NR. 21 anno XXIV DEL 1 GIUGNO 2019
la domenica di vicenza
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Gino Prandina

Spazio Corona - Larga Corona d’Italia, 35
Bassano del Grappa
da venerdì a lunedì 10.30-12.30 e 16-20
(su appuntamento al numero 329 7393249)
Chiude il 9 giugno 2019

di Maria Lucia Ferraguti

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Gino Prandina

Gino Prandina (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)

I paesaggi di montagna di Gino Prandina conservano nella loro origine il legame con la poesia Haiku e l’influenza dell’ideografia giapponese nei tratti di rigenerazione continua della natura che racchiude un breve senso di eternità, reso dalla rapidità di alcuni segni cromatici. L’azzurro e il bianco degli alberi e dei sentieri innevati dei boschi conducono all’altipiano di Asiago, alla memoria della stagione del silenzio e delle forme prigioniere del gelo. Ogni elemento vive di un rapporto intimistico ed appare pronto a rinnovarsi nella vitalità pulsante della superficie. I dipinti accolgono materiali, dalle garze alle carte, aggrediti da un cromatismo di un bianco assoluto toccato dalle presenze dell’oro e dell’argento, sullo sfondo di un azzurro intenso. La materia, sollevata, increspata, modulata, sopita dal cromatismo, conquista l’attenzione nel condurre la percezione sul palpitare delle scansioni e delle trasparenze degli spessori entro l’armonia dei dipinti. Nell’approfondire la sua pittura, Prandina “continua su nuovi tracciati l’indagine di carattere sintetista e lirica, memore della poetica HAIKU, come pure dell’essenzialismo europeo dei monocromi di Yves Klein o della scuola del Pacifico”. Prandina trasmette l’energia interna della superficie che trova poi sviluppo nell’emergere delle materie. infatti la “lettura di queste opere richiede una luce radente, come anafora della tangente psichica sulle evidenze sempre cangianti della materia…” Lo spazio entra nelle immagini realistiche fra gli alberi e nei paesaggi, dove tutto appare essenziale. Ma i boschi non sono gli unici soggetti presenti alla mostra: infatti Prandina lascia la realtà per entrare con sentimento nell’immagine di Villa Capra, più nota come “La Rotonda”. La villa palladiana appare bianca nella struttura architettonica lievitante per energia cosmica nello spazio, apparentemente sostenuta da un filare di forme tra il vegetale e gli spiriti celesti.

 Con il patrocinio della Città di Bassano del Grappa. Assessorato alla promozione del Territorio e della Cultura.

(domenica pomeriggio produzione di un’opera live).

Le opere sono espose in continuità nella sede ex Bruschi, piazza Giuseppe Garibaldi. Vicenza.



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