NR. 43 anno XXVIII DEL 23 DICEMBRE 2023
la domenica di vicenza
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Quando i signori finiscono in un libro

Prando Prandi traccia un ritratto di Vicenza e della sua provincia attraverso 50 interviste a personaggi più o meno illustri

di Alessandro Scandale
a.scandale@gmail.com

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Prando Prandi

A Vicenza questo è il weekend di Illustri, trittico di mostre sul meglio dell’illustrazione internazionale nei luoghi simbolo della città. Ma illustri sono anche i personaggi vicentini descritti in Signori - Il ritratto di Vicenza e della sua provincia attraverso i suoi protagonisti - libro scritto da Prando Prandi, manager in un'azienda vicentina e giornalista, edito da Rumor Edizioni, che a metà ottobre è stato  presentato nella cornice di sala degli Stucchi di Palazzo Trissino a Vicenza. Una carrellata di oltre cinquanta interviste ai vicentini famosi raccolte in un anno di lavoro, un originale profilo degli uomini e donne che attraverso le loro capacità hanno saputo dare alla città d'origine lustro e fama spesso mondiale, tra cui Luigi Agnolin, Nicola Amenduni, Roberto Baggio, Mario Bagnara, Sergio Campana, Aldo Cibic, Carlo Cracco, Lino Dainese, Pieraldo Dalle Carbonare, Stefano Dolcetta, Gabriella Dorio, Enrico Fabris, Federico Faggin,  Alessandro Frigiola, Alberto e Mariano Galla, Matteo e Paolo Marzotto, Cleto Munari, Angelo e  Giuseppe  Nardini, Fernando Rigon, Andrea Rigoni, Renzo Rosso, Andrea Stella, Achille Variati, Mario Vielmo, Silvia Ziche, oltre al ricordo di Mario Rigoni Stern da parte del figlio Alberico e di Mariano Rumor da parte della sorella Giuseppina. Personaggi del mondo culturale, dell'imprenditoria, della politica, dello sport, dell'architettura, della medicina che nel Veneto, proprio a Vicenza, sono per la buona parte nati e al Vicentino hanno dato il loro talento. Dal capoluogo berico a Bassano, da Marostica a Schio, da Thiene a Valdagno, da Asiago a Malo, da Chiampo a Breganze le testimonianze dirette dei protagonisti tratteggiano i contorni di vite eccellenti attraverso i loro racconti e le loro storie, per comporre il ritratto più recente di Vicenza e della sua provincia.

Prando Prandi (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Vicenza e le molte altre città della sua provincia, rappresentano l'emblema di un Veneto operoso, in cui laboriosità ed ingegno, arte e cultura si fondono in un unicum dai risvolti incredibili - si legge nella prefazione - . Il capoluogo, alla pari di altri centri che gli stanno attorno, Bassano, Marostica, Thiene, Schio, Asiago, è noto per l'impagabile fascino che è capace di offrire al turista. Qualità che viene dal passato, dal pregio dei loro monumenti, al valore delle opere offerte alla vista, dei palazzi, dalla suggestione delle architetture e dei centri storici. Un valore che i vicentini e non solo han scoperto da poco come grande risorsa. Occasione per valorizzare tante perle agli occhi di chi fin ora non ne aveva colto il valore e la brillantezza. Ma, a ben guardare, il territorio rivela altri primati non meno conosciuti e rilevanti, stabiliti grazie all'operosità di ben centomila imprese (sono i dati a dircelo) che dalla meccanica alla concia, dalla ceramica al legno-arredo, dall'agroalimentare ai gioielli e alla Ricerca esprimono grande dinamismo e consentono a Vicenza e alla sua provincia di vantare una leadership economica assoluta, in ambito non solo veneto ma nazionale. Un primato espresso attraverso un Pil che supera da queste parti i venticinque miliardi di euro. Un dato ratificato da un terzo posto assoluto nella classifica dell'export italiana che le statistiche incorniciano proponendoci città e provincia subito dopo solo a Milano e Torino.

