NR. 43 anno XXVIII DEL 23 DICEMBRE 2023
la domenica di vicenza
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Legittima difesa, raccolta firme all'oscuro

L'iniziativa è scattata lo scorso 1° aprile, ma la notizia sinora è passata quasi inosservata sia da parte dei cittadini che dei comuni: una parte di loro non ha ancora messo a disposizione il modulo da firmare

di Luca Pozza

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Legittima difesa, raccolta firme all'oscuro

La nuova frontiera della “legittima difesa” si chiama raccolta firme. Tuttavia l'iniziativa, lanciata da Italia dei Valori e iniziata lo scorso 1 aprile, è passata quasi sotto silenzio, almeno sino a questi giorni. Poca conoscenza sia da parte dei cittadini che soprattutto nelle amministrazioni comunali, in parte delle quali non è ancora disponibile il modulo da firmare. Promossa, come detto da IdV, la raccolta firme punta al sostegno alla proposta di legge popolare presentata in Cassazione per rinforzare per l'appunto la legittima difesa (regolata dagli articoli 55 e 614 del codice penale) e tutelare al massimo l’inviolabilità del domicilio. Il portale www.ladomenicadivicenza.it ha voluto approfondire il tema sentendo tre rappresentanti della politica e il sindaco di Bassano del Grappa, ma anche facendo il punto della situazione in alcuni comuni della provincia.



Antonino Pipitone, Commissario regionale Italia dei valori: «Poca attenzione dai media, ma verranno allestiti banchetti nelle piazze per la raccolta delle firme»

Mancando un referente provinciale dell'Italia dei valori abbiamo contattato Antonino Pipitone, Commissario regionale dello stesso partito, che ammette le difficoltà di questa fase iniziale, ma tiene a precisare che il modulo per votare è stato inviato a tutti gli oltre 8.100 comuni italiani.

Legittima difesa, raccolta firme all'oscuro (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)«La spedizione - spiega Pipitone - è stata fatta con la Pec, ossia la posta certificata. In effetti abbiamo registrano le lamentele di cittadini che non hanno trovato il modulo nel rispettivo municipio, a quel punto abbiamo provveduto a rispedirlo immediatamente. Nel Vicentino ad esempio è successo a Thiene e a Schio, ma subito dopo la segnalazione abbiamo provveduto a inviare nuovamente il modulo via Pec". "Purtroppo in questa fase iniziale - precisa il Commissario regionale di Idv - abbiamo pagato la poca attenzione da parte dei media nazionali, mentre la gente è più informata sul referendum delle trivellazioni. Tuttavia in questo fine settimana (sabato 9 e domenica 10 aprile, ndr.) inizierà una campagna di sensibilizzazione, anche con la presenza dei banchetti nelle principali piazza delle città venete. Mi piace ricordare che questa iniziativa, estesa come detto su tutto il territorio nazionale, è partita come idea proprio dal Veneto, dopo il clamoroso caso del tabaccaio padovano costretto a risarcire il ladro a cui aveva sparato. Ma è un caso emblematico e, purtroppo, non unico, anche la vicenda del rigattiere vicentino Ermes Mattielli, morto da alcuni mesi ma nel 2006 al centro della vicenda che lo vide sparare a due ladri penetrati nel suo deposito. Mattielli, per questo, fu condannato ad un maxirisarcimento che ora, peraltro, dovrà accollarsi lo Stato alla luce della rinuncia dell’unico erede».

Ma quali sono i capisaldi della raccolta firme dell'Italia dei Valori? «Da parte nostra riteniamo - precisa Pipitone - che l’inviolabilità delle nostre case sia un principio irrinunciabile e da difendere con fermezza. Diciamo no alla giustizia “fai da te”, ma i cittadini onesti devono essere più tutelati e devono godere di una fattispecie della legittima difesa che sia più ampia rispetto a quanto previsto oggi dalla legge vigente. L’obiettivo deve essere quello di poter difendere i propri beni una volta subita una violazione del proprio domicilio, del proprio negozio, della propria abitazione. Negli ultimi mesi sono stati sempre più frequenti, gravi fatti di cronaca che hanno evidenziato l’esistenza di bande di spietati criminali che si introducono nelle abitazioni o nei luoghi dove viene esercitata un’attività commerciale, professionale o imprenditoriale, mettendo costantemente a repentaglio l’incolumità dei malcapitati«».

