NR. 43 anno XXVIII DEL 23 DICEMBRE 2023
la domenica di vicenza
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Sono solo quattro chilometri: rendeteli… umani

Tra Cornedo e Trissino una fettuccia di asfalto lungo la quale solo quest’anno ci sono stati 65 incidenti alcuni dei quali mortali: i rimedi oscillano tra le responsabilità più limitate (quelle dei due Comuni) e le più determinanti per pesantezza (Regione e Provincia) – Incontro con Venezia per la bretella che completerà il quarto Lotto di Cornedo: servirà alla Pedemontana

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Sono solo quattro chilometri: rendeteli… umani

(g. ar.)- C’è stato un lungo periodo, dal ’72 ad oggi, in cui gli incidenti stradali con morti e feriti si sono spostati con una certa continuità dai livelli deleteri degli anni 60 a qualcosa di più accettabile, ma negli ultimi due anni in Italia e anche in provincia di Vicenza la situazione ha dimostrato che per vari fattori, a partire dalla guida in stato di ubriachezza o in preda di sostanze stupefacenti, per finire con le distrazioni d’uso della tecnologia (cellulari, radio e stereo da ricaricare o altro), la tendenza ha ricominciato ad indirizzarsi con precisione verso il rialzo. E così accade ad esempio che durante questi mesi del 2015 in un solo brevissimo tratto di strada, tra Cereda di Cornedo e Trissino, poco più di quattro chilometri, sono andati in statistica la bellezza di 65 incidenti stradali alcuni dei quali con vittime, cioè ancora morti e feriti. Qui di seguito diamo una spiegazione che viene dai dati registrati da chi si occupa professionalmente di incidenti stradali. Se ne ricava che effettivamente il problema delle troppe cose a disposizione di chi guida mentre dovrebbe essere concentrato esclusivamente sulla strada è difficilmente sanabile a meno che non ci si decida a prendere provvedimenti seri e molto attesi come la configurazione dell’omicidio stradale che cancellerebbe quello colposo e farebbe dilatare le responsabilità di chi se ne rende protagonista al punto da costituire un buon deterrente. Sullo sfondo di tutto questo discorso rimane da una parte la pesante responsabilità degli utenti della strada che viaggiano troppo spesso distratti da cellulare e altro infrangendo non soltanto le regole del codice della strada, ma anche le più elementari indicazioni del buonsenso.

Sono solo quattro chilometri: rendeteli… umani (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)IL PROTOCOLLO DIMENTICATO…- Le cifre dimostrano che quanto di buono e consolante si era ottenuto dopo gli anni della crescita continua di morti e feriti ora si rischia di giocarselo tutto in una volta dissennatamente e per di più senza che si abbia la minima percezione di dove possa portare questa rinnovata tendenza. Tra Cornedo e Trissino c’è da considerare anche che a parte le responsabilità di chi causa gli incidenti esistono notevoli incidenze che bisogna far risalire alla strada stessa e alla mancanza di provvedimenti dei quali si è ancora in attesa: i Comuni hanno fatto quel che potevano, ma quei quattro chilometri sono affollati da un traffico incredibile a tutte le ore ed i rimedi ancora non sono stati presi da chi dovrebbe pensarci, cioè la Provincia, ma soprattutto la Regione. In particolare, come vedremo tra poco dalle dichiarazioni dei due sindaci, manca ancora all’appello il completamento del quarto lotto tra Cornedo e l’innesto della Priabonese, una bretella pensata e progettata appunto per togliere dal vecchio tracciato gran parte della pressione. C’è un protocollo di intesa con la Regione che risale al 2013, ma si sa che nella logica dei tempi della politica si tratta di un soffio o poco più: però la prossima settimana a Venezia c’è un incontro in cui Cornedo andrà a rinfrescare la memoria ai responsabili della Regione per cui si fa strada una certa speranza che questa volta si sia alla vigilia di un accordo definitivo. Da parte sua Trissino sta per realizzare la rotatoria Jolly utile anche questa ad alleggerire la situazione. Molto importante: il completamento del quarto lotto per la bretella di Cornedo pesa in modo determinante sul futuro perché deve essere realizzato prima che arrivi col suo casello la Pedemontana. In quel caso servirà per migliorare davvero la situazione. In caso contrario la Pedemontana aggiungerà a tutta l’area traffico su traffico ed è quanto i Comuni interessati, Castelgomberto compreso, vorrebbero davvero evitare perché di problemi ne hanno già in abbondanza.

