NR. 43 anno XXVIII DEL 23 DICEMBRE 2023
la domenica di vicenza
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Cinghiali: ora si sta davvero giocando col fuoco

Mentre la Regione si prepara a varare una legge firmata da Sergio Berlato per un'azione finalmente incisiva nei confronti di tutti gli animali nocivi e mentre non ci sono statistiche adeguate per definire le misure dell'invasione ora in tutta la provincia, l'Enpa accusa i cacciatori: "Dalla legge del 1999 che regola le attività di caccia si moltiplicano i problemi e l'unica strada da percorrere è quella del controllo scrupoloso di allevamenti e immissioni"

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Cinghiali: ora si sta davvero giocando col fuoco

(g. ar.)- Dopo le nutrie, i cinghiali. Cresce fino a marcare il rosso l'allarme provocato dagli animali definiti nocivi: non sono autoctoni, cioè sono estranei al territorio, si moltiplicano con rapidità incontrollabile e incontrollata, causano all'ambiente e all'economia -nel caso dei cinghiali, alle colture agricole- e in realtà non c'è neppure all'orizzonte un sistema credibile e provato per arrivare a capo del problema. I sindaci si lamentano e segnalano come nel caso di Brendola ed Altavilla situazioni al limite del tollerabile, con pericoli crescenti per la stessa incolumità delle persone perché quando la nostra strada si incrocia con quella di un cinghiale garanzie non ne esistono. Si lamentano gli agricoltori che mettono in statistica incursioni notturne più devastanti di qualsiasi grandinata: un ettaro di terreno a granturco viene saccheggiato in una notte. Si lamentano quelli dell'Enpa perché l'assetto legislativo in materia fa acqua da tutte le parti e le misure possibili per mettersi al riparo da questo flagello non ci sono, a meno che -dicono le guardie Enpa- non si proceda ad una seria riforma dello stato attuale che dovrebbe costringere gli allevamenti ad un monitoraggio in questo momento ancora latitante per cui è impossibile controllare quanti animali vengono liberati a beneficio delle doppiette e di riflesso quindi anche i cacciatori ad altre scelte in quanto non è pensabile che sia attraverso loro che si risolva il problema, neppure nelle proporzioni più modeste pensabili.

Cinghiali: ora si sta davvero giocando col fuoco (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)UN'OMBRA NELLA NOTTE CHE SFUGGE- Le dimensioni e la qualità di questo tema sono tali che si capisce perfettamente un intenditore autentico come Giancarlo Ferron, scrittore di cose della natura oltre che nel corpo delle Guardie provinciali di Vicenza, quando riflette a fondo sul ruolo dell'uomo quando si tratta di provocare con leggerezza danni quasi irreparabili non solo alla natura ma alla sua stessa esistenza: i cinghiali non sono animali gerarchici, vivono e si muovono continuamente, soprattutto di notte tanto in gruppo quanto in modo individuale: evitano accuratamente il contatto con l'uomo a meno di sfortunati eventi del tutto fortuiti nel caso di una femmina con cuccioli che si trova troppo vicina ad una persona e ne viene spaventata. Il cinghiale è forte, robusto, veloce, aggressivo all'occorrenza, ma soprattutto proprio per il fatto di seguire una abitudine di vita sostanzialmente anarchica non si fa vedere, se ne rimane imboscato tutto il giorno ed esce di notte per effettuare le sue incursioni nei campi e a danno dei frutteti. Le sue tracce si vedono soltanto il giorno dopo. Ferron dice che nonostante centinaia di appostamenti quel che ha mai potuto vedere o percepire di un cinghiale è il movimento fulmineo di un'ombra che si vede appena per qualche secondo e subito sparisce per non ricomparire più. Chiaro che in queste condizioni qualsiasi progetto relativo a questa specie appare insufficiente già prima di venire pensato e poi attuato. A contraddire questa impotenza dell'uomo ad affrontare e risolvere il problema, la posizione di Sergio Berlato, parlamentare europeo fino all'anno scorso ed oggi consigliere regionale, il quale sta preparando una legge che presenterà alla giunta del Veneto prima della fine di questo mese.

Cinghiali: ora si sta davvero giocando col fuoco (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)IN ARRIVO UNA LEGGE REGIONALE- L'allarme generalizzato in tutta le regione aumenta costantemente: ad essere alle prese con i cinghiali non è più soltanto qualche limitata fascia montana o pedemontana. Ora è interessata anche la pianura a ridosso delle zone più boscose e le testimonianze si moltiplicano giorno per giorno. Dai Colli Euganei ai Colli Berici, dal Grappa a Brendola, dalle valli di Marostica alla Valdastico, i cinghiali sono presenti dappertutto e costituiscono un evidente problema per ora senza soluzione. Prendendo atto di questa situazioni allarmante, dice Sergio Berlato, già parlamentare europeo ed oggi consigliere regionale, occorre passare a provvedimenti concreti: "Ci vengono segnalati casi preoccupanti anche da altre parti del Veneto, per questo sto preparando un progetto di legge che presenterò prima della fine di questo mese alla Giunta; è diretto a risolvere il problema degli animali nocivi che provocano danni enormi all'ambiente e all'economia. Per pensare a questa legge sono partito dalla constatazione che l'operazione anti nutrie si è rivelata del tutto inadeguata e bisogna trovare rimedi efficaci. Ora ci sono anche cinghiali, la loro crescita è preoccupante ed è evidente che con i mezzi utilizzati finora non se ne viene a capo. Quel che serve è una operazione serie e approfondita che ci permetta di mettere prima un limite e poi eliminare il più possibile la presenza degli animali nocivi sul nostro territorio. I danni che provocano sono veramente importanti e per questo dobbiamo metterci in condizione di poterci difendere".

La nuova legge la conosceremo quando sarà presentata, ma si suppone che segua la falsariga di una organizzazione minuziosa di squadre di intervento le quali non possono essere affidate ad altri che ai cacciatori. A questo proposito occorre ricordare che la Provincia ha messo in atto già da almeno una decina di anni un'operazione anti nutrie che prosegue ancora oggi e prevede la formazione e l'impiego di cacciatori autorizzati con patentino. Nonostante il numero delle nutrie abbattute ogni anno sia abbastanza costante attorno a 800-1000 individui, la loro presenza lungo tutti i corsi d'acqua del vicentino non sembra affatto diminuita e ci sono centinaia di situazioni che permettono a chiunque, in qualunque momento della giornata, di vedere all'opera una nutria, anche in pieno centro di Vicenza: a ponte San Paolo le nutrie salgono addirittura dall'argine al bordo della strada dove a volte ricevono qualche bocconcino. Per dire che anche l'impiego dei cacciatori deve seguire scelte probabilmente diverse da quelle sperimentate.



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