NR. 43 anno XXVIII DEL 23 DICEMBRE 2023
la domenica di vicenza
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Il meteo "pazzo" sconvolge l'autunno

Caldo record a metà novembre con 20-22 gradi in montagna e zero termico a 4 mila metri. Ecco le conseguenze nel settore dell'agricoltura e della sanità. I ricordi antichi di Walter Stefani

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Il meteo "pazzo" sconvolge l'autunno

(C.R.) Temperature massime da record a novembre, come lo è stato per quasi tutti i mesi dell'anno. Di questo meteo "pazzo", capace di sconvolgere l'autunno, ne abbiamo parlato con il meteorologo Marco Rabito. Con il vicepresidente provinciale della Coldiretti Claudio Zambon e con il direttore del Servizio igiene e sanità pubblica dell'Ulss n°6 Andrea Todescato abbiamo cercato capire le conseguenze nel settore dell'agricoltura e della sanità. Gustosi i ricordi antichi dello storico Walter Stefani, che ricorda nevicate e freddo record ad inizio novembre.

 

Marco Rabito, meteorologo: «Situazione assolutamente anomala, record storici per novembre. Ma questo periodo sarà ininfluente sulle temperature invernali»

Il meteo "pazzo" sconvolge l'autunno (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Il primo ad essere sorpreso dei valori, soprattutto a livello di massime, nella prima decade del mese di novembre, è il meteorologo Marco Rabito, uno dei fondatori e responsabile di Serenissima Meteo, volto noto e apprezzato anche dai telespettatori di Tva Vicenza. «Siamo di fronte - esordisce Rabito - ad una situazione assolutamente anomala, con valori record probabilmente nella storia per novembre. Temperature di 21-22°C in pianura nella prima decade di questo mese sono davvero anomale: siamo nell'ordine, tanto per dare un'idea, di temperature di 7-8 gradi sopra la media nel capoluogo berico e di 14-15 sopra la media in montagna. Ma quello che più strano è l'inversione termica che da giorni stiamo rilevando con le nostre strumentazioni: alle 7 di questa mattina (l'intervista è stata realizzata martedì 10 novembre, ndr.) c'erano 6 gradi in pianura e 20 gradi a 1.000 metri, una cosa pazzesca. E proprio dalla montagna, anzi dall'alta montagna, arriva un dato ancora più clamoroso: l'anticiclone di queste settimane ha portato lo zero termico oltre i 4.000 metri, aspetto che in genere si verifica generalmente nel mese di luglio».

Il meteo "pazzo" sconvolge l'autunno (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)«Adesso siamo entrati nella seconda decade di novembre - continua Rabito - e questo rappresenta un'ulteriore sorpresa perché in questa fase centrale del mese le medie stagionali sono ancora più basse e nel Vicentino la situazione non è destinata a mutare almeno per altri 5-6 giorni, quindi sino alla fine del week-end. La nebbia comparsa anche da noi in settimana? In queste condizioni è un fenomeno che ci può stare e che determina per l'appunto l'inversione termica, accentuata proprio quando la nebbia è stagnante. La comparsa di quest'ultima porterà sicuramente ad un abbassamento delle temperature massime». E così è stato come evidenziano i dati Arpav, pubblicati anche sul sito, riguardanti la stazione meteo di Quinto Vicentino, quindi in pianura: dai 20°C di domenica 11 novembre, si è scesi a 18 lunedì, a 12 gradi martedì, a 10 gradi mercoledì, per poi risalire a 17°C giovedì 12. Temperature massime più elevate, invece, sino a 20-22 gradi, nella Pedemontana e in montagna.

L'ultima domanda rivolta a Marco Rabito è se questo caldo anomalo potrà influire sull'inverno ormai alle porte. «Assolutamente no, impossibile fare qualsiasi collegamento o previsione. L'unica cosa che posso anticipare è che quando le temperature si avvicineranno alle medie stagionali, soffriremo il freddo in maniera maggiore, visto che i valori attuali sono tipici di fine settembre. Un'altra cosa che si può aggiungere, ormai in fase di bilancio dell'anno solare (vedere il grafico qui a lato, ndr.) è che in tutti i mesi dell'anno, escluso febbraio, si sono registrate temperature superiori alla media, quindi alla fine il 2015 sarà probabilmente l'anno più caldo della storia».

 

Claudio Zambon, vicepresidente provinciale Coldiretti: «Vantaggi e svantaggi a causa di questo autunno anomalo, ma l'agricoltura non patirà danni rilevanti»

Per capire come quest'autunno anomalo influirà nel settore dell'agricoltura abbiamo interpellato Claudio Zambon, vicepresidente provinciale della Coldiretti Vicenza, con il quale abbiamo analizzato vari temi. «In effetti siamo di fronte a una situazione davvero inusuale ma complessivamente, anche visto il periodo di "riposo" per molte colture, l'agricoltura nel suo complesso non patirà danni rilevanti», conferma Zambon.

Il meteo "pazzo" sconvolge l'autunno (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Ma eccoci a "pro" e "contro" delle temperature miti di queste settimane. «Per quanto riguarda i vantaggi - assicura il vicepresidente della Coldiretti provinciale - a beneficiarne sicuramente è stata la stagione dei cereali, in particolare la coltivazione della soia, che si è allungata come mai era successo in passato. Un altro vantaggio indiscutibile riguarda il fatto che questo periodo di bel tempo ha garantito la preparazione dei terreni per le semine autunnali e invernali, al contrario di quanto avvenuto in alcuni anni precedenti, caratterizzati da alluvioni e piogge talmente abbondanti da rendere impossibile la semina stessa. Probabilmente un vantaggio arriverà anche per la coltivazione della vite e qui lo posso dire per esperienza diretta, visto che in questi giorni ho avuto modo di lavorare nelle mie proprietà: ebbene le temperature miti hanno favorito la maturazione delle gemme e dei tralci in vista della stagione 2016, anche se poi sarà determinante il periodo invernale ma soprattutto quello primaverile».

Ma ci sono anche i "contro" di questa situazione. «Tuttavia non parlerei - tiene a precisare Zambon - di aspetti negativi veri e propri. Ad esempio chi ha seminato precocemente, nella prima decade di ottobre, frumento ed orzo potrebbe registrare qualche problema fungino la prossima primavera. Qualche problemino, se continueranno queste temperature anomale, lo registrerà anche il radicchio, in particolare quello precoce che con il caldo non riesce, come si dice in gergo, a "chiudere il cuore". Lo stesso discorso vale per il broccolo fiolaro, altra coltura che ama il freddo o meglio ancora il gelo, che tuttavia potrebbe arrivare nella seconda metà del mese e a gennaio».

L'ultimo quesito è se la mancanza di freddo può provocare un aumento di insetti, tale da necessitare in primavera un aumento dei trattamenti sanitari. «Probabilmente in questo momento sì - conclude Claudio Zambon - ma c'è tutto l'inverno, anche con la possibilità di freddo record, per cambiare lo scenario. Vedremo a marzo...».



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