NR. 43 anno XXVIII DEL 23 DICEMBRE 2023
la domenica di vicenza
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Omicidio stradale: pronta la legge, ma non basta

L'atteso decreto ha superato l'ostacolo del Senato e ora attende di approdare alla Camera. Il tema è discusso: ecco cosa pensano due parlamentari vicentini, il presidente dell'Aci e il campione di rally Biasion

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Omicidio stradale: pronta la legge, ma non basta

(C.R.) Dopo anni di annunci e di attese i reati di omicidio stradale e di lesioni personali stradali potrebbe diventare realtà. Il decreto legge ha passato l'ostacolo del Senato e ora è in procinto di approdare alla Camera. Le nuove norme prevedono la reclusione da 5 a 12 anni per chi si mette alla guida in stato di ebbrezza o dopo aver assunto stupefacenti causando la morte di qualcuno. È prevista, inoltre, una pena da 4 a 8 anni per chi, pur essendo sobrio e lucido, ha provocato la morte di qualcuno superando del doppio del consentito la velocità di guida. Rimane la triplicazione della pena in caso di omicidio multiplo, con un innalzamento del tetto massimo a 18 anni. Per quanto riguarda il reato di lesioni personali stradali, sarà punito con la reclusione da 6 mesi a 2 anni chi, guidando non sobrio e nemmeno lucido, procuri lesioni personali permanenti. La pena verrà aumentata da un terzo alla metà in caso di lesioni gravissime. 

Il portale www.ladomenicadivicenza.it ha voluto approfondire il tema sentendo il parere di due parlamentari vicentini (Federico Ginato del Pd e Filippo Busin della Lega Nord), del presidente dell'Aci Vicenza Valter Bizzotto e del campione di rally Massimo "Miki" Biasion. Ecco cosa è emerso.

Federico Ginato, deputato del Partito Democratico: «Sulle strada non si può scherzare, serve convincere anche i giovani e aiutarli nella loro crescita»

Omicidio stradale: pronta la legge, ma non basta (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Il deputato vicentino del Partito Democratico Federico Ginato è stato tra coloro che hanno lavorato per la stesura della bozza di legge sulle nuove norme in tema di omicidio stradale e reato di lesioni personali stradali. E ora commenta con soddisfazione il voto favorevole della Camera, che adesso dovranno essere approvate dal Senato. «Queste nuove norme - la posizione di Ginato - sono un passo importante e significativo, anche se in tutti noi c'è la consapevolezza ma non saranno certo solo le leggi a fermare gli incidenti stradali, che però vanno assolutamente limitati. Per questo, nella speranza che il provvedimento passi velocemente all'esame del Senato, dobbiamo allo stesso tempo promuovere un'azione ampia e decisa per portare, soprattutto tra i giovani, la consapevolezza che con la strada non si può scherzare, soprattutto quando ci si mette alla guida in stato di ebbrezza o sotto l'effetto di droghe».

«Anche il territorio vicentino negli ultimi anni - prosegue il deputato del Pd - è stato drammaticamente segnato da incidenti gravi e tante vite sono state spezzate lungo le strade. Con l'introduzione del reato di omicidio stradale e del reato di lesioni personali stradali mettiamo finalmente un punto fermo, non solo perché rafforziamo la durezza delle pene, ma anche perché facciamo capire che non ci sono scuse: chi sbaglia paga».

Secondo il deputato vicentino la nuova legge dovrà essere a sua volta supportata da altre strategie. «Questa nuova norma servirà quindi come valido strumento di repressione e prevenzione ma la sua vera efficacia, nell'obiettivo di aumentare la sicurezza stradale, si potrà avere solo se a questo si aggiungeranno nuove misure di educazione, sensibilizzazione e miglioramento del sistema infrastrutturale del nostro Paese, indirizzi verso i quali il Governo ha già dimostrato di essere sensibile. Non può essere pensabile che grazie a questa legge la gente smetta di bere, ma deve esserci la consapevolezza che è doveroso guidare solo in condizioni ottimali. Giusto anche ricordare che l'approvazione della legge rappresenta anche un motivo di sollievo per le famiglie delle vittime della strada, che la chiedevano e la aspettavano da tempo».

 

Filippo Busin, deputato Lega Nord: «Ho votato a favore, mentre qualche mio collega si è astenuto perché ritiene troppo basso il valore di 0.8 g/l»

Omicidio stradale: pronta la legge, ma non basta (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Il voto alla Camera della normativa sull'omicidio stradale ha registrato il voto favorevole di buona parte degli schieramenti politici dell'opposizione, tra cui la Lega Nord. «Personalmente mi sono espresso a favore in occasione del voto al Senato - spiega Filippo Busin, deputato vicentino del "Carroccio" - anche se qualche mio collega di partito ha preferito astenersi, in quanto ritiene che il limite di 0.8 g/l di alcol nel sangue rappresenti un valore troppo basso se commisurato a sanzioni così gravose. Detto questo non c'è dubbio che l'approvazione di questa legge fosse ormai diventata un obbligo per il nostro Paese, visto che esiste già nella maggior parte degli stati europei e negli Usa».

«Sono convinto - prosegue Busin - che nel giro di uno-due anni otterremo dei risultati per quanto riguarda il calo degli incidenti stradali mortali, perché non c'è dubbio che leggi così dure rappresenteranno per forza di cosa un deterrente per coloro che si mettono alla guida e che si rendono conto del rischio che corrono nel compiere certi comportamenti».

Il problema delle cultura è legata soprattutto ai giovani e quindi alla necessità di iniziare a far cultura già a scuola. «Io credo che nella fascia che va dai 30 ai 50 anni, e oltre, questa consapevolezza esista già e in questi ultimi anni sia aumentato solo per il rischio di vedersi ritirata la patente per 3-6 mesi. Io stesso non faccio le cose che facevo di quando ero ragazzo, in più di qualche occasione mi è capitato anche di chiamare un taxi per non correre rischi. Sicuramente tra i neopatentati e i ventenni questa attenzione è forse minore, quindi sarà nostro compito aiutarli nella loro crescita facendo capire questi concetti».

Secondo il deputato vicentino della Lega Nord oltre all'entrata in vigore della legge sarà necessario operare in un'altra direzione. «Credo sia fondamentale - conclude - che nel contempo vengano aumentati i controlli sulle strade da parte delle forze dell'ordine, perché se, come spesso accade, leggi severe si contrappongono a controlli blandi, non portano ai frutti sperati. I cittadini devono sapere che queste norme sono in vigore ma devono anche rendersi conto che i controlli sono presenti in tutte le strade e nell'arco delle 24 ore».



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