NR. 19 anno XXIV DEL 18 MAGGIO 2019
la domenica di vicenza
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Pianezze e Solagna
in corsa un solo candidato

di Gianni Celi

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I Comuni di Pianezze e Solagna<br>
al voto con un

Sono dieci i Comuni del Bassanese chiamati a rinnovare l’Amministrazione del proprio paese il 26 maggio prossimo. Oltre a Bassano, più titolato come virtuale capoluogo del territorio, i nove Comuni, al di sotto dei 15 mila abitanti, sono: Cassola, Cartigliano, Colceresa, Mussolente, Nove, Pianezze, Pove, Solagna e Valbrenta. Ci fermiamo, in questa edizione, a parlare di due centri che esprimono eguale particolarità, vale dire quella di avere rifiutato di aderire all’unione con altri Comuni contermini, non solo, ma anche di presentarsi alle urne di fine maggio con una sola lista. Questi due paesi sono Pianezze e Solagna. Cerchiamo allora di approfondire questo aspetto che ha mosso, negli anni scorsi, critiche e prese di posizione a favore o contro la scelta finale.
I Comuni di Pianezze e Solagna<br>al voto con un (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Partiamo da Pianezze, dolce paese collinare, attiguo a Molvena, a Mason e a Marostica, conosciuto, sotto l’aspetto agroalimentare, per la produzione di ciliegie, frutta rinomata nel periodo primaverile, tra le quali emerge la qualità “sandra”, una varietà autoctona scoperta, nel 1926, al limitare del proprio bosco, da Alessandro Bertoli.
Quando fu lanciata la proposta di unificare i tre Comuni, apprezzati proprio per la produzione di ciliegie (Mason, Molvena e, appunto, Pianezze), l’unico a dire no, con il referendum del 1980, fu proprio Pianezze. Il sindaco uscente di questa comunità, Luca Vendramin, ha spiegato più volte il perché del rifiuto a tale proposta asserendo che il suo paese si sente più unito a Marostica che non ai due Comuni vicini. Lui ed i suoi cittadini avrebbero accolto con favore una unione inserendo anche il centro scaligero e non certo lasciandolo da parte. Vendramin ha sostenuto questa tesi ricordando, fra l’altro, che nel 1800 Pianezze era frazione di Marostica e che, comunque, nel caso di una unione con Mason e Molvena, sarebbero spariti dal suo paese lo sportello bancario e quello postale, quanto mai importanti per i residenti. Per di più i giovanissimi avrebbero continuato ad andare alle scuole medie di Marostica e non certo a quelle di uno dei due Comuni attigui.
Passiamo ai giorni nostri. Luca Vendramin, sindaco in carica, torna a sostenere la lista civica “Uniti per Pianezze” che, nel 2014, lo premiò con 714 voti (il 55,52 per cento dei consensi), lasciando al secondo posto la civica “Vivi Pianezze” che candidava sindaco Muarizio Pini, con 552 voti (44,47%). Sette furono i consiglieri della sua maggioranza e tre della minoranza. La tornata elettorale precedente, nel 2009, aveva promosso sindaco Gaetano Rizzo con il 64,2% dei voti. Interessante è anche il dato dell’affluenza alle urne: 81,02% nel 2009 e 72,58% nel 2014. Ora, come dicevamo, Vendramin si ricandida, anche se non è stato facile costruire la lista dove dentro sono rimasti alcuni consiglieri uscenti con l’aggiunta di alcuni giovani. Va detto che per Pianezze, nella storia della pubblica Amministrazione, è la prima volta che si arriva al voto con una sola lista.
E arriviamo in Valbrenta, a Solagna, dove a presentarsi unico come candidato sindaco è l’assicuratore Stefano Bertoncello, consigliere comunale di minoranza uscente. È la seconda volta che accade un evento del genere . La prima risale al 2004 quando si presentò con un’unica lista civica, il sindaco uscente, Gian Andrea Bellò che fece arrivare al seggio il 72% dei suoi concittadini aventi diritto al voto.
Nel maggio del 2014, su quattro contendenti, a vincere quella tornata elettorale fu Daniele Nervo della lista “Per il bene comune”, con 342 voti (31,69%), seguito da Roberto Ferracin, di “Vivere Solagna” con 287 voti (26,59%), da Stefano Bertoncello, di “Solagna viva”, con 272 voti (25,20%) e da Danilo Andrea Nervo dei “5 Stelle”, con 178 voti (16,49%). L’affluenza alle urne fu allora del 69,64 per cento, mentre, nel 2009, quando fu eletto sindaco Carlo Nervo, con il 47,4%, l’affluenza al voto fu del 73,29 %.
A Solagna il referendum per decidere se aderire o meno alla proposta del nuovo Comune “Valbrenta” che avrebbe dovuto mettere assieme Cismon del Grappa, Valstagna, San Nazario, Campolongo sul Brenta e Solagna, si è tenuto un anno fa e proprio Solagna è stato l’unico a dire no al progetto con 544 voti contrari e 318 favorevoli. A favore dell’unione era proprio la compagine del sindaco uscente, mentre le minoranze erano contrarie. Il primo cittadino, Carlo Nervo, parlò allora di una grande occasione persa e del pericolo reale di rimanere realtà soli ed isolati rispetto ai Comuni vicini.
Il problema che si pone per i candidati di questi due Comuni, adesso, è uno soltanto e cioè il riuscire a superare quell’importante quorum del cinquanta per cento più uno degli aventi diritto al voto per poter essere eletti. In caso contrario il Comune vedrà arrivare un commissario che resterà in carica per un anno e cioè fino alla data di una nuova tornata elettorale. Ecco allora che fa un po’ pensare quel dato dell’affluenza del 2014, che avete letto all’inizio. Se per Pianezze il 72,58% del 2014 può rassicurare il candidato di quel Comune, il 69,64% di Solagna lo può preoccupare. Ma, come si suol dire, i confronti con il passato hanno una rilevanza non certamente scientifica ed i risultati di analoghe situazioni, a noi più recenti, lo stanno a dimostrare. Diciamo che, sempre rispetto agli scorsi decenni, nei quali erano i partiti di importanza nazionale a segnare la strada da percorrere, l’afflusso, ora, di liste civiche in continua evoluzione provoca, negli elettori, una scelta non sempre facile da controllare prima o durante il momento del voto.

 

nr. 18 anno XXIV dell'11 maggio 2019

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