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Il progetto di Baldini: un Vicenza costruito per vincere

Il tecnico toscano sta lavorando sul modulo tattico 4-2-3-1 che gli ha garantito i migliori successi in carriera. Le analogie con l’Empoli promosso in serie A

di Adalberto Scemma

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Il progetto di Baldini: un Vicenza costruito per v

Le cure dimagranti di Silvio Baldini si intrecciano da anni (anzi: da decenni) utilizzando rotte costantemente variate. La dieta prosciutto & noci creata da Renzo Ulivieri, la dieta dissociata del maratoneta, la dieta tisanoreica e quella dell’anguria. Ignorata per ora la “dieta a zona”, ma forse è Il progetto di Baldini: un Vicenza costruito per v (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)soltanto una questione di tempo. La zona, per uno che ha fatto del calcio una professione, rappresenta il pane quotidiano e il pane, nelle diete di qualsiasi tipo, non è certo alimento consigliabile. Esiti in altalena, stando ai risultati: il peso di Baldini ondeggia abitualmente tra i 90 e i 110 chili in linea con l’inquietudine che pervade Mister Silvio al momento di dare continuità al “modulo vincente” (o meglio: al modulo dimagrante).

È vincente per fortuna, almeno sulla carta, il modulo scelto per il Vicenza, quel 4-2-3-1 che Baldini ha sperimentato tra i primi in Italia (con Guidolin e Bellotto) già alla fine degli anni Novanta. Un modulo di cui il tecnico conosce ogni possibile applicazione e che gli consente quelle variazioni in corso d’opera che rendono la squadra non soltanto meno leggibile da parte degli avversari ma anche e soprattutto più funzionale. Molto dipende, naturalmente, dalla qualità degli interpreti e dalla disponibilità a utilizzare tempi di inserimento il più possibile sincroni. Tutte cose che Baldini andrà a collaudare da qui all’inizio del campionato nell’attesa, anche, di verificare le eventuali (e comunque attesissime) novità di mercato.

Dando per scontata l’attenzione che Baldini presta alla fase offensiva, il fulcro del gioco non può che essere rappresentato da Abbruscato. Elvis è destinato a fungere da autentico regista avanzato, oltre che da finalizzatore. Possiede infatti, per Il progetto di Baldini: un Vicenza costruito per v (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)esperienza e per attitudini personali, le qualità che Baldini pretende da una prima punta. Chi ha memorizzato i movimenti offensivi del primo Empoli non può non ricordare l’importanza di Massimiliano Cappellini sotto il profilo tattico, un Cappellini che aveva il compito, sostanzialmente, di disciplinare gli inserimenti degli esterni prima ancora che di tentare la via della rete. Non a caso in 231 partite complessive disputate con la maglia dell’Empoli furono soltanto 39 le reti personali messe a segno. Suo, tuttavia, il merito di avere esaltato le qualità balistiche di Maccarone, Di Natale, Rocchi e così via.

Altro elemento che nell’Empoli di Baldini ha trovato ampia valorizzazione è stato proprio Tommaso Rocchi: grande movimento, straordinaria generosità e altrettanto evidente senso tattico. Detto questo, rimane da capire fino a che punto Baldini abbia intenzione di utilizzare anche nei dettagli un modulo come il 4-2-3-1 ampiamente sperimentato in carriera, e fino a che punto Abbruscato possa calarsi ragionevolmente nella parte del centravanti-boa. Guai a dimenticare che i 19 gol realizzati nella passata stagione (record personale di Elvis tra i cadetti) rappresentano una credenziale non indifferente e sono il frutto evidente di situazioni di gioco cui verrebbe voglia di dare continuità.

Il progetto di Baldini: un Vicenza costruito per v (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Tutto questo per dire che l’esigenza di una seconda punta da proporre al fianco di Abbruscato sta diventando una priorità. Cristallini sta monitorando il mercato alla ricerca di un attaccante con caratteristiche ben delineate, una “spalla” capace di esprimere qualità e quantità e possibilmente in grado di portarsi in doppia cifra. Un identikit proponibile? Non servono pezzi da novanta. Potrebbe bastare un elemento tipo Iunco, Sansovini o Catellani, per intenderci. Gente agile atleticamente e duttile tatticamente. Disponibile, soprattutto, a recepire le esigenze del collettivo.

È indicativo il fatto che durante il ritiro Baldini abbia curato con attenzione particolare la fase difensiva schierando da esterni bassi Mustacchio e Gavazzi. Il pericolo di scoprire il reparto arretrato forzando le caratteristiche dei due giocatori, che non sono certi degli incontristi? Nel 4-2-3-1 gli esterni devono memorizzare i tempi di inserimento evitando intrusioni indebite. Mustacchio e Gavazzi dovranno tenere a freno l’esuberanza facendo in sostanza, di volta in volta, mente locale. Ma sarà proprio la disciplina tattica – concetto scontatissimo – il primo degli insegnamenti che Silvio Baldini andrà a proporre.

 

nr. 29 anno XVI del 30 luglio 2011

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