NR. 43 anno XXVIII DEL 23 DICEMBRE 2023
la domenica di vicenza
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Eravamo tutti figli suoi

È il romanzo di Maria Facci, una storia vera di sentimenti, disagi e passioni di una famiglia vicentina nella prima metà del novecento

di Alessandro Scandale
a.scandale@gmail.com

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Eravamo tutti figli suoi

Chi dalla piazzetta della Pieve vorrà inoltrarsi nel vicolo che lasciandosi alla destra il Castello prosegue in su verso Val Mercanti, avrà modo di calpestare il cuore di Borgofuro, una delle più antiche stradine del paese. Paese passato alla storia per l’antico tempio pagano diventato poi matrice delle chiese locali e ancor più per il lanificio, su cui si è incentrata per un secolo l’esistenza intera di migliaia di donne e di uomini. Borgofuro è sempre lì, con le sue vecchie e nuove case, con una manciata di bassi portici e cortiletti. Poco importa se all’angolo della piazza non c’è più la bottega del “casolin” né il barbiere o se la “casara” è rimasta solo per dare il nome al vicoletto che l’ha vista morire. Poco importa se la fabbrica è irriconoscibile, in parte chiusa e in parte pervasa da rumori estranei alla sua indole. C’è chi sostiene che qualche notte, aggirandosi nei paraggi, si senta ancora il sibilo di una spola impazzita schizzata sul petto di un giovane attaccafili; o il grido di un’operaia rivolta all’amica: Vieni a ballare sabato sera? Borgofuro continua a vivere, per custodire sia pure qualche frammento di storie di donne e di uomini il cui destino si è compiuto a partire dal vicolo, dalla pieve e dalla fabbrica. È di una famiglia di questo borgo che mi accingo a raccontare. Così si legge nell'incipit del nuovo romanzo della scledense Maria Facci - Eravamo tutti figli suoi (Edizioni Biblioteca dell'Immagine) - una storia di sentimenti, disagi e passioni di una famiglia vicentina le cui vicende si sono intrecciate nella prima metà del secolo scorso con quelle del nostro Paese. Un romanzo vivo e passionale, ispirato ad una storia vera, per riscoprire cosa è stato il Veneto del Novecento. Il libro di Maria Facci, già presentato con successo a Schio e in altri luoghi della provincia, sarà protagonista di una serata di letture e musica d'epoca, che vedrà protagonisti Tiberio Bicego e l'autrice venerdì 11 marzo alle 21 al Vicenza Time Cafè in contrà Mure Porta Nova.

Eravamo tutti figli suoi (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Storicamente, sono milioni i veneti emigrati nelle Americhe, in particolare in Brasile, negli stati di Rio Grande do Sul, Santa Catarina, Paraná e Espírito Santo. I nomi di alcuni comuni del Brasile meridionale, come Nova Schio, Nova Bassano, Nova Bréscia, Nova Treviso, Nova Veneza, Nova Padova e Monteberico, denotano l'origine veneta dei loro abitanti. Dopo i successi dei precedenti libri, la Facci si ripropone al folto numero dei suoi lettori con la storia di una famiglia operaia vicentina che, come migliaia di altre famiglie di quell'epoca, parte alla ricerca di una terra e di un futuro migliore. Sono anni di avventure e difficoltà, con il padre che si dedica quasi esclusivamente alla sua passione per la musica e trascura la famiglia, mentre i figli, ancora piccoli, lavoreranno in un cotonificio. Finché la madre, stanca di quella vita tribolata e delle assenze del marito, decide di tornare in Italia da sola, con i sei figli: il più grande ha quindici anni, il più piccolo appena nove mesi. La nuova vita riprende tra le mura del lanificio Rossi di Pievebelvicino come filatrice, con i figli che faranno via via i “petacai” e poi i tessitori. Inizia così un lungo periodo di conflitti sia in casa che in fabbrica e in paese, con i figli costretti a peregrinare di lavoro in lavoro, ognuno seguendo una strada diversa che li porterà a vivere esperienze drammatiche ma formative. Protagonista è Caterina, voce narrante della storia, che seguiamo attraverso la lenta presa di coscienza da bambina a donna, attraverso fatti privati e storici come l'emigrazione, la guerra, il duro lavoro in fabbrica e la difficile condizione delle donne dell'epoca, fino al matrimonio e ai figli. E sullo sfondo l'Italia, il Veneto e il Vicentino di inizio '900, con la nascita dei partiti di sinistra, il fascismo, il carcere dei fratelli condannati per motivi ideologici e politici.

Eravamo tutti figli suoi (Art. corrente, Pag. 3, Foto generica)

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