NR. 22 anno XXIV DELL'8 GIUGNO 2019
la domenica di vicenza
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Romanzo impopolare

di Alessandro Scandale
a.scandale@gmail.com

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Romanzo impopolare

Perché questo libro e qual è il suo senso?

Romanzo impopolare (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)"Sulle vicende che hanno portato ai crolli delle banche popolari venete si è scritto molto, ma non tutto. Quando, un anno e mezzo fa, sono entrato in possesso di materiale inedito che contribuisce a dare un quadro più completo alla vicenda, ho ritenuto che fosse doveroso diffonderlo soprattutto per aiutare chi ha perso tutto a comprendere i reali motivi per i quali ciò è avvenuto. Fino ad oggi è stato messo in luce, comprensibilmente, solo il ruolo dei vertici delle banche. Ma senza considerare il ruolo di altri attori in campo, il rischio concreto è che ciò che è successo accada di nuovo".

Lei sostiene che bisogna comprendere i ruoli più che le responsabilità. Perché?

"Perché la definizione delle responsabilità è compito della magistratura. Questo libro non è, non vuole essere, un "processo parallelo" o alternativo. Ci sono già tanti giudici e giornalisti autoproclamati che hanno in mano la verità a prescindere: non ne servono altri. Chi informa deve offrire gli strumenti per comprendere, e deve separare le informazioni dalle opinioni. Comprendere i ruoli e conoscere le azioni di tutti i protagonisti è fondamentale per poi - solo dopo - formarsi un'opinione. Purtroppo molti invertono i fattori: partono da un'opinione e dopo cercano gli

elementi che possano suffragarla. Poi si lamentano se, anni dopo, scoprono di aver sbagliato".

Il libro racconta molto più di ciò che è stato detto finora: la realtà è molto più complessa?

"Decisamente sì. Il ruolo dei vertici delle banche, dirigenziali e amministrativi, è stato evidentemente fondamentale per porre le condizioni di questi disastri, e nel libro è sottolineato. Ma istituti di quelle dimensioni comunque non sarebbero scomparsi in quel modo senza il ruolo giocato ad esempio da Bankitalia, dalla Bce, dai governi italiani - in particolare quelli guidati da Renzi e Gentiloni - dall'Unione Europea. I documenti che abbiamo raccolto aiutano a far luce su questi ruoli, e a comprendere meglio e compiutamente che cosa è successo e perché".

Come siete riusciti ad orientarvi tra due milioni di pagine di documenti?

"La gran parte sono contenuti in file, e come è facilmente intuibile i quattro quinti di quella massa di dati è sostanzialmente inutile, un corollario. Ci siamo quindi concentrati sul resto focalizzandoci soprattutto su ciò che non è mai emerso finora nelle cronache giornalistiche. Faccio un esempio: i report delle intercettazioni telefoniche svolte dalla Guardia di Finanza hanno in calce una valutazione di interesse: "poco interessante" o "molto interessante". Ma ciò è indicato ai fini dell'inchiesta giudiziaria a carico di questo o quel soggetto. Perciò molti dialoghi che sono stati giudicati "poco interessanti" dai finanzieri e quindi non sono finiti nelle carte dell'inchiesta giudiziaria, hanno in realtà un'enorme importanza per capire l'intero quadro".

Romanzo impopolare (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)C'è una lezione che dobbiamo imparare da questa vicenda per il futuro?

"La mia opinione è che purtroppo situazioni simili accadranno ancora. E uno dei motivi è che di fronte a certi fatti non cerchiamo di capire perché accadano, ma ci accontentiamo di avere un colpevole. Che è una cosa importante, sia chiaro: anzi, fondamentale. Ma che cosa ci porta, se non comprendiamo i motivi di quel che è accaduto, ne ignoriamo le cause, e non possiamo così evitare che accada di nuovo? La rabbia è tanta, ed è comprensibile. Ma la logica e la razionalità dovrebbero spingerci a informarci prima di giudicare. Per conoscere, per capire. Il pregiudizio è la scorciatoia degli ignoranti, di quelli che ti spiegano le cose senza nemmeno averle lette. Un amico vicentino mi ha raccontato che a Vicenza c'è perfino qualcuno che ha detto che non leggerà questo libro perché secondo lui difenderebbe i vertici della banca. Non l'ha letto, e te lo spiega inventandosi il contrario della realtà. Un genio: mi ha fatto morire dal ridere. Così si prepara ad essere truffato ancora, e ancora. Per poi lamentarsi, e ricominciare. Non so se costui esiste davvero: nel caso, questo libro non fa per lui".

 

Cristiano Gatti, bergamasco, laureato in Economia, ha iniziato la sua carriera al Giornale di Bergamo. Successivamente passa a Il Giorno, dove diventa inviato speciale. Dal 1994 al 2015 è inviato e opinionista de Il Giornale, occupandosi di attualità, cronaca e costume. Nel corso della sua carriera ha collaborato con diversi periodici (Europeo, Gente) e testate web. Ha scritto quattro romanzi: La grande idea (2003), L'amore sublime (2005), Memo e il generale (2009), Negli anni, l’amicizia (2016), tutti pubblicati da Prima Pagina Edizioni. Ha vinto diversi premi giornalistici. Attualmente scrive per il Corriere della Sera.

Ario Gervasutti, friulano, laureato in Scienze Politiche, dalla fine degli anni Ottanta lavora a Il Giornale, come capocronista, caposervizio agli Esteri, responsabile degli Interni e caporedattore all’Ufficio centrale. Nel 2000 diventa inviato speciale de Il Gazzettino. Per il quotidiano del Nordest segue i principali avvenimenti politici, di cronaca e di economia, in Italia e all'estero. Dal 2009 al 2016 è direttore de Il Giornale di Vicenza. Ha pubblicato per Mursia il libro-inchiesta: Le verità sfiorate. Misteri veneti, omicidi senza colpevoli. Attualmente scrive per Il Gazzettino.

 

nr. 21 anno XXIV del 1 giugno 2019

Romanzo impopolare (Art. corrente, Pag. 2, Foto generica)

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