NR. 14 anno XXII DEL 15 APRILE 2017
la domenica di vicenza
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Quando anche la proprietà è… nuda

Lella Costa e Paolo Calabresi protagonisti all’apertura della stagione di prosa al teatro Remondini

di Elena De Dominicis
elenadedominicis@virgilio.it

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Anna Cappelli (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)@artiscenichecom

 

La stagione della prosa del Teatro Remondini di Bassano del Grappa è iniziata questa settimana con la commedia “Nuda proprietà” tratta dal romanzo “Piangi pure” di Lidia Ravera in cui una donna anziana e sola mette in vendita il suo appartamento e per necessità di soldi subaffitta una stanza a uno psichiatra di cui si innamorerà. Interpretata da Lella Costa e da Paolo Calabresi la pièce vede protagonisti anche i giovani Claudia Gusmano e Marco Palvetti, giovanissimo attore napoletano di formazione teatrale, uno dei protagonisti della serie Gomorra, tratta dal Romanzo di Roberto Saviano, andata in onda su Sky (la seconda serie verrà girata in primavera) e venduta in oltre 100 paesi, prima serie italiana venduta negli USA. In Gomorra, Palvetti interpreta Salvatore Conte, ricco narcotrafficante rivale dei Savastano, algido killer con l’aria da asceta, carismatico e citatissimo sia sui social che nelle parodie. Nella commedia “Nuda proprietà” Palvetti dimostra perfetta versatilità interpretando l’immobiliarista Marra che acquista la casa della protagonista.

È un punto di vista puramente femminile dove lei deve fare i conti con gli anni che passano e si misura anche con la malattia di lui. Dal punto di vista maschile tu come vedi questa pièce?

X (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Marco Palvetti: “Ultimamente ho letto “Sonata a Kreutzer” e tu ti rendi conto che c’è un punto di vista maschile ma non è vero perché comunque è un punto di vista credo generale e asessuato, che ha a che fare con il tempo e con l’amore, come si vive l’amore in questo tempo. Principalmente si parla del tempo qui e la scansione del tempo e delle scene credo che restituisca proprio questa immagine".

Oggi si parla tantissimo di casa: in questa pièce sembra però che venga fuori il problema che non è tanto il bene immobile a cui fa titolo la pièce quanto quello che c’è dentro, quello che rappresenta, gli affetti, anche l’affettività della persona singola, che sembra sola poi si scopre che ha una nipote e si presume che abbia dei figli però in realtà sono i soldi che le dà Marra che la fanno sentire sollevata perché comunque lei dà per scontato che non avrà aiuto quindi la casa è la vita.

M.P.: “Si è la vita ma non è solo questo evidentemente, è anche un modo per sfidare questa società: c’è un problema, e questo problema lo vivono in proporzione sia i più “grandi” che i più “piccoli”, dei giovani tra cui una ragazza che si ritrova senza casa e un ragazzo che si ritrova a comprare nude proprietà per rivenderle agli arabi; è chiaro che c’è un malessere quindi sì casa come vita, casa come talvolta merce di scambio per poter vivere meglio".

Si gioca anche sul pregiudizio, c’è una battuta in cui lei dice che lui con quella faccia è un colluso. Vissuta al Nord sicuramente può far ridere, al Sud come può essere vissuta questa battuta PRIMA di Conte? Nel momento in cui ti si vede acchittato come Conte immagino che chi ha visto la serie dica che Marra è un assassino perché in realtà rivede lui.

M.P.: “In realtà questo spettacolo è andato in sena prima che la serie andasse in onda".

Esatto ma al Sud come hanno reagito?

M.P: “Praticamene al Sud non ci siamo stati la scorsa tournèe. Io non vivo l’ombra di Conte, il pubblico può viverla però poi sta all’attore andare in altre direzioni, sono due personaggi molto diversi, questo è un buono, in sostanza".

C’è una battuta molto secca in cui dice “io soldi a strozzo mai”.

““Mai”, quindi non è cattivo, vive in cattività: questa generazione di giovani che sono costretti ad affrontare qualcosa che non gli appartiene, vivono dei problemi che vengono da prima, però devono reagire in qualche modo e quindi vanno avanti. Al Sud come potrebbero prendere questa roba qua…”

C’è molta sensibilità in questo senso.

M.P.: “Sì però credo che il pubblico sia molto intelligente, oltre che a essere sovrano, perché ha sempre ragione lui, credo che sia anche attento a coglierne i tratti in quel caso là e di giocare anche, perché se giochi col pregiudizio puoi magari metterlo da parte, esorcizzarlo in qualche modo, forse, anche perché ormai siamo tutti sulla stessa barca, quindi…”.


Nuda proprietà (Art. corrente, Pag. 2, Foto generica)

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