Non si tratta di un freddo dato ma la concreta certificazione di un ruolo portante nell'economia italiana, conquistato con grande abnegazione, grazie ad una non comune perseveranza imprenditoriale che affonda le radici nel passato e proietta in alto rami nuovi, rappresentati dalle seconde e ormai terze generazioni. Un record di numeri, fatturati che puntellano la solida fama di Vicenza come cuore di un Veneto attivo, nel quale ai ritmi lenti della vita di tutti i giorni nelle piazze, nelle strade, nelle case - dove il quieto vivere è diventato uno stile di vita celebrato e invidiato - si contrappone l'effervescente vitalità delle persone che lo animano. Gente magari non scevra da difetti e contraddizioni, ma sorprendentemente viva. Certamente impegnata in vari ambiti ad esprimere capacità, ambizione, voglia di fare, di primeggiare. Sicuramente capace in alcuni casi di ritagliarsi a pieno titolo un posto importante nella ideale  e speciale classifica dei “più famosi” in Italia, primato del quale andare fieri. Vicenza e le città che le fanno da corona, non ci hanno regalato negli anni solo esempi vincenti di grande imprenditorialità. La storia più recente di questi luoghi è fatta anche da personaggi noti e meno noti che, a vario titolo, dallo sport alla cultura, dall'ambito sociale alla Medicina e alle nuove tecnologie, hanno saputo esprimere capacità non comuni.

Sono questi i nuovi “Signori” di Vicenza e delle città ad essa intorno, uomini e donne che popolano oggi virtualmente la centralissima piazza di Vicenza, intitolata in passato ad altri protagonisti della vita locale. Sono i “Signori” che ho scelto in quanto detentori virtuali, a mio avviso, dell'immenso potere che non sta certo nel denaro ma nella perseveranza, nell'intuito, nella voglia di possedere coraggio, saggezza, conoscenze, di proiettare costantemente la propria vita in nuove sfide, con innegabile impegno. Meritevoli di entrare in questa moderna galleria, consapevole che molti altri meriterebbero di entrarvi. Per ovvie ragioni di spazio sono riuscito a riunirne solo alcuni in queste pagine. Altri ho vanamente inseguito. Altri ancora, ovviamente, avrebbero meritato un capitolo, alla pari di quelli scelti. Nessuna classifica di merito, è certo, ha determinato il fatto che in molti siano rimasti esclusi a vantaggio di questi cinquantacinque personaggi intervistati. Averli incontrati e aver potuto raccontare le loro storie ha significato per me rendere merito alla loro grandezza, proposta attraverso i racconti, le esperienze, i loro ricordi. Vuol essere una carrellata di “vicentinità” (ammesso che il termine, inteso nella sua espressione migliore, esista) che intende rappresentare lo spaccato più reale e concreto di ciò che questo territorio ha dato e continua a dare all'Italia. Un'occasione che mi ha regalato un privilegio per me unico. Foriero di conoscenze interessanti, occasione per scoprire ciò che non sapevo, modo per raccontare ancora un altro lembo del Veneto che tanto apprezzo. Ho voluto svelare i loro caratteri, espressi attraverso il loro personalissimo modo d'essere virtuosi, che è insito nella intimità degli uomini e donne che amo scandagliare, ricostruendo assieme a loro eventi e fatti dei quali sono stati indiscussi protagonisti. Con sincera ammirazione ho descritto le loro storie. Per render loro omaggio soprattutto nel tentativo di fissare nel tempo nelle pagine di un libro non solo i ricordi, per non farli mai sbiadire negli anni, ma anche di rivelare il lato più bello e attuale di persone e luoghi ai quali mi sento legato, pur non essendovi nato.

Abbiamo fatto una chiacchierata con l'autore del libro.



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