NR. 17 anno XXIV DEL 4 MAGGIO 2019
la domenica di vicenza
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Paesaggi d’acqua nel Veneto

di Alessandro Scandale
a.scandale@gmail.com

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Paesaggi d’acqua nel Veneto

Paesaggi d’acqua nel Veneto, a cura di Margherita Naim, è un bel volume fotografico pubblicato da Antiga Edizioni che contiene cinquanta fotografie selezionate a rappresentare il paesaggio veneto sottolineandone il fitto dialogo con l'acqua: Vicenza e Bassano del Grappa, Venezia e Rovigo, passando per Treviso, la riviera del Brenta, il Piave. Molti gli autori delle fotografie, alcuni professionisti, altri amatori, che hanno comunque acquisito nel tempo significato e valore: lo Studio Vajenti di Vicenza, Giuseppe Mazzotti, Francesco Zambon, Giuseppe Fini, Luigi Bortoluzzi, Gino Bolognini, Aldo Nascimben.

Paesaggi d’acqua nel Veneto (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Il volume è ispirato all'omonima mostra in corso fino al 5 maggio nella prestigiosa sede di Villa Contarini a Piazzola sul Brenta, allestita con fotografie del Foto Archivio Storico Trevigiano della Provincia di Treviso e nata dalla collaborazione con la Regione del Veneto. Una mostra che ha attinto ad un importante patrimonio regionale, le circa 500.000 fotografie storiche provenienti da vari Fondi che riprendono città, paesi, monumenti, ma anche situazioni e personaggi della Marca Trevigiana, dal 1860 ai nostri più vicini anni Ottanta. L'esposizione mette in luce il fatto che la gran parte delle città e dei principali paesi del nostro Veneto si sono formati attorno ad una fitta rete di canali, fiumi, rogge che hanno consentito il loro utilizzo non solo per le più comuni esigenze quotidiane, ma anche per la pesca, la navigazione e come difesa naturale. In questo modo si è delineata una specifica organizzazione socio-economica basata non solo sulle potenzialità agricole, ma anche sulla gestione delle molteplici offerte delle vie d’acqua che consentivano collegamenti tra Venezia e le principali città venete. Negli anni più recenti, in seguito ai dettami richiesti dalla società contemporanea che richiede connessioni veloci, sono stati privilegiati i collegamenti stradali ma questo nulla toglie alla bellezza del nostro paesaggio caratterizzato da fiumi, laghi, lagune. La mostra Paesaggi d’acqua nel Veneto racconta le città attraverso le abitudini di vita e i paesaggi quotidiani legati al tema dell’acqua, elemento fondante di sviluppo del nostro territorio ma che può trasfigurarsi in luogo di riflessione.

Corrado Azzollini e Maria Pia Barzan del Segretariato Regionale per i Beni e le Attività Culturali, nel capitolo intitolato Paesaggio e tutela scrivono che noi viviamo oggi in una società di smemoratezza, di superficialità e consumo, dove tutti fotografano tutto senza riflessione alcuna; ricordi, immagini, informazioni, comunicazioni del nostro presente colti nella loro immediatezza, interpretati e magari condivisi nel mondo dei social. Ogni giorno migliaia e migliaia di fotografie sono regolarmente pubblicate in rete nel tentativo di raccontare il mondo e la realtà in cui viviamo, fatte per lo più senza particolare cognizione della storia della fotografia. Procedendo in questo modo, il rischio sarà quello di non riconoscere più nulla di ciò che ci circonda, e soprattutto di non dare il giusto rilievo alle cose. Contrasta con questa prospettiva, tutt’altro che allettante, l’occasione, giunta inaspettata, di vedere nascere l’apprezzabile mostra fotografica organizzata da uno degli archivi storici di maggior valore culturale presenti in Veneto, in collaborazione con l’Osservatorio Regionale per il Paesaggio. Le fotografie rappresentano uno stimolo a focalizzare l’attenzione sulla rilevanza e l’integrità dei valori paesaggistici, beni che necessitano di essere adeguatamente tutelati e valorizzati dalle Istituzioni che cooperano a questo fine, in primis Stato e Regione, nonché sull’opportunità di reintegrare quei valori propri, naturali e preesistenti – talora compromessi o degradati – con la realizzazione di nuovi valori paesaggistici, integrati e coerenti con i preesistenti.

Scorrendo tra le immagini ci perdiamo ad ammirare il fascino delle antiche abitazioni e delle sontuose ville ai bordi dei canali, cogliamo l’occasione per confrontarci e chiederci se nelle fotografie sia l’acqua l’elemento predominante, per così dire il “paesaggio naturale” o se, al contrario, il punto focale siano le architetture e gli oggetti, ovvero “il paesaggio costruito”: ogni architettura e oggetto presenti nelle fotografie risultano essere armoniosamente inseriti nel contesto, e anzi sono percepiti e apprezzati con maggior intensità grazie alla presenza dell’acqua. Paesaggio naturale, ambiente quotidiano di allora si fondono in un tutt’uno regalandoci momenti estremamente piacevoli. Le fotografie storiche riescono a dare un’interpretazione critica della realtà, documentano mutamenti sociali, costumi, paesaggio, fornendo altri elementi per vedere e mostrare la storia. Da qui nasce l’esigenza di tutelare e salvaguardare gli archivi, scrigni silenziosi che raccolgono e conservano la nostra memoria, la nostra storia, la nostra arte e quindi la nostra cultura. Nel settore paesaggistico poi, le potenzialità degli archivi storici (in particolare cartografici e fotografici) sono evidenti per tutta una serie di valutazioni, a partire dalle trasformazioni territoriali. E questo è un elemento significativo per vagliare l’impatto negativo di molte decisioni prese in passato e ponderare con maggior accortezza quelle future. Tutela e valorizzazione degli archivi, dunque, sono azioni imprescindibili proprio in virtù del loro essere contenitori di beni culturali. Ma non solo, tutela e valorizzazione anche dei contenuti, in questo caso della fotografia che, come ogni altro documento cartaceo è, secondo il Codice dei beni culturali e del paesaggio, un bene culturale.

Abbiamo incontrato la curatrice del volume Margherita Naim.

Paesaggi d’acqua nel Veneto (Art. corrente, Pag. 2, Foto generica)

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