NR. 43 anno XXVIII DEL 23 DICEMBRE 2023
la domenica di vicenza
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Profughi, rifugiati o che? Ancora troppi dubbi

Lo status degli immigrati è appeso al filo della cosiddetta audizione: se va male se ne tornano a casa - Dal Sindaco di Roma un intervento provocatorio, altri Sindaci (leggi: Santorso più altri quattordici) hanno messo in piedi convenzioni con il ministero dell'Interno e lavorano - Vicenza ha già rifiutato la propria collaborazione

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Profughi, rifugiati o che? Ancora troppi dubbi

(g. ar.)- Il Sindaco di Roma si presenta alla giornata del rifugiato e provoca: brutta situazione per chi non ha possibilità di vita, perché non darli in affidamento alle famiglie con un intervento dello Stato? Vedremo la valanga di reazioni negative sollevate da queste poche parole dette tra l'altro con la precisa intenzione di suscitarla una reazione e vedere come andrà a finire. Ma da Roma naturalmente nessuno sa che Santorso più quattordici Comuni dell''Alto Vicentino stanno già facendo qualcosa di molto impegnativo su questo terreno, né sanno che questa operazione data dal 2003, elaborata in convenzione con il Ministero dell'Interno che attraverso i Prefetti spedisce i fondi necessari e controlla gli esiti. A Roma inoltre nessuno sa che Vicenza ad esempio a questa opportunità da offrire agli extracomunitari fuggiti dai loro paesi per disperazione, guerre, calamità, fame, ecc. ha opposto subito un bel no. Non se ne parla.

centro_astalli (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)ASILO E SICUREZZA- "Chi chiede asilo lo chiede a te. La vera sicurezza è l’ospitalità". All'Università Gregoriana la celebrazione della Giornata 2014 è filata lungo questa parola d'ordine. Il Centro Astalli, che opera anche a Vicenza, ha sottolineato la necessità di fare di questa occasione così difficile e piena di problemi una vera opportunità per ritrovare attraverso la solidarietà la nostra stessa umanità. In questo senso ospitalità e sicurezza sembrano determinare un binomio non occasionalmente utilizzato. La strada è stata aperta qualche mese fa dalla visita di Papa Francesco a Lampedusa dove durante il suo incontro con i rifugiati ha lanciato un appello potente ai valori del soccorso dell'uomo verso l'uomo. La realtà è che bisogna combattere con un clima di crescente insicurezza che alimenta la paura del futuro e quella dello straniero. In molti territori italiani persino l’accoglienza di numeri molto ridotti di rifugiati suscita allarme e proteste. È un clima culturale -dice il Centro Astalli- che colpisce chi cerca protezione, ma danneggia tutti i cittadini, perché si finisce per limitare la libertà di tutti in nome di una sicurezza solo illusoria e si preclude quell'attività di scambio ed incontro da cui ogni civiltà ricava da sempre nutrimento e linfa vitale per la sua stessa esistenza. Anche nell’esperienza quotidiana tutti possiamo contribuire a un cambio di prospettiva, iniziando ad aprire le porte delle nostre case. Scopriremo che i rifugiati non sono un peso per le comunità in cui arrivano, ma persone che hanno molto da dare, a noi e alla nostra società. L’ospitalità non è solo un valore cristiano – comune alle grandi religioni del mondo – ma prima di tutto un valore umano, che riconosce che tutti abbiamo il diritto di essere accolti, non perché facciamo parte di una specifica famiglia, gruppo etnico o comunità religiosa, ma semplicemente perché siamo esseri umani che meritano accoglienza e rispetto.

