NR. 43 anno XXVIII DEL 23 DICEMBRE 2023
la domenica di vicenza
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Aeroporto di Asiago, l'anno del record

Nel 2015 verrà battuto il primato storico di atterraggi, stimato tra 2.500 e 3.000. Merito della famiglia dell'imprenditore Bruno Zago, con la figlia Valentina nelle vesti di vicepresidente. Il direttore Mauro Troncia traccia il bilancio dell’estate

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Aeroporto di Asiago, l'anno del record

Aeroporto di Asiago, l'anno del record (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)

POSTO A 1.041 METRI È LA STRUTTURA PIÙ ALTA IN ITALIA

 

L'aeroporto di Asiago, posto qualche chilometro a nord del paese, a 1.041 metri di altitudine, è il più alto in Italia, essendo anche l'unico in montagna. La struttura, intitolata alla memoria del roanese Romeo Sartori, nato nella frazione di Canove il 16 maggio 1897, pilota medaglia d'argento al Valor militare durante la Grande Guerra e istruttore nella Regia Aeronautica. L'anno di costruzione risale a oltre novant'anni fa, precisamente al 1924, anno in cui venne battuto il primo record nazionale di durata con aeroplano privo di motore in pratica un aliante, lanciato dal Monte Sisemol e atterrato per l'appunto ad Asiago. Durante la Seconda Guerra mondiale la pista d'atterraggio venne distrutta dai reparti nazifascisti per evitare l'atterraggio di aerei alleati che rifornivano la resistenza locale, piuttosto radicata sull'Altopiano vicentino, ma poi ricostruito negli Anni Sessanta e rilanciato con l'attività turistica. Oltre che per aerei privati a motore e alianti, l'Altopiano di Asiago è da sempre stato considerato un luogo ottimale per il volo a vela, tanto che proprio sopra i cieli di Asiago si effettuarono i primi voli senza motore in Italia.

L'aeroporto altopianese è dotato di due piste: una in asfalto lunga 1.120 metri e larga 23 m e la seconda con fondo in erba lunga 1.100 e larga 90 metri. Previsti due circuiti di traffico a seconda della tipologia di velivolo: uno a nord destinato ai velivoli a motore ed uno a sud destinato agli alianti. Le piste vengono normalmente utilizzate con orientamento 26 per il decollo e 08 per l'atterraggio, quella in macadam per gli aeromobili e quella con fondo erboso per gli alianti.

L'aeroporto, gestito dalla società Aeroporto di Asiago spa e di proprietà della famiglia dell'imprenditore Bruno Zago, effettua attività, per 365 giorni all'anno, secondo le regole e gli orari definiti anche con l'Aeronautica militare.

(C.R.) Numeri alla mano, è una sfida già vinta. Ci riferiamo all'aeroporto di Asiago, che nel 2015 batterà il primato storico di atterraggi, dopo un'estate boom, in cui in tutti i mesi sono stati battuti record su record: nel mese di luglio sono stati 298 i velivoli atterrati, 267 nel mese di agosto, con un "picco" di 76 nell'ultimo week-end di agosto. In Altopiano si viaggia veloce verso quota 2000, al punto che a fine anno si stima un totale compreso tra 2.500 e 3.000, che sarà condizionato dal meteo.

Una bella soddisfazione per la famiglia dell'imprenditore Bruno Zago, presidente della società Aeroporto di Asiago spa, e della figlia Valentina, che ricopre il ruolo di vicepresidente. «Questi risultati vuole essere un punto di arrivo ma di partenza - spiega la signora Zago - tra i nuovi servizi c'è anche quello di un distributore di carburante all'interno della struttura, per consentire ai nostri clienti di fare rifornimento e di non doversi rivolgere ad altre piste».

Chi vive quotidianamente l'attività al "Sartori" è il direttore dell'Aeroporto di Asiago Mauro Troncia, che a sua volta esprime grande soddisfazione per i numeri relativi all'anno in corso.

«Indubbiamente siamo stati favoriti dal meteo - ammette il direttore Troncia - non tanto per il caldo, ma per il bel tempo, proseguito per giorni e giorni. Ad esempio oggi (mercoledì 2 settembre il giorno dell'intervista, ndr.) sta piovendo a dirotto e sinché non smette di aerei non ne arriveranno».

Aeroporto di Asiago, l'anno del record (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)A che risultato contate di arrivare a fine anno?

«Quota 2.500 verrà sicuramente superata, ma l'obiettivo è avvicinarsi il più possibile ai 3 mila. Come detto saranno decisive le condizioni meteorologiche, perché in caso di maltempo solo in due week-end di settembre è sufficiente per perdere un potenziale di un centinaio di arrivi».

La vostra attività prosegue anche durante l'inverno, giusto?

«Assolutamente sì, non si ferma in nessun giorno dell'anno, anche se in mesi come ottobre e novembre è ovviamente concentrata nei fine settimana. L'inverno comunque garantisce ottimi numeri: paradossalmente, proprio durante la stagione fredda ci sono maggiori richieste, perché volare in Altopiano sopra un comprensorio innevato è un'emozione impareggiabile. Al punto che sino agli anni scorsi, molto spesso, il mese dell'anno con il maggior numero di arrivi risultava essere quello di gennaio».

La pulizia delle piste da neve e ghiaccio è assicurata?

«Ovviamente sì, le nostre squadre si mettono immediatamente al lavoro. A proposito di innevamento contiamo di lanciare presto l'iniziativa denominata "sky plane", che può diventare un punto di attrazione soprattutto per quei piloti, soprattutto stranieri, che sono dotati di velivoli che pur disponendo delle classiche ruote, hanno l'opportunità, attraverso una leva, di atterrare sulla neve con dei "grandi sci". In tal senso, durante l'inverno, verrebbe lasciata innevata la pista in erba».

 

Aeroporto di Asiago, l'anno del record (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)

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