NR. 23 anno XXIV DEL 15 GIUGNO 2019
la domenica di vicenza
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Dagli Usa a Vicenza
sulle tracce di Palladio

di Alessandro Scandale
a.scandale@gmail.com

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Palladio

Qual è l’importanza e l’influenza di Palladio negli Stati Uniti?

Palladio (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)"I quattro libri dell’architettura di Andrea Palladio sono stati ampiamente pubblicati e le sue idee si sono diffuse non soltanto in Europa, ma anche nel Nord America, quale avamposto della cultura europea. Lo “stile” palladiano, o più in generale la rinascita dell’architettura classica e rinascimentale, negli Stati Uniti è predominante in quegli edifici eretti prima e durante l’era delle Beaux-Arts. Molti di questi edifici sono opera di costruttori anonimi, che hanno avuto accesso ai libri di Palladio, o a quelli che ne sono seguiti. Case coloniche tradizionali, chiese ed edifici pubblici del New England mostrano la ripresa di molti motivi ornamentali classici, combinati con una forma di edilizia atta a soddisfare i bisogni della vita nell’ambiente del New England e l’abbondanza di legno e pietra locale. Durante il periodo delle Beaux-Arts sono stati eretti molti edifici pubblici in tutta la Nuova Inghilterra, in particolare le biblioteche. Lo scopo di tali biblioteche era incoraggiare i cittadini a istruirsi e ben informarsi. E lo stile classico è stato scelto come simbolo dell’età dell’Illuminismo. Dopo tre secoli di influenza palladiana, gli architetti del XX secolo hanno abbandonato il Palladio in favore dello Stile Internazionale. Ma, negli ultimi decenni, l’architettura “postmoderna” è ritornata alle sue idee. Palladio è ancora importante per i bisogni di oggi. Le sue ville fondevano classicismo e architettura rurale italiana, e così dovremmo ripensare anche noi, combinando il vecchio al nuovo".

Perché ha scelto di disegnare le opere del Palladio?

"Sono un artigiano e insegnante di ceramica da oltre quarant’anni, nel frattempo ho studiato architettura all’università e ho mantenuto l’interesse per il disegno architettonico. Ho scelto di disegnare gli edifici del rinascimento palladiano del New England come un modo per comprenderli, documentarli e onorarli quali tesori culturali. In questa mia ricerca, un’amica mi ha suggerito di viaggiare in Italia per vedere l’opera originale di Palladio. Così l’anno scorso sono stato un mese a Vicenza a disegnare i suoi edifici".

Com’è nata l’idea di una mostra a Vicenza?

Palladio (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)"Durante questo soggiorno vicentino stavo disegnando la Villa Valmarana ai Nani e, mentre il disegno era quasi finito, ha cominciato a cadere la pioggia. Allora ho deciso di andare a finire di disegnare in Pasticceria Venezia, con una tazza di tè caldo. Mentre lavoravo, è entrato un uomo con una cartellina. Ho pensato: “Questo è un altro artista”. Arrivato, ha guardato il mio lavoro e mi ha detto che stava per fare una presentazione delle sue opere, che poi erano lì esposte in sala, e che potevo rimanere per la presentazione. Quell’uomo era Gabriele Scotolati. Finita la sua introduzione, ha suggerito alle persone presenti di dare un’occhiata a quello a cui stavo lavorando io. E così, per caso, è iniziata una conoscenza e una discussione, lì in pasticceria, continuata poi con una pizza sui colli Berici. Il giorno dopo, Loris Crivellaro, un amico di Gabriele che era venuto alla presentazione, mi ha mandato una mail per suggerirmi che avrei potuto anch’io esporre i miei disegni. Ai signori Ferracina, titolari della Pasticceria Venezia, l’idea è piaciuta, ed è così che è nata questa mostra. Ringrazio Gabriele e Loris per questa opportunità".

Lei ha girato il Vicentino e il Veneto per disegnare le opere palladiane: che emozioni ha avuto da questo viaggio artistico?

"Negli esseri umani l’esigenza di creare è innata, e la mia voglia di disegnare e fare cose è particolarmente forte. Non sto viaggiando come farebbe un turista, considero piuttosto il soggiorno come parte integrante dello strutturare la mia vita di artefice delle cose. Nessun’altra esperienza mi dà eguale soddisfazione emotiva; sono felice quando lavoro, sia disegnando sul posto sia creando in studio. La parola “viaggio” ha due significati: non è solo un passaggio fisico attraverso i luoghi, ma anche un’odissea di apprendimento e creazione, ecco che alla fine del viaggio sono diverso da quando l’ho iniziato".

Dunque è stata per lei un'odissea?

"L’anno scorso non avevo un’auto ma solo una bici Graziella per girare in città, ma volevo anche vedere le ville palladiane in campagna. Così, un bel giorno, ho caricato la bicicletta sul treno da Vicenza fino a Monselice, e da lì ho pedalato fino a Montebello. Ma non avevo tenuto conto dei colli Euganei. Ho fatto del mio meglio per sfiorare il loro confine meridionale, in una gita faticosa, passando per Villa Pisani Bonetti a Bagnolo di Lonigo, e trascinandomi esausto a fine giornata di nuovo a Vicenza. Era un bene non sapere in anticipo cosa comportasse quel viaggio, o forse non lo avrei mai intrapreso. C’è una linea sottile e sfocata tra coraggio e follia, ma a volte avere un pizzico di ignoranza e pazzia è una cosa buona".

Che differenza c’è tra il modo in cui viene considerata l’arte in America e in Italia?

"Questa è una gran domanda. Non mi sento di appartenere al mondo dell’arte; i miei campi sono la ceramica e l’architettura, e posso commentare solo ciò che conosco. L’Italia ha, e onora, un patrimonio artistico, incluso l’architettura, che manca al nostro giovane Paese. Non abbiamo ancora abbastanza da onorare; forse un giorno lo faremo".

In che modo la bellezza può aiutare l’umanità?

"Viviamo un momento pericoloso, più che mai consapevoli della nostra capacità di distruggere noi stessi e tutto ciò che ci circonda. Ma possiamo anche creare cose di straordinaria bellezza.

Ascoltando una sinfonia di Beethoven, leggendo un grande romanzo, godendo della grande arte. Sono sbalordito che dei semplici esseri umani possano creare tali opere; sembra una magia. L’esperienza di queste opere d’arte stimola l’immaginazione e la speranza".



nr. 22 anno XXIV dell'8 giugno 2019

Palladio (Art. corrente, Pag. 2, Foto generica)

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