marino (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)LA PROPOSTA DI MARINO- "In casa delle famiglie romane se non ci sono più posti per accogliere gli immigrati. Potrebbero farlo le famiglie italiane, in cambio di trenta euro al giorno per ogni immigrato ospitato". Idea suggestiva quanto difficilmente praticabile, ma trova l'adesione immediata del sindaco Marino, che proprio negli ultimi giorni si trova alle prese con le rivolte della periferia. Un'escalation di rabbia esplosa nel quadrante est della città contro una gestione degli immigrati sul territorio giudicata (e usiamo un eufemismo) inadeguata. La proposta è stata messa sul tavolo nel corso di un incontro sul tema tra il sottosegretario all'Interno, Domenico Manzione, i rappresentanti di Anci e Conferenza delle Regioni. Non si andrebbe ad alterare secondo il Sindaco di Roma il bilancio dello Stato, perché i soldi investiti per ogni migrante arrivano comunque a 900 euro al mese ed il fatto di poterli affidare a una famiglia che decide di ospitare può creare una situazione di maggiore disponibilità all'accoglienza e all'integrazione sociale. Questo in sintesi. Le reazioni sono state negative da destra, abbastanza silenziose da sinistra. L'argomento più utilizzato per rifiutare è quello del confronto tra i 900 euro mensili evocati in questo caso e le pensioni minime dei cittadini italiani che non raggiungono neppure la metà di questa cifra. Come dire che si partorisce una creatura senza vita. Non proprio, se guardiamo a quanto al di là delle parole viene fatto proprio in provincia di Vicenza dove oltre ai Comuni dell'Alto Vicentino convenzionati con il Ministero dell'interno sono in attività sullo stesso fronte, sia pure in termini numerici meno rilevanti, associazioni di volontariato come appunto Centro Astalli e Ozanam e di sfondo almeno una ulss, la numero 4 di Schio e Thiene e anche il sindacato: in quest'ultimo caso gli interventi non possono essere diretti, ma c'è una posizione ad esempio di Gianfranco Refosco, segretario generale della Cisl vicentina, che indica un metodo attraverso cui arrivare ad un risultato.

Pietro_Menegozzo (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)SONO 15 I COMUNI IMPEGNATI- Sono passati undici anni da quando Santorso con altri otto Comuni disse il primo sì ad un progetto generale che veniva costruito in collaborazione con il governo e attuato per la parte finanziaria e di controllo attraverso la Prefettura di Vicenza. Santorso come capofila, il Sindaco di allora era Pietro Menegozzo oggi nella segreteria provinciale del PD, riuscì a mettere assieme molte forze. Il lavoro negli anni si è sviluppato fino a ricevere l'adesione passo dopo passo di altri cinque Comuni giungendo al numero complessivo di oggi che è di 15. Aderiscono al progetto Caltrano, Calvene, Carrè, Chiuppano, Lugo, Malo, Marano, Monte di Malo, Santorso, Schio, San Vito di Leguzzano, Thiene, Torrebelvicino, Valdastico e Valli del Pasubio. A questi va aggiunta l'ulss numero 4. Il Sindaco di Santorso Franco Balzi dice che la rete di solidarietà e di organizzazione si è sviluppata attorno al concetto proprio dello stato di profugo certificato secondo le regole internazionali. Tra parentesi aggiungiamo che l'ufficialità di questa condizione arriva soltanto dopo le audizioni che il ministero dell'Interno svolge con tempi non regolari per cui quanto meno è l'incertezza del momento e del domani a guidare la vita di queste persone. Balzi dice: "Per la convenzione abbiamo il compito di fornire strutture abitative adeguate e assistenza. In questi anni le persone che hanno usufruito di questi interventi sono state 313. Tutto ciò che invece rientra nelle situazioni di emergenza diventa materia di competenza della Prefettura. Attualmente nei 7 appartamenti che costituiscono l'offerta abitativa della nostra rete ci sono 39 posti letto. Come ho detto a queste persone forniamo un supporto il più possibile completo al di là della casa e cioè le affianchiamo nell'apprendimento della nostra lingua e in tutto ciò che implica burocrazia a partire dai meccanismi di approccio alla sanità, come dire che questi nostri progetti seguono percorsi precisi e concordati. Diversamente dalle condizioni di emergenza di cui ho detto qui siamo di fronte ad un approccio serio, un vero e proprio progetto. Se il progetto non c'è ci si trova davanti a rifiuti e perplessità comprensibili. Nel nostro caso la gestione del progetto è affidato all'associazione Il Mondo Nella Città".



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