rua verrà proposta negli anni dispari, visto che l'anno pari si tiene la partita a scacchi di Marostica. Ora il comitato sta lavorando per rilanciare, anche dal punto di vista turistico, la festa che rientra tra le iniziative tradizionali del Veneto".

In occasione della presentazione del libro a Vicenza abbiamo incontrato Antonio Stefani.

Stefani (Art. corrente, Pag. 3, Foto generica)

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