NR. 43 anno XXVIII DEL 23 DICEMBRE 2023
la domenica di vicenza
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Patentino per erbe aromatiche, si discute

La Regione Veneto ha discusso una proposta di legge, per poi rinviare la decisione in attesa di nuovi confronti. Ne abbiamo parlato con due amministratori, un responsabile della Coldiretti e un noto chef

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Patentino per erbe aromatiche, si discute

(C.R.) Per raccogliere bruscandoli, tarassaco (il radicchio da campo), mentuccia, finocchietto selvatico e altre erbe aromatiche potrebbe servire un patentino, da ottenere dopo aver frequentato un corso di formazione. La proposta di legge per disciplinare “la raccolta e la cessione di piante della flora spontanea” è stata portata in Consiglio regionale (tutti voti a favore, eccetto uno) nelle settimane scorse ma poi è stata rinviata in Commissione agricoltura per i necessari e doverosi approfondimenti, visto che andrebbe a colmare un vuoto normativo. Se ne tornerà a parlare in futuro, ma intanto la testata www.ladomenicadivicenza.it ha voluto aprire il dibattito sentendo due amministratori, un responsabile della Coldiretti e un famoso chef. Ecco cosa è emerso.

 

Costantino Toniolo, consigliere regionale: «Necessario il buon senso, a chi raccoglie i bruscandoli per fare un risotto non serve il patentino»

Patentino per erbe aromatiche, si discute (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)«Credo che alla base di tutto sia necessario il buon senso. Chi va a raccogliere un sacchettino di bruscandoli per farsi un risotto o una frittata non necessita di un patentino, che invece in prospettiva potrebbe servire a chi magari ne raccoglie a chili magari con scopi commerciali o comunque di guadagni rilevanti». È questa la posizione di Costantino Toniolo, presidente della Commissione bilancio del Consiglio regionale del Veneto, che con altri colleghi ha discusso la normativa nelle sedi competenti di Palazzo Nievo a Venezia.

Tuttavia la legge che prevedeva tesserino e sanzioni è stata rinviata: troppe le perplessità anche da parte di chi aveva firmato la proposta o, in commissione, aveva dato parere favorevole. «È parso chiaro a tutti - precisa Toniolo - che richiedere un tesserino ad un pensionato o all'appassionato di erbe aromatiche e selvatiche sarebbe un eccesso di burocrazia che peraltro in periodi come questi di crisi avrebbe ancora meno senso. I bruscandoli e i cosiddetti "pisacani" fanno parte della storia e della cultura vicentina e veneta, obbligare a dotarsi di un tesserino significherebbe scoraggiare qualsiasi cittadino. Detto questo, è indubbio che esiste un buco normativo e molto spesso l'impossibilità di sapere da dove arrivano questi prodotti, da qui questo primo confronto».

In realtà, andando a leggere il testo delle proposta di legge – già portata in commissione agricoltura e che ha visto come primo firmatario il consigliere di Forza Italia Davide Bendinelli – emergeva la distinzione per due tipi di raccolta: quella non commerciale, sottoposta a limiti quantitativi, e quella a fini di vendita, che sarebbe stata consentita solo a chi si sarebbe iscritto al registro regionale degli operatori abilitati, previa l'esibizione di un relativo patentino quinquennale. La stessa proposta di legge prevedeva, sempre per questa categoria, l'obbligo di frequenza di un corso di formazione per ottenerlo e per i trasgressori sanzioni fino a 250 euro. Ora verranno discussi altri punti, ma il patentino è destinato a tornare di attualità.

 

Domenico Rasia Dal Polo, responsabile del progetto Campagna Amica di Coldiretti: «Le nostre priorità? Tracciabilità dei prodotti e sicurezza degli alimenti»

Patentino per erbe aromatiche, si discute (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Nella discussione abbiamo coinvolto anche la Coldiretti di Vicenza, la cui attività ha come principale scopo la tutela dei propri iscritti, in primis gli imprenditori agricoli e i coltivatori, ma non solo. «Uno dei nostri obiettivi prioritari – spiega Domenico Rasia Dal Polo, responsabile del progetto Campagna Amica della Coldiretti provinciale – riguarda la tracciabilità dei prodotti e nel contempo la sicurezza degli alimenti, che noi monitoriamo con una serie di controlli igienico-alimentari, che fanno parte della nostra attività. In particolare la tracciabilità costituisce il "cammino" di un particolare prodotto: nella fattispecie i bruscandoli, una volta che vengono venduti in un negozio o in un banchetto, dovrebbero avere l'indicazione di dove sono stati raccolti. Per questo tipo di prodotti c'è poi un altro aspetto da evidenziare, ossia il fatto che proprio per una questione di freschezza andrebbero raccolti al mattino e poi messi in vendita nella stessa giornata».

Il progetto Campagna Amica di Coldiretti, nato per sostenere le produzioni locali, proporrà domenica prossima 30 novembre una delle giornate più importanti dell'anno: con orario continuato dalle 9 alle 19, nella centralissima piazza dei Signori, è prevista la mostra mercato dei prodotti stagionali vicentini. «È prevista la presenza di una oltre trentina di produttori – spiega il responsabile di Coldiretti – con tutte le eccellenze del nostri territori, tra cui formaggi, miele, vino e anche prodotti biologici: previsti gli apprezzati laboratori didattici con la possibilità di assaggi. In un contesto più complessivo verrà valorizzato il made in Italy, con la novità dell'arte della pizza come patrimonio dell'Unesco».

«Nella realtà vicentina – conclude Rasia Dal Polo – la presenza di produttori di erbe aromatiche è molto limitata, ma esistono delle belle eccezioni: ad esempio ad Asiago c'è un'azienda, molto apprezzata, che produce zafferano nel comune di Asiago. L'augurio è che possano aumentare e a tal proposito ci piacerebbe che in area dismesse o più semplicemente anche negli orti casalinghi, venisse riservata un'area, magari piccoli, per queste erbe».



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