NR. 01 anno XXV DEL 01 FEBBRAIO 2020
la domenica di vicenza
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G2 tra matrimoni combinati e tradizioni famigliari

Per i figli dei migranti è sempre più difficile seguire le tradizioni famigliari

di Gianna Tessaro
tgextra@tvavicenza.it

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G2 tra matrimoni combinati e tradizioni famigliari

«Mi sono innamorata di un ragazzo indiano come me, ma siccome lui era sikh e io indù, non abbiamo potuto stare insieme. Appena mio padre ha scoperto che lo frequentavo di nascosto, mi ha imposto di non vederlo più». Amina parla oramai con distacco del suo primo amore maturato a sedici anni, quando frequentavaG2 tra matrimoni combinati e tradizioni famigliari (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica) le superiori. Da allora sono passati tre anni, nei quali Amina è stata tenuta sotto controllo dal padre e dai fratelli che le impedivano di uscire di casa sola. «Mio padre aveva fretta di farmi sposare, di vedermi sistemata. Così ha cominciato ad interessarsi presso amici e parenti per trovarmi uno sposo. Io avevo paura di dovermi sposare con chissà chi, magari con qualche uomo molto più vecchio di me. Poi, per fortuna, un giorno ho incontrato un ragazzo bellissimo e appena ci siamo guardati negli occhi è scoppiata la scintilla. Così lui, tramite la sua famiglia ha chiesto la mia mano e così ci siano fidanzati. Tra qualche mese ci sposeremo e io sono molto felice. A me è andata bene, ma tante altre ragazze indiane non hanno la stessa fortuna perché sono costrette dalle famiglie a sposare uomini scelti dal padre».

«I miei genitori si sono conosciuti il giorno del matrimonio, e anche per i miei nonni e bisnonni è stato così. Ma io sono cresciuta qui e non posso neppure pensare di sposarmi con un uomo che non conosco». A parlare è Mita, una giovane ragazza bengalese. Ha 17 anni e frequenta un istituto superiore della città e come tutte le sue coetanee porta jeans e maglietta. «I miei genitori mi lasciano abbastanza libera; frequento la scuola e il pomeriggio mi reco dalle amiche per i compiti e lo studio anche se più di una volta mi hanno detto “guai se sbagli”. Mi hanno ribadito più volte che, una volta presa la patente, dovrò sposarmi e che quindi devo guardarmi intorno per vedere se c’è qualcuno che mi piace, G2 tra matrimoni combinati e tradizioni famigliari (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)altrimenti dovranno scegliere loro. Io sono molto fortunata perché i miei genitori sono aperti. Purtroppo, altre ragazze, non hanno invece alcuna alternativa».

«In India, in fatto di tradizioni è cambiato tutto» racconta Monisha Kumar [a des.], mediatrice culturale all’Ulss5. «Oggi anche in India la maggior parte dei matrimoni sono d’amore. L’unica differenza è che vengono coinvolte le famiglie d’origine che si accordano su questioni materiali come per esempio la dote. Il tutto però varia da caso a caso. Certo, è vero che molti genitori, temendo il peggio per le loro figlie, precludono loro ogni occasione di socializzazione. Recludono le figlie dentro le mura domestiche impedendo loro una normale vita sociale e alla prima occasione le mandano al paese per farle sposare, senza rendersi conto che queste ragazze non sono indiane ma italiane. In questi casi è ovvio che vi sono dei conflitti, dei drammi. Per i maschi, invece è diverso, perché hanno più libertà e meno restrizioni» «Una mia amica si era innamorata di un compagno di classe italiano – racconta Parvati, 17 anni, studentessa – Poi il padre ha scoperto gli incontri clandestini e dopo due giorni Parvati è stata mandata in India. Si è sposata e vive là».

 

nr. 27 anno XVI del 16 luglio 2011

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