PERCHÈ AUMENTANO I MORTI- I dati rilevati da Polizia e Carabinieri, secondo quanto riporta il mensile Poliziamoderna, parlano di 972 vittime nei primi 7 mesi dell’anno (erano state 952 nell’analogo periodo del 2014) segnando un’inversione di tendenza rispetto a un trend di bilanci positivi che aveva caratterizzato oltre un decennio (2001-2013). Gli incidenti mortali sono passati dagli 879 del 2014 agli 897 dell’anno in corso. Nel mese di luglio poi sono aumentate del 70% le vittime tra i centauri, e dell’80% tra i pedoni: dopo anni in cui le vittime delle strada erano in costante diminuzione il trend si è invertito e gli incidenti mortali sono in notevole aumento sulle strade italiane, con un picco nello scorso mese di luglio, in particolare nella fascia oraria notturna. Tra le cause l’uso dei cellulari mentre si guida, compresi invio di sms, mail e selfie. E l’inasprimento delle sanzioni è di là da venire visto che il reato di omicidio stradale non è ancora legge. Agli eccessi di velocità e alla condotta conducenti irresponsabile dei conducenti che si mettono al volante dopo abusi di alcol e droghe, si aggiunge - secondo la Polstrada - un ulteriore elemento di distrazione, quello legato alla tecnologia, che distoglie l’attenzione dalla guida: messaggiare, scrivere email e addirittura scattare selfie. Una ricerca dell’Istituto francese di statistica ha rilevato che la distrazione per ascolto telefonico durante la guida determina una riduzione dal 30 al 50% delle informazioni percepite dalla strada. Stress e distrazione stanno creando soprattutto nei tratti urbani, i più colpiti dall’aumento dell’incidentalità, un deficit d’attenzione negli automobilisti che risulta letale. Solo il 63% dei conducenti indossa le cinture, 10% sui sedili posteriori. Tra le cattive abitudini in auto inoltre c’è il mancato uso della cintura di sicurezza, un optional per molti italiani, soprattutto nei sedili posteriori dove i passeggeri, contravvenendo all’obbligo - come ricorda la Polizia - rischiano, in caso di urto, di essere catapultati fuori dall’auto e di venire travolti dai veicoli che sopraggiungono. Secondo una ricerca dell’Istituto Superiore di Sanità e del Ministero dei Trasporti solo il 63% dei conducenti indossa le cinture e soltanto il 10% rispetta l’obbligo di indossarle nei sedili posteriori.

Sono solo quattro chilometri: rendeteli… umani (Art. corrente, Pag. 2, Foto generica)A NOVEMBRE CON VENETOSTRADE- Nessuno si nasconde che sia proprio questo l’appuntamento chiave per vederci un po’ più chiaro nella ricerca della migliore soluzione degli intasamenti continui e degli incidenti anche molto gravi che caratterizzano questi quattro chilometri. Con Venetostrade gli amministratori dei Comuni e della Provincia vanno a fare il punto sullo sviluppo di quel protocollo di intesa firmato due anni fa e poi lasciato al punto di partenza senza ulteriori iniziative. Martino Angiolo Montagna, sindaco di Cornedo, dice che sarà quello il momento in cui il discorso si riprenderà per arrivare ad una conclusione: “Debbo dire che se anche tutta questa questione riguarda di più Brogliano, Castelgomberto e Trissino perché noi siamo presenti con il nostro territorio solo in un breve tratto, siamo fortemente interessati alla soluzione del problema perché si voglia o no è tutta la zona ad essere coinvolta ed il traffico intensissimo lo soffriamo ovviamente anche noi. Il prossimo mese andremo a parlare con la Regione, il suo braccio operativo ed il consorzio che è stato formato per ridare senso a tutti i discorsi. C’è stata l’anno scorso la coincidenza con le elezioni regionali che hanno frenato tutto per un certo periodo, ma naturalmente adesso le cose si sono ristabilizzate e si deve ricominciare a parlare di questi quattro chilometri. La soluzione non possono certo trovarla i Comuni, è una questione legata alle competenze della Regione e della Provincia, che si occupa della rete stradale. Con le nostre forze abbiamo cercato di contribuire in qualche modo con dissuasori, colonnine autovelox e presenza dei nostri vigili, ma il traffico è fortissimo e queste misure risultano sempre parziali rispetto all’entità del problema che si vuole risolvere. È chiaro che il quarto lotto della bretella che bypasserà i numerosissimi passaggi trasversali a raso e i vari innesti con strade importanti come la Priabonese bisognerà affrontarlo al più presto perché se si fa passare troppo tempo finirà che arriverà prima il casello della Pedemontana, il che vorrà dire aggiungere problemi di circolazione ulteriori a quelli che abbiamo già”.



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