«Per questo motivo - conclude il Commissario regionale di IdV - abbiamo deciso di depositare in Cassazione una proposta di legge popolare per punire più severamente la violazione del domicilio attraverso il raddoppio delle pene, ora fissate ad un minimo di sei mesi ad un massimo di tre anni, mentre noi vogliamo portarle ad un minimo di un anno e ad un massimo di sei. Ma anche potenziando le possibilità di legittima difesa, invero ad oggi alquanto limitate. Chi viola la nostra casa deve essere punito severamente, e ai cittadini onesti va data la possibilità di tutelarsi. Se la nostra proposta sarà approvata, e noi lavoreremo duramente in Parlamento affinché ciò possa avvenire in tempi brevi, la violazione del domicilio verrà punita molto più duramente, escludendo poi qualsiasi responsabilità per danni subiti da chi volontariamente si è introdotto nelle sfere di privata dimora. Vogliamo dunque evitare ogni ipotesi di trasformazione dell’aggressore in vittima».

 

Sergio Berlato, coordinatore regionale di Fratelli d’Italia-An: «La strada del referendum propositivo impercorribile in quanto non previsto dalla Costituzione italiana»

Sull'iniziativa legata alla raccolta firme di Italia dei Valori perplessità arrivano da Sergio Berlato, consigliere regionale e coordinatore per il Veneto di Fratelli d’Italia-An, che sulla vicenda ha un'idea ben precisa.

Legittima difesa, raccolta firme all'oscuro (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)«La strategia di Italia dei Valori - dice l'on. Berlato - è stata portata avanti pur sapendo che la strada di un referendum propositivo non è percorribile perché non è previsto dalla Costituzione italiana che invece prevede solo il referendum abrogativo di una legge vigente o il referendum confermativo di una modifica costituzionale. Diversa cosa è una proposta di legge di iniziativa popolare per la quale servono 50.000 firme. Per presentare una proposta basta l'iniziativa di un singolo parlamentare, senza bisogno di alcuna forma tranne quella del presentatore. L'iniziativa dell'Italia dei Valori è stata fatta esclusivamente per cavalcare un tema che sta sensibilizzando fortemente l'opinione pubblica su un tema molto sentito dalla gente, soprattutto nei social, in vista delle prossime elezioni politiche, per consentire a questo partito, scomparso dal panorama politico nazionale, di mettersi in evidenza».

Lo stesso Berlato non si stupisce delle difficoltà tuttora in atto nella raccolta firme. «Il fatto che nei comuni non ci siano i moduli per la raccolta delle firme, distribuzione che doveva essere curata dal partito che ha promosso l'iniziativa, è la dimostrazione lampante della scarsa credibilità dell'iniziativa ideata dall'ex partito dell'Italia dei Valori».

Doveroso anche ricordare come lo scorso 28 ottobre proprio Berlato presentò il Progetto di Legge statale n. 4 (cui seguì la proposta di Legge presentata dall’on. Ignazio La Russa alla Camera dei Deputati) proprio in relazione alla modifica dell'articolo 52. «Con la presente proposta di legge - riportava la relazione di Berlato - si intende apportare una modifica segnatamente al comma 3 del dettato normativo di cui all'art. 52 del codice penale che disciplina l'istituto della cosiddetta legittima difesa. All'uopo si intende garantire una adeguata e corretta applicazione della norma sopra richiamata rimediando le eventuali deficienze del comma 3 dello stesso articolo del codice penale proponendo, così, una più marcata e qualificabile autotutela. In particolare, con la presente proposta di legge ci si prefigge lo scopo precipuo di delineare un nuovo perimetro di discrezionalità e di apprezzamento riservato dal legislatore al potere giudiziario».



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